Da impiegata a stilista per combattere la crisi

RIVALTA  – Un vecchio e saggio detto recita che “Quando il gioco si fa duro solo i duri reggono il gioco”. Perciò, visto che la perdita del lavoro e la salute “in forse” sono una situazione oggettivamente difficile da sopportare, Serena Pilotto può essere considerata a ragione una “dura” perché, pur delusa e amareggiata, non si è persa di coraggio e si è inventata un’occupazione. Facendo incetta di stoffe, scampoli e nastri, di indumenti e accessori smessi, di nastri e pizzi, la rivaltese ha allestito a casa propria un piccolo laboratorio di sartoria. Qui, dando sfogo a fantasia, creatività, cervello e inarrestabile voglia di fare, si è dedicata anima e corpo al riciclo-riuso, e sotto le sue mani cronicamente incapaci di stare ferme i nastri sono diventati asole e i jeans vezzose borse, i bottoni hanno formato fiori e le cravatte hanno trovato nuova vita diventando coulisse da borsetta. “Amo riutilizzare le cose, evitare gli sprechi e buttare soldi nell’inutilità di una marca – spiega Pilotto a chi le chiede il perché di questa nuova attività – Inoltre cerco sempre di rendere ciò che faccio utile per la famiglia, sperando in questo modo di poter avere una piccola entrata economica”. Determinata e decisa, dunque, ma anche saggiamente conscia dei propri limiti e disposta a imparare e a migliorarsi Serena è molto sincera pure con sé stessa: “Non sono una sarta e lavoro a mano libera, senza cartamodelli e senza materiali nuovi. Spero di riuscire a preparare un numero congruo di cose da proporre sui mercatini”. Adesso ad aiutarla è arrivata Sara, compagna del figlio Simone e anche lei alla ricerca di un’occupazione, e tutte e due sperano che le loro creazioni vengano acquistate, regalate e apprezzate per il tempo e l’impegno impiegato a crearle. Tutto ciò, ben inteso, in attesa che un posto di lavoro si liberi e che chi desidera impiegare persone coraggiose, determinate e prodighe di tempo e impegno si faccia avanti.