Confermate in appello le condanne ai 3 Notav accusati per l’assalto alla Maddalena di maggio 2013 La Corte ha tuttavia ridotto le pene a due degli anarchici a processo. Ai domiciliari un ricercatore del Politecnico per fatti del 2015

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TORINO – La Corte d’Appello di Torino ha confermato in serata di martedì 9 febbraio la condanna ai tre anarchici Notav a processo per gli assalti violenti e gli scontri con le Forze dell’Ordine al cantiere di LTF della Maddalena di Chiomonte del 14 maggio 2013. Il collegio giudicante ha tuttavia ridotto a due anni e due mesi di carcere la pena inflitta in primo grado a due dei soggetti a giudizio:  per un terzo imputato, e’ stata confermata la condanna a due anni e dieci mesi.  Fuori dal Palazzo di Giustizia “Bruno Caccia” un gruppo di No Tav si e’ radunato durante il processo di secondo grado per un “presidio di solidarietà” esponenendo fra gli altri uno striscione con la scritta “Sabotaggio compagno di chi lotta”. I tre giovani antagonisti, due milanesi e uno di Lecce erano stati arrestati l’undici luglio 2014,  ma attualmente si trovano ai domiciliari.

Oggi, 10 febbraio, invece  stato messo agli arresti domiciliari J.B., 30 anni, ricercatore universitario del Politecnico di Torino, presso il Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia “impegnato” sul fronte Notav, che il Pubblico Ministero  Antonio Rinaudo accusa di avere preso parte al tentativo di effettuare azioni di sabotaggio al cantiere nel settembre 2015. Il giovane era stato arrestato perché trovato in possesso di materiale infiammabile con un innesco. A suo carico una precedente condanna in primo grado per fatti analoghi nel cosiddetto maxiprocesso degli “oppositori” alla Torino-Lyon.

Venerdì 12 febbraio si apre un altro processo ad due Notav  imputati di reati che vanno dal sequestro di persona, rapina, porto d’arma da guerra, e lesioni per aver “fatto prigioniero, sottratto l’arma di ordinanza” a un giovane Agente  in servizio di ordine pubblico in Val Clarea. I fatti sono risalenti a luglio 2011.