Dario Fracchia, sindaco di una Sant’Ambrogio multiculturale "Meglio un sindaco cittadino in movimento che ingessato dentro l'etichetta di un voto"

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SANT’AMBROGIO – Dario Fracchia, classe 1957, di professione è medico veterinario. Maliziosamente potrei dire che ha quindi una capacità a destreggiarsi nel modo politico dove ci sono volpi, faine, lupi, aquile ma anche qualche asino. Sempre per rimane sull’Arca di Noè del nostro primo cittadino viene da pensare ai muli.  Alpino, ufficiale di complemento, di quadrupedi ne visitò per tutta la naja. Ma eccoci al Fracchia amministratore.

Parliamo di Sant’Ambrogio, il paese quanti abitanti ha e a quanto chiude il bilancio?

Sant’Ambrogio conta poco meno di 4900 abitanti e chiude il bilancio il a 5.800.000 di euro

Descrivimi un santambrogese.

Il Comune di Sant’Ambrogio presenta un tessuto sociale quanto mai eterogeneo per livello culturale, economico e di appartenenza. Il 10% per cento dei suoi cittadini infatti è di origine extracomunitaria e in sei anni di mandato ho conferito 66 cittadinanze italiane. Inoltre Sant’Ambrogio per la presenza delle cave, la comodità del treno per raggiungere Torino ed i prezzi delle case tendenzialmente più convenienti, ha conosciuto una fortissima immigrazione negli anni sessanta dal sud d’Italia e poi negli ultimi decenni da paesi extra comunitari, in particolare Marocco e Romania: per queste ragioni il santambrogese lo si può descrivere come un cittadino del mondo, inserito nella realtà di un paese dove culture diverse, nazionali e internazionali, si sono incontrate ed integrate in un mix umano ricco e articolato, che non ha molti altri riscontri in valle. Nonostante questo le tradizioni più antiche sono sopravvissute veicolate specialmente attraverso le associazioni da sempre molto attive e vivaci: in queste sedi, soprattutto, dove si parla ancora il piemontese, le antiche famiglie santambrogesi hanno portato avanti i valori culturali locali e lessicali. Il risultato finale è un santambrogese multiculturale, multi lingue e ben integrato in una comunità che nei decenni ha saputo fare dell’accoglienza un’esperienza positiva e precorritrice dei tempi: in questo è l’elemento di modernità del santambrogese e di riflesso della comunità ai piedi della Sacra.

Cosa manca in paese e di cosa avrebbe bisogno?

Il paese ha grandi potenzialità in termini anche turistici: il centro storico con la Chiesa Parrocchiale capolavoro barocco del Vittone con la sua torre campanaria romanica, la Torre Medioevale, il Castello Abbaziale, la cinta muraria, il palazzo Municipale e il complesso di archeologia industriale di fine ottocento dell’ex Maglificio Bosio insieme alla Sacra di San Michele ricompresa nel territorio di Sant’Ambrogio e ad essa collegata con l’Antica Mulattiera e la Via Ferrata sono tutti elementi che andrebbero valorizzati e messi in rete con un importante riqualificazione e valorizzazione del centro storico per il quale il Comune ha predisposto ben cinque progetti già in fase progettuale avanzata a livello definitivo od esecutivo. Inoltre altri quattro grandi opere da sempre attese dal paese: la nuova scuola elementare ora in cemento-amianto risalente agli anni Settanta di cui il comune ha predisposto il progetto definitivo, il centro Polivalente “Pala Sole” con biblioteca annessa di cui esiste il progetto esecutivo per le attività associative e culturali fondamentale per le numerosissime attività e iniziative, il sottopasso pedonale ferroviario per ricucire le due parti del paese separate dalla via ferrata ed il completamento del recupero delle aree di cava incominciato ma non ancora concluso. Altre opere viarie secondarie ma non meno importanti sono legate al completamento dei marciapiedi sulla strada statale e alla realizzazione di nuovi percorsi ciclo -pedonali protetti oltre alla realizzazione dell’arginatura tra la Dora e il paese, opera questa però non di competenza comunale

La soddisfazione maggiore dell’amministrazione e il sogno.

Le soddisfazioni maggiori sono due, una materiale e una immateriale: la prima è quella della riqualificazione energetica della scuola media utilizzando fiondi europei che ha permesso all’edificio di passare con un solo balzo dalla categoria energetica F alla B, con un risparmio energetico dell’ordine di oltre ventimila euro all’anno ed un confort per alunni e studenti notevole oltre al risultato estetico; la seconda soddisfazione è quella di avere rianimato il paese e la sua vita associativa, prima morta e sepolta, coinvolgendo i cittadini e dando loro un nuovo e forte senso di appartenenza al paese. Il sogno lo abbiamo già nel cassetto: realizzare il progetto definitivo già predisposto del nuovo plesso scolastico di scuole elementari e un centro ludico- educativo per i giovani adolescenti

L’unione dei Comuni è il futuro o si continuerà con gli accorpamenti di funzione e basta?

L’Unione dei Comuni è già una realtà: è stato fatto l’errore di sopprimere le Comunità Montane per avere ora da un’unica struttura ben quattro unioni dei comuni: dov’è il risparmio? Dov’è la maggiore efficienza sperata di enti più piccoli senza o con poco personale? ma ora l’Unione dei Comuni così come prima la Comunità Montana, svolge funzioni importanti e fondamentali che i Comuni da soli non potrebbero svolgere, come ad esempio il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) o la gestione degli asili nido o dei fondi ATO tanto per citarne alcune. I primi esperimenti di accorpamenti di funzione di alcuni comuni sono naufragate perchè alla fine erano più le spese e i disagi che i benefici, per cui non in tutte le realtà rappresentano una soluzione percorribile: molti sono i casi e le variabili in gioco che vanno valutate di volta in volta e per ogni singola situazione. Il futuro non troppo lontano potrebbe essere invece la fusione dei comuni

Chi hai votato per la prima volta, e l’ultima?

La prima volta a 18 anni votai l’allora Partito Socialista. L’ultima volta, se lo dicessi, esporrei il fianco ad essere etichettato. Dal momento che non ho alcuna tessera di partito od appartenenza a movimenti politici ed essendo e volendo essere il sindaco di tutti i miei concittadini, con un approccio pragmatico e libero ai problemi da risolvere, preferisco lasciare a chi fosse eventualmente interessato a sapere per chi ho votato, di fare le ipotesi più fantasiose e che più gli aggradano: meglio un sindaco “cittadino in movimento” come si chiama la mia lista che un sindaco ingessato dentro l’etichetta di un voto.