Dalla Valle della Bürsch una delegazione in visita alla collezione storica sul Frejus ospitata nella sede TELT La comunità biellese per oltre 5 secoli ha visto minatori e scalpellini lavorare a tutte le grandi costruzioni sulle Alpi e non solo

(Foto TELT)(Foto TELT)

TORINO – Una delegazione di dieci soci della Casa Museo Alta Valle del Cervo ha visitato oggi la sede di TELT e la collezione storica sul Frejus che si trova negli uffici recuperati dalle ex Officine Grandi Riparazioni. Tra gli ospiti erano presenti diversi amministratori locali, come il Sindaco di San Paolo Cervo, Maurizio Piatti, il vicesindaco Pierluigi Touscoz, e alcuni consiglieri comunali.

L’Associazione ha sede a Rosazza, fa parte dell’Ecomuseo del Biellese e si occupa da 30 anni di raccontare l’identità della Bürsch, vallata che costituisce un unicum nel panorama alpino e zona di provenienza di molti minatori che contribuirono alla realizzazione del traforo del Frejus voluto da Cavour. Fra i minatori della Valle Cervo, “la Bürsch” parola di etimo walser, che significa “piccola casa o piccola patria” , un tempo anche chiamata Valle Andorno, dal paese più popoloso, che hanno impresso un segno nella storia del Piemonte, il più noto è senza dubbio Pietro Micca (1677-1706), minatore ed eroe della difesa di Torino contro i francesi, che sacrificò la propria giovanissima vita per salvare la città.

I “valit” di questa parte del biellese  han sempre avuto infatti come mestiere tradizionale quello dello scalpellino-muratore, con l’utilizzo della sienite – una varietà di granito di pregio di cui l’Alta Valle è ricca – a scopo edilizio, a fornire un’alternativa alle attività di alpeggio. Già nel Cinquecento mastri da muro valligiani sono documentati a Milano nella costruzione del Duomo e a partire dal Settecentodivennero costruttori di fortificazioni, opere pubbliche, strade, linee e gallerie ferroviarie perlopiù in Piemonte e in Francia, verso la metà dell’Ottocento l’emigrazione si fece anche transoceanica, in particolatre nel Vermont, dove furono apertte le più grandi cave di granito del mondo.

La collezione raccolta da TELT include 64 stampe, tra xilografie, litografie e fotografie originali, pubblicate sui giornali di tutta Europa, nella seconda metà dell’Ottocento, per raccontare l’epopea di una delle prime vie ferroviarie attraverso le Alpi, tra le maggiori sfide ingegneristiche del XIX Secolo.

(Nella foto MC : Mario Virano e la collezione storica di TELT)

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