Conclusa la 4 giorni Notav di Pasqua fra polentate diurne e assalti notturni al cantiere di Chiomonte Ferrentino attaccato sui social e dai siti Notav per le sue reazioni alla violenza risponde: "Io non sto zitto"

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Si è conclusa la “4 giorni No Tav”, fra polentate, “apericena”  e pranzi in Clarea, a Chiomonte ed al presidio di Venaus. Attività varie che hanno impegnato qualche centinaia di attivisti. Ma soprattutto con tre notti di assalti al perimetro del cantiere di Chiomonte. Scontri che sono duranti sino a notte fonda con lo stesso programma. Lancio di fuochi di artificio e petardi oltre le recinzioni, scontri con le Forze dell’Ordine a presidio dell’area che rispondono con idranti e lanci di lacrimogeni per bloccare i dimostranti. Un’abitudine di certi week-end ormai così comune alle cronache che avviene nel silenzio e fra l’indifferenza generale. Di amministratori locali per primi, e persino degli abitanti di Chiomonte ormai rassegnati a vedere una parte del paese “campo giochi” per  nottate di fuoco.  Che però impegna e distoglie centinaia di operatori di polizia e militari da altri servizi, di questi tempi certamente più necessari altrove, e come contabilizzato, crea un extracosto all’opera. Tutta italiana però, perché al cantiere francese, nonostante molti anarchici francesi partecipino a queste nottate valsusine, girano ben alla larga dal cantiere di Saint Martin de la Porte in Maurienne, che pure non è blindato, anzi, ma vengono qui in Italia. “Et hier soir à nouveau à l’attaque du chantier. Notav jusqu’à la victoire!” scrive uno di loro.

Sono gli stessi addetti della comunicazione Notav a darne il resoconto e documentazione sui loro siti (sui social network, le loro parole, se possibile sono invece ancora più pesanti di queste) : “Quelli trascorsi sono stati 4 intensi giorni di resistenza No Tav. Piazzato un campo base a metà del sentiero che separa Giaglione dalle recinzioni del cantiere di Chiomonte, in Valsusa, centinaia di attivisti si sono alternati in turni che hanno coperto le 24 ore e in un clima di convivialità e festa si sono alternati momenti di lotta e di riposo. Partendo dal venerdì con il classico apericena al cancello della centrale di Chiomonte si è giunti alla colazione del lunedì di pasquetta per poi spostarsi al vicino presidio di Venaus per la giornata di festa conclusiva.

Approfittando delle giornate di vacanza si è potuto raggiungere dunque un ottimo risultato con uno sforzo ridotto, obbligando le truppe a difesa del cantiere in fastidiosi e inefficaci continui turni. Le forze di polizia, come di consuetudine nell’ultimo anno su mandato della prefettura e della questura torinese, avevano bloccato la strada che conduce da Giaglione alla val Clarea all’altezza dell’imbocco dei sentieri. Blocchi che si sono poi rivelati inutili vista la capacità dei No Tav di trovare sempre nuove strade verso il cantiere. Sono stati dunque portate pressioni e attacchi alle reti durante tutte le giornate, con lanci di fuochi artificiali e battiture. Solo in Valsusa sono costretti a stare decine di ore nei boschi illuminati dalle loro torri faro.

Oltre le reti, oltre il cantiere ci sono gli attori della speculazione, chi materialmente o per uno stipendietto o per grandi tangenti, ha interesse nel proseguire con l’opera. C’è chi come la questura e la prefettura preferirebbe il silenzio e la lentezza, certi del loro ruolo giornaliero e momentaneo nella vicenda e interessati più alla tranquillità degli uffici che alla battaglia. C’è chi invece vorrebbe accelerare come i commissari di governo Foietta o lo stesso Virano ora a capo di Telt (ente che dovrebbe costruire la Torino Lione), ma sempre nel silenzio mediatico raccontando al mondo che l’opposizione non c’è più. C’è chi invece come il sen. Esposito o il suo compare minore Ferrentino consigliere regionale, pensa di ritagliarsi un futuro alzando la voce sulla questione con ridicoli comunicati stampa a sostegno di chi porta avanti sul campo la devastazione, operai o poliziotti che siano. Ma al di qua delle reti il morale del popolo no tav è alto, la battaglia continua, giorno per giorno, sentiero dopo sentiero. Sempre più imprevedibili prepariamo nuove mobilitazioni in attesa dell’estate di lotta.”

Sui fatti di queste notti, che hanno anche visto incendiare le recinzioni , oltre ai consueti lanci di materiale pirotecnico all’interno della fascia di protezione del cantiere e diversi tentativi di violare le reti indaga la Digos torinese, insieme ai Carabinieri.

Antonio Ferrentino, insieme al Senatore Esposito, particolarmente bersagliato in questi giorni su facebook e twitter non le manda certo a dire:  “Leggere commenti sul mio operato sui siti notav non fa che rendermi orgoglioso e sempre più convinto del mio agire perché ” Io Non Sto Zitto “. Non sto zitto quando in 100 ( compreso qualche sindaco ) si fa una fiaccolata contro i Carabinieri. Non sto zitto quando, a Susa, si appende un drappo vergognoso sempre contro l’Arma dei Carabinieri, nel giorno delle stragi di Bruxelles. Non sto zitto quando si urla che la Magistratura è contro il Movimento Notav.

Non sto zitto quando per colpa di 50/100 facinorosi nullafacenti ( 10/20 della Valle?) di notte si divertono a tirare petardi e pietre contro un cantiere. Non sto zitto quando il presunto Movimento organizza conferenze stampa per dire delle spese di difesa del cantiere dalle azioni da “parco giochi” che loro mettono in atto. Non sto zitto quando si parla stupidamente di valle militarizzata… Spero solo che, in Valle, il non stare zitto diventi diffuso prima o poi…” 
Non sempre chi tace acconsente, ma è evidente che queste azioni a qualcuno fanno paura.