Da San Didero al Kurdistan Stretto un patto d’amicizia con le città di Kobane e Suruc

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S.DIDERO – Interculturalità a San Didero, dove sabato pomeriggio, al polivalente, è stato ufficializzato il patto d’amicizia tra il comune valsusino e le municipalità di Suruc e Kobane, città  situate al confine tra Turchia e Siria, nel pieno centro di quella tempesta che viene definita “questione curda”.  “E’ un momento speciale per questo piccolo comune. Prima di conoscere questi ragazzi avevo sentito qualcosa riguardo a Kobane, ma i loro racconti hanno colpito me e il Consiglio al punto da chiederci se sarebbe stato possibile far nascere una collaborazione.” Queste le parole del sindaco di San Didero Loredana Bellone, che ha presenziato all’iniziativa insieme agli assessori Tommassone e Martelli, insieme a cui ha voluto dar vita a un gemellaggio con queste città del medio-oriente per far passare aiuti umanitari e solidarietà.  I “ragazzi” a cui si riferisce il sindaco nel suo discorso appartengono al popolo curdo e si sono stabiliti in Valsusa. Il loro arrivo dalle nostre parti ha acceso la curiosità di molte persone su una porzione di terra del mondo in cui vengono consumati ogni giorno massacri e ingiustizie, ma da cui le notizie che arrivano sono sempre scarse, come, del resto, anche il nostro interesse a riguardo. Hanno seguito poi la consegna di una targa commemorativa ai rappresentanti di “UIKI ONLUS- Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia” e l’intervento di alcuni esponenti dell’assemblea torinese “Carovana per il Rojava” (“Rovaja” è il nome della regione di appartenenza delle città di Kobane e Suruc, e uno dei focolai dove la guerra e le repressioni sulla popolazione imperversano maggiormente); questi ultimi hanno proiettato il documentario “Il massacro di Cizre” ad opera di Luigi D’Alife e le riprese sul campo di Ivan Grozny -giornalisti freelance con diversi contatti in quei territori e che vi sono andati svariati volte, l’ultima questo settembre-, e hanno fornito una sommaria panoramica delle dinamiche e dei più recenti avvenimenti della lotta curda; panoramica che, per quanto succinta, non ha mancato di toccare profondamente i presenti. L’iniziativa si è conclusa con un rinfresco aperto a tutti e una raccolta fondi da destinare al popolo curdo e al Comitato di Ricostruzione di Kobane.