Daniela Mesiti, preside dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Giaveno La preside del MAG illustra come l’Istituto diventerà Scuola Internazionale

La preside Daniela Mesiti e Suor Annamaria GiordaniLa preside Daniela Mesiti e Suor Annamaria Giordani

GIAVENO – Sono andata all’Istituto Maria Ausiliatrice per incontrare Daniela Mesiti, preside della scuola. Donna molto disponibile e gentile, ma al contempo professionale, competente e dalle idee molto chiare su come vede il progetto educativo degli allievi. Il suo obiettivo primario è dare ai giovani studenti gli strumenti per diventare dei buoni cittadini del mondo, in linea con il progetto educativo salesiano. Con lei incontro anche la direttrice dell’Istituto, Suor Annamaria Giordani ed insieme parliamo della trasformazione dell’Istituto in Scuola Internazionale.

Da quanto tempo lavora presso il Maria Ausiliatrice?

Sono al MAG dal 2000 e sono preside dal 2005. Lavoro con gli insegnati per dare le migliori risposte possibili alle esigenze educative dei ragazzi.

Quali sono le linee guida del vostro disegno educativo?

Siamo in linea con la missione salesiana il cui obiettivo primario è formare dei buoni cristiani e degli onesti cittadini. Queste due sfere non devono essere separate ma lo spirito del buon cristiano deve accompagnare i ragazzi nella loro vita affinchè diventino degli Adulti con la A maiuscola. Lo sguardo è quindi sempre proiettato al futuro, ma oggigiorno non è sempre semplice mantenere viva la fiammella della spiritualità senza manipolarla. Ci adoperiamo inoltre per dare sempre più supporto alle famiglie dal punto di vista educativo, creando occasioni di confronto su tematiche giovanili, un esempio è dato dalla conferenza sul cyberbullismo, in modo da imparare insieme ad affrontare le sempre nuove sfide educative che le generazioni in continua evoluzione pongono.

Come nasce l’idea di internazionalizzazione della scuola?

La trasformazione in Scuola Internazionale poggia le basi proprio sull’ideale salesiano: accompagnare i ragazzi al futuro con una chance in più. L’intento è dar loro gli strumenti affinchè siano competenti con la lingua inglese qualsiasi strada decidano di intraprendere nella vita. Al giorno d’oggi, infatti, la conoscenza dell’inglese è una richiesta basilare nel mondo del lavoro.

Interviene la direttrice, Suor Annamaria Giordani, che ci spiega “E’ fondamentale mettere al centro il ragazzo considerato nella sua globalità, fornendogli un bagaglio con cui immettersi nel mondo con sicurezza per diventare un cittadino responsabile e  capace di affrontare le difficoltà. A questo scopo la Scuola internazionale è un input in più.”

Come si struttura il progetto?

La nostra intenzione non è attuare un mero aumento delle ore di lingua, bensì agganciare l’inglese a varie aree tematiche affinchè l’uso di questo registro linguistico diventi automatico. Il progetto partirà dall’anno scolastico 2016/2017 e consisterà in 7 ore di madrelingua in compresenza a cui si sommeranno le 3 ore curricolari di inglese per i primi due anni di primaria, mentre dalla terza elementare fino alla terza media saranno 5+8 ore. Naturalmente non escludiamo un aumento progressivo o modifiche in itinere per meglio rispondere alle esigenze che si presenteranno.

La particolarità del nostro progetto risiede nel considerare l’allievo nella sua globalità, facendo emergere le sue peculiari inclinazioni ed abilità, come la passione per la musica, la poesia… non siamo tutti matematici! Vogliamo infatti dare ampio spazio non solo alla mente ma anche al corpo e alla parte emozionale poichè sono aspetti grandemente coinvolti nel processo cognitivo, d’altra parte si sa che studiare un argomento che non è d’interesse risulta molto più difficoltoso e pesante. A tale scopo si colloca la collaborazione con il prof. Filippo Gomez Paloma – docente presso l’Università di Salerno ed esperto in  neuroscienze –  in tema di Embodied cognitive science. Si tratta di trovare la giusta metodologia affrontando l’apprendimento da più prospettive. Dunque l’intento è dare continui stimoli ai ragazzi in modo da non ridurre la scuola ad un mero trasferimento di nozioni cosicchè un giorno facciano la differenza in qualsiasi ambito decidano di operare. Inoltre noi siamo anche “Centro territoriale per l’inclusione”: riteniamo che non esistano i più bravi o i meno bravi, tutti vanno accompagnati e a ciascuno va dato modo di esprimersi.

Cosa è richiesto ai vostri insegnanti?

I docenti del MAG si stanno preparando da circa tre anni per questo progetto. Si tratta di un lavoro di equipe con il professor Gomez per trovare metodologie ed approcci in linea con la forma mentis dei ragazzi.

Un progetto davvero ambizioso, ma concreto e rispondente alle richieste di un mondo che va sempre più veloce e lascia indietro chi è impreparato. Una buona opportunità di crescita per le future generazioni che varcheranno i cancelli del MAG. Non mi resta che porgere i miei auguri per il progetto e salutare, lasciando la preside e la direttrice al loro lavoro quotidiano.