Il Consiglio dell’Unione Montana Alta Valle Susa approva un ordine del giorno sulla variante di cantiere della Torino-Lione Ammorbidita la proposta della minoranza, ma "preoccupazione per l'impatto dei lavori sulla viabilità" e richiesta di proroga a novembre dei termini per le osservazioni in sede di conferenza dei servizi

Il Consiglio dell'Unione Montana Alta Valle SusaIl Consiglio dell'Unione Montana Alta Valle Susa

OULX – Tanto tuonò che piovve, al punto da mandare in tilt elettrico gli uffici dell’Unione Montana Alta Valle Susa, ma chi si aspettava ieri nel tardo pomeriggio in Consiglio di Unione, una giornata “calda” per via del  consiglio aperto sulla mozione dei consiglieri di minoranza a tema “Tav”, ovvero variante di cantiere di Chiomonte è andato deluso. Pubblico ridotto a poche unità, con la presenza in quota “tecnici Notav” del guardiaparco Luca Giunti e clima sereno e disteso.

Pari pari a quanto già accaduto in Consiglio Comunale a Chiomonte, finito invece in gazzarra, la minoranza, costituita da  Monica Gagliardi di Giaglione, Franca Bianco di Moncenisio, Paolo Comba di Gravere e Leonardo Capella di Meana di Susa hanno presentato una mozione per impegnare  “il Presidente e il consiglio dell’Unione ad esprimersi  in  modo  chiaro inequivocabile sulle garanzie di mantenimento di funzionalità dell’attuale linea storica e sulle preoccupazioni emerse dalla conoscenza del progetto definivo TELT che prevede cambiamenti importanti sulla viabilità delle strade che percorrono la Alta Valsusa  e relativi disagi per gli abitanti e l’economia del territorio dovuti alla cantierizzazione della Valle”. 

Dopo la conferenza dei sindaci, un breve consiglio che poi – come richiesto – il  Presidente Piero Nurisso ha aperto, ma senza  vi fossero interventi esterni ai consiglieri.

La mozione della minoranza

La lunga mozione affrontava alcune questioni oggettive, come il fatto che sia prevista nella piana di Salbertrand compresa tra l’Autostrada A32, Torino – Bardonecchia, e la linea ferroviaria Torino – Modane, una nuova area di cantiere sia per la costruzione di conci per il tunnel di base, sia per il trasporto via treno del materiale di risulta dello scavo con preoccupazione che l’idea di un cantiere diffuso sul territorio  può comportare problemi per la salute, rumore, ambiente, economia locale e sopratutto il turismo”  E perplessità  “per la costruzione di un nuovo svincolo autostradale ad uso esclusivo del cantiere di Chiomonte con la chiusura di una corsia di marcia in entrambi i sensi dell’A32 per il tempo necessario alla costruzione; il futuro utilizzo di questo svincolo per portare il materiale  di risulta dello scavo .del tunnel di base a Salbertrand – passando per l’autoporto di Susa sia all’andata che al ritorno – dove sarà vagliato e in parte riutilizzato per la costruzione dei conci per il tunnel e tramite autostrada  destinato  a  Chiomonte  e una parte di scarto che raggiungerà tramite la linea ferroviaria Caprie e Terrazza Piemonte dove arriveranno 4 quattro treni al giorno”. 

Altri argomenti più futuristici al momento, come il fatto che per via delle norme di contratto fra Stato e TELT, quest’ultimo “quale Promotore pubblico avrà il ruolo di gestore d’infrastruttura della linea storica tra l’interconnessioni con la nuova linea, a una data che sarà stabilita a opera in esercizio con preoccupazioni sulla sua funzionalità per i pendolari, gli studenti e i turisti. Unita – “su consultazione di alcuni macchinisti ferrovieri del sindacato Orsa” – alle preoccupazioni occupazionali sulla linea storica nel 2030, ma anche  al suo utilizzo futuro come linea “turistica”… E a temi cari ai Notav, come la costosità dell’opera per cui è inutile fare un tunnel visto che nella Alpi ce ne sono già altri” “, l’auspicio che la Francia di Macron si ritiri, l’efficienza trasportistica della linea attuale, non utilizzata per “mancanza di merci”

Ultimo argomento la “difficile comprensione della documentazione presentata da  TELT per i “non addetti ai lavori” per analizzare  i quali  la minoranza ha “offerto la possibilità di usufruire a titolo gratuito della consulenza di tecnici specializzati anche del Politecnico di Torino che stanno affiancando la municipalità di Torino nella comprensione dei progetti, nonché l’Unione dei Comuni Valle Susa ed alcuni comuni interessati dall’opera”. Leggasi i tecnici Notav.

La  lunga  esposizione è toccata a Monica Gagliardi che è riuscita a strappare il sorriso anche dei pochi Notav in sala oltre che dei colleghi quando ha parlato della scoperta di una “zanzara protetta in Val Clarea”. Capita un lapsus, nulla di male, la Zerinthia capirà.

Le risposte di TELT e dell’Osservatorio

Nurisso ha letto le risposte di TELT e del Commissario Foietta, accompagnata da paginate di documenti – che saranno messi a disposizione di tutti i consigli comunali dell’Unione –  non riassumibili in poche righe, ma che davano puntuali risposte ai punti della mozione. Uno su tutto il futuro della linea storica come esposto nella nota di Foietta:

“Il legislatore pensava correttamente che la separazione delle gestioni, ognuna con una propria missione separata, costituisse un azzardo, con un gestore della nuova opera – ricca e che produce valore -, che ha utili e quindi la possibilità  di fare  investimenti, e           un gestore della  linea storica – povera e su cui sarà  necessario comunque investire – che dovrà  misurarsi con i costi  di un servizio a fronte di entrate limitate e quindi con difficoltà di investimento.

Una gestione unica  presuppone invece la condivisione di un progetto integrato per costruire servizi transnazionali e turistici di rango europeo che collegano centri a grande vocazione turistica della Valle di Susa e  della Maurienne e che si attestano sulle stazioni internazionali limite della sezione tranfrontaliera.  

Lo sviluppo del traffico passeggeri sulle due linee passerà  attraverso una integrazione dei trasporti locali con l’insieme della mobilità pensando allo sviluppo anche turistico dei territori che determinerà la domanda di mobilità di domani. Questo progetto di sviluppo della rete delle infrastrutture e di costruzione di servizi di qualità,  deve essere unitario e deve poter contare sulla nuova linea per investire sul rilancio del servizio passeggeri della vecchia in chiave transnazionale e turistica”.

Sulla linea storica e sui futuri  merci  che scenderanno da Salbertrand con lo smarino, ha risposto Massimo Garavelli, ferroviere e già sindaco proprio di Salbertrand. “Le 60 persone che oggi lavorano tra Bussoleno e Modane sulla linea – non centinaia come è stato detto – nel 2030 saranno tutti in pensione. Anni fa erano si centinaia. La linea ha perso traffico merci perché non redditizia e inefficiente per i trasporti moderni.

Gli adeguamenti fatti comportano comunque limitazioni di traffico nel tunnel, con divieto di incrocio fra merci e passeggeri. Fino a circa 15-20 anni fa oassavano oltre 175 merci al giorno per senso di marcia. Oggi se va bene 30, e di notte, per cui non saranno i 4 merci in più a creare problemi al traffico pendolari sulla SFM3 Torino-Bardonecchia”

 Il testo della mozione approvata

Alla fine unanimente è stata votata una  amozione che condivide alcuni aspetti  la mozione proposta dalla minoranza consiliare, ampliando i contenuti della stessa, , specie sottolineando la necessità di garantire l’occupazione locale, con il mandato di :

  • di accertare la necessità di garanzie di mantenimento di funzionalità dell’attuale linea ferroviaria condividendo le preoccupazioni emerse dalla valutazione preliminare del progetto definitivo TELT che prevede interventi e cambiamenti importanti sulla viabilità delle strade che percorrono la valle e possibili disagi per gli abitanti e sul tessuto economico sociale del territorio conseguenti alle cantierizzazioni;
  • di trasmettere in modo formale, attraverso il protocollo dell’Ente, ai Sindaci dei Comuni aderenti all’Unione ed ai Consiglieri dell’Unione Montana le due lettere pervenute dal Presidente dell’Osservatorio Torino Lione –  Foietta-  e dal Direttore Generale TELT – Virano – nonché i documenti “Tunnel Euralpin Lyon Turin – Sezione Transfrontaliera – Progetto di Variante – 1^ Riunione Conferenza dei Servizi e Organo Tecnico Regionale (Stralcio) – 19.07.2017” e “Torino Lione – Le opportunità turistiche”, al fine di consentirne la valutazione e l’esame a livello  dei rispettivi Comuni;
  • di attuare i necessari approfondimenti in sede di Conferenza dei Sindaci ed in sede di apposite riunioni ed incontri sia con i rappresentanti dell’Osservatorio Torino Lione e di TELT sia aperti alla popolazione;
  • di richiedere la proroga dei tempi previsti per la presentazione di osservazioni al progetto –  indispensabili per una corretta valutazione ed esame della corposa documentazione inerente interventi di assoluta rilevanza con possibili effetti di carattere irreversibile per il territorio –  a tutto il 30 novembre 2017;
  • di richiedere reali garanzie di ricaduta occupazionale locale, più ampie possibili, per il territorio dell’Unione Montana Alta Valle Susa.

Alla fine il Presidente Piero Nurisso si è dichiarato soddisfatto:  “Sono contento  del risultato. Il “metodo” Alta Valle funziona: affrontare i temi dialogando con tutti, cercando una sintesi comune e cercando di essere presenti a tutti i tavoli istituzionali, pe ottenere il miglior risultato possibile. Alcuni temi esposti dalla minoranza sono oggettivi e non ideologici e questi li  abbiamo recepiti. Mi ha anche fato piacere che Garavelli abbia potuto chiarire alcuni temi su cui si è detto di tutto e di più, affrontandoli tecnicamente, da ferroviere esperto,  che da molti anni si occupa di composizione convogli, tematiche di sicurezza e trasporto merci sulla linea storica”. 

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