Dalle Regione un bando per il miglioramento turistico dei Rifugi Alpini ed Escursionistici La misura, a valere sulla L.R. 4/2000, mette a disposizione un milione e mezzo di euro

Il Rifugio Scarfiotti a BardonecchiaIl Rifugio Scarfiotti a Bardonecchia

TORINO – La rete dei rifugi alpini e posti tappa del Piemonte conta circa 10.000 posti letto, e i soli Rifugi del CAI sono 85, mentre il sistema comprende strutture anche di altri Enti proprietari, dai Comuni ai Parchi o anche di privati. Molti di essi, quelli alle quote più basse, come la gran parte dei Rifugi della Valle di Susa, oggi è raggiungibile in auto e le strutture offrono una funzione diversa da quella originale, diventando non più la base di partenza intermedia di un’escursione alpinistica, ma la meta di una frequentazione della montagnameno impegnativa, o ma gari di un agita in mountain-bike, o di semplicemente di una polentata in quota. Tanto che l’offerta enogastronomica oggi è una dei punti di forza di queste strutture per differenziarsi ed attirare il cliente. L’unico vero Rifugio alpinistico del CAI in Valsusa è rimasto il Vaccarone, insieme al Rifugio Ca’ d’Asti della Curia Torinese; ci sono poi il Geat e il Gravio nel Parco Orsiera che sono un po’ le cenerentole del sistema perché un po’ fuori dai grandi flussi, la cui gestione è poco remunerativa, e la cui utenza viene reperita  in gran parte solo attraverso la didadittica scolastica o di gruppi assimilabili.

La spesa media giornaliera del turista montano, quello vero, che pernotta almeno una notte, non del “merendero” mordi e fuggi,  si attesta comunque intorno ai 70/ 80 euro giornalieri.

Dopo un periodo in cui molto aveva investito in questo segmento della ricettività turistica, finalmente la Regione Piemonte, in particolare il Settore Turismo, si ricorda dei Rifugi e mette a disposizione degli Enti proprietari attraverso un bando la Legge Regionale 4/2000 “Interventi regionali per lo sviluppo, la rivitalizzazione e il miglioramento qualitativo di territori turistici”

Il Bando

La dotazione è di 1,5 milioni di euro e finanzia progetti di intervento per  opere “volte allo sviluppo dell’offerta turistico-ricettiva “in quota” attraverso la realizzazione, il potenziamento ed il miglioramento dei rifugi alpini ed escursionistici”.

Sono ammissibili a finanziamento gli interventi di importo minimo pari a 30.000 € IVA inclusa, con priorità per la realizzazione di opere su rifugi alpini ed escursionistici aventi le seguenti caratteristiche prioritarie per la stesura della graduatoria:

  • miglioramento di rifugi già esistenti e funzionanti e con una apertura di almeno 3 mesi continuativi all’anno
  • percentuale di cofinanziamento del progetto
  • carattere di somma urgenza degli interventi, assolutamente necessari per il ripristino dell’agibilità della struttura
  • apertura invernale (doppia stagionalità)
  • intervento realizzato in Area Protetta
  • numero di posti letto pari o superiore a 20
  • strutture situate sugli itinerari rientranti nella G.T.A / Via Alpina

Sono soggetti beneficiari che possono presentare istanza di contributo gli  Enti Pubblici e gli Enti no profit.

L’entità del finanziamento concede un contributo a fondo perduto fino al 70% della spesa ritenuta ammissibile e, comunque, entro il limite di contribuzione massimo di 70.000 euro. Non sono finanziabili progetti la cui spesa ammissibile risulti inferiore a 30.000 €.