Crisi Savio a Chiusa San Michele, Ferrentino interroga l’assessorato al lavoro I sindacati: "La Valsusa è un territorio che negli anni ha perso gran parte della capacità produttiva"

(foto Savio spa)(foto Savio spa)

CHIUSA S.MICHELE – “Non appena abbiamo avuto notizia degli annunciati esuberi alla Savio di Chiusa di San Michele, ci siamo resi immediatamente disponibili ad aprire un tavolo regionale, consapevoli che l’apertura della procedura di licenziamento aggrava una situazione problematica per un territorio già duramente provato dalla crisi”. Lo dichiara l’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero, in risposta a un question time del consigliere Antonio Ferrentino. “Come noto – prosegue Pentenero –, la procedura ha una fase sindacale, della durata di 45 giorni, che, nel caso le parti non trovino un’intesa, prosegue per altri 30 giorni presso la Regione Piemonte per la successiva fase amministrativa. Ancora prima che questo avvenga, organizzeremo, d’intesa con le organizzazioni sindacali, un incontro a cui sarà invitata la proprietà, per individuare tutte le misure disponibili a salvaguardia dei livelli occupazionali e di un’azienda d’importanza strategica per la Valsusa”.

Il sindacato

La Fiom-Cgil rende noto che l’azienda ha i suoi problemi principali, a causa della crisi caduta del mercato sceso da 12 milioni a 2 milioni di euro, Russia,  prima con la guerra in Crimea poi con la crisi petrolifera che ha portato al blocco del mercato, Medio Oriente, con minori investimenti in edilizia a causa della crisi del petrolio, e nel settore del fotovoltaico, con il mercato fermo da quando non ci sono più incentivi. Oggi la Savio ha acquisito un’importante commessa di lavoro con la Cina ma questo non porterà nessun beneficio allo stabilimento valsusino perché la produzione dovrà, secondo quanto dichiara l’azienda, essere fatta in Cina. Nello stabilimento di Chiusa San Michele negli ultimi anni si sono fatte delle mobilità volontarie e si è utilizzato dei periodi di contratto di solidarietà. Marinella Baltera, responsabile della Savio per la Fiom-Cgil torinese, dichiara: “Da tempo manifestavamo preoccupazione per la situazione della Savio anche se non ci saremmo aspettati esuberi pari a un terzo dei dipendenti visto che l’utilizzo dei contratti di solidarietà toccava meno del 20% dei dipendenti. La Valsusa è un territorio che negli anni ha perso gran parte della capacità produttiva e questo ulteriore annuncio di perdita di posti di lavoro aggrava una situazione già di per sé molto problematica. Faremo tutti gli sforzi e le iniziative necessarie per evitare di arrivare a licenziamenti traumatici e chiederemo di utilizzare ulteriori ammortizzatori sociali (che sono ancora a disposizione dell’azienda) per aspettare le risposte di mercato ai nuovo prodotti”.