Condanna definitiva a Luca Genovese per l’omicidio di Ivan Versino, il tabaccaio di Sant’Antonino Rammarico della parte civile: "E' stata esclusa inspiegabilmente la premeditazione"

omicidio-genovese

SANT’ANTONINO DI SUSA – La Prima Seziona Penale della Corte di Cassazione, ha confermato la Sentenza a carico di  Luca Melino Genovese, emessa dalla Corte D’Assiste d’Appello di Torino, lo scorso 13 gennaio 2016 e comportante per lo stesso la pena di sedici anni  e otto mesi di reclusione per i reati di omicidio e violenza a Pubblico Ufficiale, e p0rto di armi od oggetti atti ad offendere.

Il Genovese, ora 64enne, uccise a coltellate in pieno giorno,  il 9 aprile 2014, a Sant’Antonino di Susa, poco prima delle 13, in Via Maisonetta,  Ivan Versino, 35 anni, titolare della tabaccheria Las Vegas, a pochi passi dalla piazza centrale del paese. Il delitto è accaduto in via Maisonetta, a trecento metri circa dal locale. Solo l’intervento dei Carabinieri, ch elo arrestarono poco dopo, impedì che fosse letteralmente linciato da amici della vittima e altre persone che avevano assistato all’aggressione omicida. Avvenuta peraltro alla presenza del figlio del Genovese. La vittima fu sorpresa mentre andava a prendere i figli a scuola e dopo alcune grida fu colpito da diverse coltellate.

Il movente è stato fin da subito accertato dagli investigatori dell’Arma, nei legami fra il figlio dell’aggressore e la vittima,  ex soci in affari anche nella tabaccheria; una questione di denaro e debiti presunti fra i due.  Secondo quanto raccontato da alcuni conoscenti, Ivan Versino e Francesco Genovese, che vivevano a Villarfocchiardo, erano stati soci in una azienda edile, poi fallita e quindi nella tabaccheria Las Vegas.

La sentenza definitiva lascia però l’amaro in bocca ai parenti della vittima, rappresentati come Parte Civile dall’Avvocato Mauro Carena: “In qualità di difensore di prte civile della signora Samantha Teresa Crimeni, vedova della vittima, dei loro figli minori, nonché dei genitori della vittima stessa, ritengo che questa conclusione processuale come lasci il dubbio giuridico del perché sia stata dal Giudicante esclusa la premeditazione in questo delitto. E resta l’amarezza per la totale mancanza di risarcimento ai parenti dell’assassinato e per l’impossibilità degli stessi, nonostante le disposizioni della sentenza lo prevedano, di effettuare azioni esecutive su un soggetto che risulta nullatenente.”

E che probabilmente potrà uscire dal carcere, anche in conseguenza dell’età, ben prima di finire di scontare la pena inflittagli.