Dal Bando della Prefettura nessun migrante a Rivalta

Il Dojrone a RivaltaIl Dojrone a Rivalta

RIVALTA – Il Bando della Prefettura che darà il via all’accoglienza dei migranti in base alle quote stabilite dal Ministero dell’Interno in accordo con l’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, da aprile fino al 31 dicembre  porterà a Torino  e in altri 196 Comuni della provincia circa 5000 nuovi arrivi. Fra i Comuni che dovranno farsi carico dei migranti – secondo un rapporto puramente matematico di 2,5 stranieri ogni mille abitanti – non compare però Rivalta che al momento ospita già nella struttura del Dojrone 49 richiedenti asilo, assorbiti al loro arrivo nel sistema dei Centri di Accoglienza Straordinaria. Ciò significa che, nel momento in cui alcuni di loro riceveranno parere negativo alla richiesta di asilo, dovranno per legge lasciare la struttura in cui sono ospitati e ritornare al loro paese di origine, diventando quindi clandestini se sceglieranno di restare. Nel frattempo il posto lasciato libero verrà occupato da un altro richiedente che avrà uguale possibilità, circa il 70 per cento, di vedersi negare  asilo, in un circuito che, come ha spiegato l’Assessore con delega ai Migranti Gianna de Masi,  genera clandestinità, comporta spese consistenti e vanifica l’impegno e i denari spesi dalla collettività. Diverso è il discorso per chi rientra nei criteri dei progetti SPRAR, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, rivolto a persone con possibilità di ottenere asilo, di inserirsi nella collettività dei Comuni ospitanti e di arrivare a una autonomia economia e di vita. Con il progetto SPRAR finanziato dal Ministero dell’Interno ed elaborato in collaborazione con il Consorzio socio-assistenziale lo scorso gennaio sono arrivati in paese tre dei sei richiedenti asilo previsti che hanno ottenuto il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie e che si sono così aggiunti ai tre migranti arrivati grazie allo SPRAR di due anni fa.