Dalla Sezione A.N.P.I. rivaltese un no deciso al Museo del fascismo

RIVALTA – Dal Consiglio Direttivo della locale Sezione A.N.P.I. un “no” deciso al Museo del fascismo. La  Sezione “Ezio Marchetti” esprime a chiare parole la propria contrarietà “Alla notizia che forse un museo del fascismo sarà realizzato al costo di 5 milioni di euro, di cui il 50 per cento da fondi pubblici con 2 milioni elargiti dal Governo della Repubblica Italiana”. Non sembra infatti un’idea felice, precisa il presidente della Sezione Elio Marchetti in un comunicato indirizzato all’A.N.P.I. Provinciale di Torino,  che la realizzazione del museo sia prevista a Predappio nell’ex casa del fascio, a 500 metri dalla casa natale di Mussolini”. Una realizzazione che, precisa, Marchetti, sembra un modo elegante per aggirare   la legge del 20 giugno 1952 che vieta l’apologia del fascismo. Secondo quanto si legge nel comunicato, altri luoghi sarebbero più adatti come sede del museo: Fratta Polesine e Ales, a esempio, luoghi di nascita di Matteotti e di Gramsci, oppure Fossoli, sede del campo di concentramento da cui i fascisti spedivano gli ebrei italiani ad Auschwitz, o ancora Ustica o Ponza, dove i fascisti confinavano gli oppositori politici. Un rifiuto duro e deciso, quello della sezione “Ezio Marchetti” che in questo modo si allinea con le motivazioni dell’A.N.P.I. nazionale.