Dalla Commissione Finanze del Senato francese la richiesta di “aumentare le risorse per la Torino-Lione” I documenti smentiscono le strumentalizzazioni apparse su alcuni giornali

Il primo tratto della canna direzione Susa della Torino-Lyon scavato a St.Martin de la Porte dove verrà montata la TBM "Federica" (foto MC)Il primo tratto della canna direzione Susa della Torino-Lyon scavato a St.Martin de la Porte dove verrà montata la TBM "Federica" (foto MC)

La pubblicazione da parte de Le Figaro, poi ripresa da alcuni giornali italiani e amplificata anche da alcuni politici, in primis il Senatore Marco Scibona,    del rapporto della Corte dei Conti francese relativo al bilancio ed alla gestione (per gli anni 2009-2015) dell’Agenzia di finanziamento delle infrastrutture di Trasporto (AFITF) , nonostante la pronta risposta del Primo Ministro francese Valls, cui tale rapporto era indirizzato, aveva creato un certo “rumore” mediatico sul fronte degli oppositori  della cosiddetta “TAV”

“Il Manifesto” aveva addirittura, titolato “Per i magistrati francesi la Torino-Lione è marginale”. In realtà l’oggetto delle critiche del rapporto della Corte dei Conti non era affatto la Torino-Lione, ma una critica  una critica di merito all’agenzia, l’ AFITF, al suo ruolo e alla gestione delle risorse ad essa affidate per la realizzazione delle grandi infrastrutture nazionali.

Il rapporto, che relativamente alla Torino-Lione,  dedica poche righe su 5 pagine, parla comunque dei “nuovi grande progetti” , mentre sul Tunnel di base Francia ed Italia lavorano dal 1990, è  oggetto di un accordo internazionale del 2001) ratificato dai due parlamenti. E tantomeno è un definibile progetto un’opera per la quale è già stato scavato il 10% delle gallerie, il 20% già contrattualizzato e che – a oggi -impiega direttamente 800 persone e una sessantina di imprese nelle due Valli e per cui  la Commissione Europea ha firmato, nel marzo 2015, uno specifico accordo per finanziare l’opera al 40,8% , ed ha già erogato la quota relativa al 2016, dopo aver peraltro finanziato in gran parte?

In realtà la Corte dei Conti, ha riaffermato la necessità di  “finanziare le infrastrutture di trasporto virtuose attraverso una reale fiscalità ecologica che applichi il principio «chi inquina paga» ai trasporti aerei e stradali”. Ma a far chiarezza è il punto11 del rapporto della Commissione Finanze del Senato di Parigi, che letteralmente richiama: Finanziare le infrastrutture dei trasporti in un contesto finanziario limitato – 11)   Aumentare le risorse dell’Agenzia Francese per il Finanziamento delle Infrastrutture dei Trasporti (AFTIF) al fine di permetterle di far fronte ai suoi impegni, in particolare per l’avanzamento del progetto di collegamento Torino-Lione e del canale della Senna con il Nord-Europa.”

Con buona pace del Senatore pentastellato che ha dichiarato  che: “Un gruppo politicamente trasversale di senatori del Senato francese intende congelare il finanziamento di tutti i progetti di grandi opere superiori ad un valore di 100 milioni di Euro decisi prima del 2014. Tra i progetti da congelare rientra anche la nuova linea ferroviaria Torino Lyon.”