Croce Rossa Piossasco, presidente indagato per la sparizione dei soldi Indagato per peculato ed appropriazione indebita l'ex Presidente della Croce Rossa comitato di Piossasco

CRI PIOSSASCO SEDE

PIOSSASCO – Di nuovo guai per l’ex presidente CRI Piossasco Pierpaolo Cagnasso. Tristemente noto per la vicenda che lo aveva coinvolto nel 1999, quando millantò una finta laurea in Medicina e Chirurgia (firmando tra l’altro alcuni documenti ufficiali in qualità di “Medico”) se la cavò grazie all’indulgenza della Croce Rossa. Cagnasso, che all’epoca ricopriva l’incarico di vice presidente CRI Torino, presentò le dimissioni e rimase lontano dall’ambiente fino a quando – anni dopo – si presentò un’opportunità di redenzione. Guadagnandosi la fiducia di tutti i soci, che lo definivano una persona “passionale, costruttiva e disponibile” nonché “uomo di grande esperienza” riprese la sua esperienza di dirigente in Croce Rossa, ricoprendo l’incarico di Presidente del comitato di Piossasco. Tutto fino a poche settimane fa, quando presentò senza preavviso le dimissioni, per “motivi personali” lasciando il comitato nel marasma generale, tra la gestione delle innumerevoli attività della sede e la formazione del nuovo personale volontario.

Gli ammanchi – che da una prima ricostruzione risalirebbero al 2010 – ammontano a quasi un milione di euro, finiti direttamente nelle tasche dell’ex Presidente. A scoprire le anomalie è stato il revisore contabile, durante un normale procedimento di verifica dei conti, constatando quindi mancanze che risalgono a quando ancora la Croce Rossa era ancora un ente di diritto pubblico (Nel 2014 è iniziata la privatizzazione, ndr).

Il commissariamento del Comitato ha fatto emergere altri debiti contratti nel tempo, dovuti alla mala gestione del personale dipendente, assunto tramite un’agenzia interinale con la quale CRI Piossasco ha contratto un grosso debito, non avendo pagato la società per diversi mesi. L’attuale commissario ha fatto sapere che il provvedimento per radiare Pierpaolo Cagnasso dalla associazione è già partito, intanto la relazione del revisore – che dovrà necessariamente allargarsi anche agli anni precedenti – è già arrivata in procura insieme al resto dei documenti.

A farne le spese è tutta la Croce Rossa, la quale immagine rischia nuovamente di essere messa in discussione per colpa di una grave mancanza morale da parte di chi è deputato alla sorveglianza ed alla gestione di risorse di vitale importanza. Su questo punto si è espresso il presidente del comitato regionale CRI Antonino Calvano , che ha ribadito come la situazione sia estremamente imbarazzante per tutta l’associazione, essendo che essa gode della fiducia di tutti i cittadini. L’amarezza di Calvano è pienamente comprensibile, essendo stato lui a gestire in prima persona anche la bufera del 1999. Amarezza ed imbarazzo emersi a Roma lo scorso sabato durante una Assemblea Nazionale CRI nella quale voci ed indiscrezioni sulla “vicenda piemontese” hanno iniziato a dilagare.