Dalla Regione 145.000 € all’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea per la gestione dei servizi associati Ma le risorse non bastano per tutti gli Enti virtuosi: Ferrentino chiede alla Giunta più impegno finanziario per gli esclusi dal bando

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TORINO – La Regione Piemonte ha assegnato oltre 2,7 milioni di Euro alle Unioni Montane e di Comuni che secondo la legge regionale n. 11 del 2012 hanno parteciapto al bando per la premialità  per l’anno 2015 sulla prevista la gestione associata di funzioni fondamentali dei Comuni attraverso gli strumenti dell’Unione e della Convenzione. Seconda assoluta in graduatoria è stata l’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea che si è visto assegnare un contributo di 145.00 €.

Ma a seguito dell’istruttoria  la graduatoria definitiva dei beneficiari dei contributi vede 56 Unioni Collinari e Montane ammesse a contributo, di cui però solo 32 sono state effettivamente finanziate, mentre 24 non potranno al momento ottenere il sostegno economico auspicato. Ricordato che non tutti gli Enti hanno partecipato al bando, vedasi ad esempio l’Unione Montana Bassa Valle Susa, si è creato un problema per gli Enti virtuosi che invece sono stati esclusi dal finanziamento.

A questo proposito il Consigliere Regionale Antonio Ferrentino, con la collega Angela Motta, anche lei del PD, ha presentato un ordine del giorno,  a favore degli Enti esclusi dal finanziamento:  “La Giunta ha approvato i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi statali “regionalizzati” per l’anno 2015 a sostegno della gestione associata. In attuazione di tale delibera,è stato approvato il Bando relativo, destinato alle Unioni di Comuni inserite nella Carta delle Forme associative del Piemonte. In particolare, sono stati impegnati 2.711.332  euro a favore delle Unioni di Comuni risultanti beneficiarie dei contributi dopo l’istruttoria.  Sono 24 gli Enti che  non potranno al momento ottenere il sostegno economico auspicato. Dal momento che tali forme associative, sia in area collinare che montana, stentano a decollare, e considerate anche le attuali ristrettezze di bilancio, la Regione ha difficoltà a garantire alle forme associative comunali la certezza di finanziamenti pluriennali. E per assurdo ciò penalizza i Comuni che hanno ootemperato alle norme. Nei giorni scorsi le 24 Unioni escluse hanno inviato una lettera alla Giunta regionale, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti di ANCI e ANPCI Piemonte per chiedere un confronto urgente sul problema al fine di trovare una “soluzione per colmare la deficienza del Bando 2015”, in quanto il bacino di popolazione delle Unioni escluse ammonta a circa 150.000 abitanti e, pertanto, l’esclusione avrà una ricaduta finanziaria negativa sui Comuni facenti parte di tali unioni.

“Se da un lato, infatti, è necessario garantire prioritariamente il finanziamento alle Unioni che svolgono numerose e importanti funzioni in forma associata, dall’altro crediamo sia comunque indispensabile integrare risorse in modo tale da evitare di vanificare le finalità della legge n. 11/2012, consentendo a tutte le Unioni di beneficiare del contributo.”

Alla luce di queste ragioni i due consiglieri chiedono alla Giunta di  verificare la possibilità di integrare fondi in modo tale da consentire l’effettivo finanziamento delle Unioni di Comuni ammissibili in base ai parametri del Bando regionale 2015, ma non finanziate per carenza di risorse; e di “assicurare, almeno per il prossimo triennio, certezza di risorse a favore delle forme associative per consentire alle Unioni una migliore gestione dell’esercizio delle proprie funzioni.”

“Siamo consapevoli – conclude Ferrentino – delle ragioni che hanno spinto i Comuni esclusi a scrivere, e da parte nostra ribadiamo fortemente l’impegno a reperire le risorse utili allo scorrimento della graduatoria del bando. Vogliamo sottolineare, però, due aspetti: innanzitutto va chiarito che il contributo sulle gestioni associate non è un finanziamento continuativo, ma un normale bando e, come tutti i bandi, purtroppo può capitare essere in graduatoria, ma non venire finanziati una volta terminate le risorse disponibili. Non solo, l’auspicio è che i Comuni credano in maniera più ferma nell’associazionismo, non solo in modo formale o per ottenere maggiori risorse. Ci auguriamo, pertanto, uno sforzo aggiuntivo da parte di quelle Unioni che hanno messo in comune solo due funzioni e, talvolta, neppure fondamentali a creare gestioni associate ‘vere’. Ricordiamo, infine, che alla fine del mese di giugno il Consiglio Regionale ha approvato il rendiconto 2015 che ha visto un avanzo di amministrazione complessivo di circa 13,6 milioni di euro. Si tratta di una novità estremamente positiva, di un trend ormai consolidato al quale è stato dato un forte impulso soprattutto negli ultimi due anni di questa legislatura, grazie all’approvazione di diverse misure, in particolare la riduzione delle indennità dei Consiglieri e dei fondi destinati al funzionamento dei gruppi. Pertanto, a chi ci accusa di non aver ridotto i costi della politica  rispondiamo con fatti concreti”.

Resta il fatto che – finita l’esperienza delle Comunità Montane – le resistenze dei piccoli Comuni, vedasi appunti come 3 Unioni su quattro dell’ex Comunità Montana Valli di Susa e Sangono, non abbiamo partecipato al bando. Nel frattempo l’Unine Montana Alta Valle Susa si si sta allineando alla Via Lattea nella cessione delle funzioni alla forma associativa. Un passo importante che, paicci ao meno, è l’unico che potrà evitare, prima o poi la soppressione ex lege dei microcomuni, ormai impossibiliti de facto a garantire un livello qualititativo efficace dei servizi erogati ai cittadini, con troppa disparità rispetto ai grandi Comuni para-metropolitani.