I nuovi Tecnici del Soccorso Alpino Piemontese si formano in Valsusa: 3 giorni di addestramento tra Avigliana, la Sacra, Bardonecchia e Caprie Sei aspiranti nuovi "TeSA" arrivano da Valsusa e Valsangone. Li aspetta ancora il corso invernale

Corso Tecnici Soccorso Alpino - Esercitazione primo intervento sanitario a CaprieCorso Tecnici Soccorso Alpino - Esercitazione primo intervento sanitario a Caprie

CAPRIE – Si è conclusa oggi a Caprie sulla parete della via ferrata “Rocca Bianca” la terza giornata di addestramento formativo per 36 aspiranti “Te.SA”, ovvero Tecnici di Soccorso Alpino, del Soccorso Alpino Piemontese. Ultimo giornata di un trittico di esercitazioni svolto tutto in Valsusa tra sabato e oggi.

I 38 aspiranti Tecnici, giunti da tutto il Piemonte, 3 dei quali provenienti dalla Stazione Val Sangone, uno ciascuno da Bussoleno, Oulx-Beaulard e Bardonecchia, sono stati impegnati già sabato sulla palestra di roccia di Avigliana e lungo la via ferrata della Sacra di San Michele, dove sono state simulati barellamenti di feriti recuperati con l’intervento dell’elicottero del 118. con  imbarco e sbarco dall’elicottero, in hovering e con verricello.

Domenica istruttori nazionale e allievi  si sono spostati in Valle Stretta a Bardonecchia, sulla parete dei Militi, per approcci e verifiche movimentazione su parete d’arrampicata in roccia e tecniche di arrampicata e autosoccorso.

Oggi, dopo una mattinata in aula con gli istruttori nazionali di Scuola Medica, gli aspiranti Te.SA si sono cimentati su terreno con l’approccio all’infortunato e la sua prima valutazione, un vero triage in campo, per apprendere a valutare le condizioni del paziente, la sua gravità, per modulare l’intervento di soccorso, in coordinamento con la centrale operativa, sulla effettiva necessità dell’intervento del mezzo aereo e, ovviamente, con la su a messa in sicurezza e immobilizzazione per il suo successivo recuparo, a piedi  o in parete con barella o attraverso il verricellamento con elicottero. Gli aspiranti tecnici hanno appreso e messo in pratica le tecniche per recuperare un ferito in parete e per trasportare la barella su terreno impervio.

 Qual è il ruolo del Te.SA negli interventi del Soccorso Alpino?

Il volontario del CNSAS inizia la carriera tecnica nell’associazione come OSA, ovvero “Operatore di Soccorso Alpino”,  per diventare poi “Tecnico di Soccorso Alpino TeSA” fino a raggiungere la qualifica più alta di “Tecnico di Elisoccorso TE”.

Tutti e tre i livelli prevedono periodi di formazione e periodi di esame erogati tramite istruttori del soccorso alpino interne all’associazione.

Possono accedere al Percorso Formativo tutti i Soci di età compresa tra 22 e 45 anni e in possesso della qualifica di OSA da almeno 12 mesi.

Il percorso formativo del TeSA prevede una durata di 18 giorni nei quali vengono affrontate tutte le tematiche relative al soccorso in ambiente montano e su terreno impervio ed ostile.  I moduli prevedono: progressione e manovre su roccia, barella portantina, neve e valanghe, cascate di ghiaccio, ghiacciaio e alta montagna, impianti a fune, ricerca persone ed elisoccorso.

Per la qualifica di Tecnico di Soccorso Alpino è necessario dimostrare capacità di :

  • Salita di itinerario alpinistico con difficoltà classica almeno di“4°+ UIAA.”
  • Allestimento ancoraggi da progressione e soccorso (su punti naturali e artificiali).
  • Tecniche di progressione della cordata.
  • Sequenza di discese in corda doppia.
  • Calata con giunzione di corda singola sotto carico.
  • Sistemi di recupero auto-soccorso della cordata
  • Sistemi di calata con due corde. • Sistemi di recupero con paranchi.
  • Montaggio ed allestimento di barelle da soccorso.
  • Verifica dei concetti base di topografia ed orientamento.
  • Tecniche di salita e discesa con attrezzatura sci-alpinistica.
  • Metodologia di intervento in valanga
  • Utilizzo apparecchio ARTVa digitale.
  • Ancoraggi su neve per calata e/o discesa in corda doppia.

Il loro compito sarà quello di eseguire operazioni tecniche durante un intervento e di assumere il ruolo di responsabile durante un soccorso. Gli aspiranti hanno dovuto passare una preselezione e sono stati impegnati nella prova di progressione in cordata su terreno di alta montagna nella zona del Monviso.

Essendo poi anche lo sbocco al ruolo successivo di TE, Tecnico di Elisosoccorso, che vede questi operatori del CNSAS a bordo delle eliambulanze del 118 e li impegna in interventi di soccorso che vanno oltre quelli in montagna o parete, ma anche su stradali, infortuni, ecc. la fase di approccio e valutazione del paziente è stata decisamente approfondita.

“L’obiettivo è mettere il sistema del soccorso in condizioni di valutare l’effettiva importanza del’evento – spiega Simone Bobbio – responsabile della comunicazione del Soccorso Alpino Piemontese – Il Tecnico giunto presso l’infortunato da terra deve essere in grado di comprendere la gravità delle lesioni e riferire all’operatore di centrale operativa, il quale dirotta l’intervento dell’eliambulanza a seconda del pericolo di vita dell’infortunato e del luogo in cui si trova. Può accadere che si rinuncia all’elicottero per uno stradale dove può arrivare l’ambulanza per spedirlo su una parete.  Allo stesso tempo il responsabile a terra dell’intervento deve assicurare che il paziente prima dell’arrivo dei sanitari a bordo dell’eliambulanza, o della sua ospedalizzazione via terra, venga messo in condizioni di essere trasportato e ne sia assicurata la stabilizzazione.

L’addestramento sanitario in ambiente è l’elemento che rende il lavoro del soccorritore alpino unico poiché il soccorso sanitario in ambiente impervio è la specificità che caratterizza l’operato del CNSAS, come anche indicato dalla Legge Nazionale”.

 Il metodo ABCDE del BLS, il Basic Life Support

La prima cosa da fare dopo aver accertato se un infortunato è in un luogo sicuro in caso di emergenza medica è controllare lo stato di coscienza del paziente: se è cosciente, infatti, è scongiurato il rischio di un arresto respiratorio e cardiaco. Per questo gli aspiranti si sono esercitati nelle fasi essenziali di valutazione e trattamento del paziente infortunato secondo il classico metodo del BLS e con le priorità ABCDE, ovvero:

  • A – Airways – verifica che non vi siano ostruzioni delle vie aeree e salvaguardia del rachide cervicale
  • B – Breathing : verifica della capacità e funzionalità respiratoria
  • C – Circulation: verifica dello stato della circolazione primaria e periferica, di emorragie esterne e della eventuale presenza di sintomatologia da emorragie interne
  • D – Disability : verifica delle condizioni neurologiche del paziente e dall acapacità di controllo motorio ( rachide, arti, ecc)
  • E – Exposure : stabilizzate le funzioni vitali si procede con un’analisi più approfondita della situazione, chiedendo al paziente se soffra di allergie o altre patologie, se sia sotto terapie medicinali, ecc.

Dopodiché si passa alle diverse tecniche di immobilizzazione e barellamento, a seconda degli scenari e dei supporti disponibili.

“La formazione – aggiunge Bobbio – è il pilastro fondamentale della nostra organizzazione – perché garantisce la sicurezza dei volontari e la tutela delle persone soccorse. E il Corpo investe sempre di più in alta specializzazione dei suoi operatori a tutti i livelli. I nuovi TeSA sono tutti piuttosto giovani e quando raggiungeranno la qualifica, porteranno nella struttura nuove competenze e conoscenze tecniche e tecnologiche. Con oggi si è conclusa la formazione estiva degli aspiranti TeSA che appunto è il secondo livello di specializzazione tecnica all’interno del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).

La formazione odierna ha riguardato il trattamento degli infortuni che possono accadere in parete, con particolare attenzione alla stabilizzazione e imbarellamento dei traumatizzati alla colonna vertebrale. Dopo una lezione frontale, si è proceduto a porre gli aspiranti TeSA di fronte a 3 scenari di infortunio e a valutare la loro capacità ed efficacia di intervento. Tutta questa fase di addestramento si è svolta in parete simulando alcune tipologie di incidente che accadono spesso in montagna. Oltre al trattamento dei figuranti, si è proceduto con la calata e il recupero della barella.

Gli operatori del Soccorso Alpino nelle Valli Susa e Sangone

La XIII Delegazione, oggi comprende anche la rinata Stazione di Torino nelle nostre Valli opera con 156 volontari e tecnici, suddivisi nelle Stazioni di:

  • Cesana
  • Oulx-Beaulard
  • Bardonecchia
  • Exilles
  • Susa
  • Bussoleno
  • Val Sangone

Gli operatori operano volontariamente, senza percepire compenso, salvo aver riconosciuta, se dipendenti, la giornata di lavoro in caso di astensione per intervento. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (www.cnsas.it) è una sezione nazionale del Club Alpino Italiano. Nato ufficialmente il 12 dicembre 1954 con la denominazione “Corpo di Soccorso Alpino” (CSA),  nel 2011 la legge 74/2001 riconosce al CNSAS la funzione di servizio di pubblica utilità.

E’ l’unico Corpo, non inquadrato statalmente cui la legge devolve un compito primario di pubblico servizio: il soccorso in montagna. Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico ha finalità  definite con chiarezza dalla legge, sono:

  • il soccorso degli infortunati, dei pericolanti ed il recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale
  • contribuire alla prevenzione e alla vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività connesse in queste zone
  • concorrere al soccorso in caso di calamità, in cooperazione con le strutture della Protezione Civile, nell’ambito delle proprie competenze tecniche e istituzionali.

“Il CNSAS provvede al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Contribuisce inoltre alla prevenzione e vigilanza delle attività riguardanti gli sport di montagna e alle attività speleologiche in queste stesse zone. Essendo anche una struttura nazionale operativa del servizio nazionale della protezione civile presta attività al di fuori dell’ambiente montano in caso di calamità naturale”.

Al CNSAS è inoltre affidata la funzione di coordinamento nel caso di intervento di diverse organizzazioni di soccorso in ambito alpino o in ambiente impervio od ostile, e le sue strutture sono indicate alle regioni come «soggetti di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso nel territorio montano ed in ambiente ipogeo».

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