Delrio spegne i 5Stelle sulla Torino-Lione: “Il tunnel di base non è in discussione. La nostra scelta è fare e far bene” Paolo Foietta invece scrive alla Appendino: "Sono pronto a convocare una riunione dell'Osservatorio estesa ai Sindaci e a Chiamparino"

Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, durante la visita ai cantieri  di Saint-Martin-La-Porte in Francia, 27 agosto (Foto Archivio TELT)Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, durante la visita ai cantieri di Saint-Martin-La-Porte in Francia, 27 agosto (Foto Archivio TELT)

TORINO – Mentre è ormai pronto per essere sottoposto al Parlamento, nella ratifica degli ultimi accordi Italia-Francia, il regolamento sull’applicazione transnazionale della normativa Antimafia nei cantieri italiani e francesi dell’opera, il Ministro Graziano Delrio risponde al nuiovo Sindaco di Torino sulla questione della Torino-Lione. La Appendino infatti si era espressa contro “l’inutile e costoso tunnel di base” suscitando ovviamente l’entusiasmo della “curva” dei tifosi Notav.

“La sezione Transfrontaliera e il Tunnel di base del Moncenisio non sono in discussione”. Così il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha replicato proprio al Sindaco pentastellato torinese. “La revisione progettuale adottata per la tratta nazionale della Torino-Lione – continua il Ministro – consentirà, come spiegato nei giorni scorsi, di concludere l’opera con minor impatto e risparmio di risorse, mantenendo fermo ciò che consente alla linea ferroviaria Torino Lione di essere opera utile e necessaria per l’Italia, la Francia e l’Europa, in connessione con la rete europea Ten-T. Sull’asse Italia-Francia c’è il 35% dell’interscambio economico dell’Italia con l’Europa, quasi 150 miliardi di euro l’anno, un traffico merci maggiore rispetto all’asse Italia-Svizzera, ed esiste uno squilibrio infrastrutturale tra strada e ferrovia insostenibile che è necessario cominciare a colmare. Quindi andiamo avanti”.

Traffico che, ricordiamo, in gran parte passa su gomma da Bianco, Ventimiglia e Frejus, non proprio, per usare un eufemismo, in rispondenza agli obiettivi di COP21 e del Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi.

“La nostra scelta è di “fare e fare bene”. Non certo di “non fare” – conclude il Monistro – non di sospendere o bloccare una decisione consolidata, condivisa e cofinanziata da Italia, Francia, Unione Europea. Un percorso che ha visto per la tratta nazionale del tunnel di base, la redazione di un progetto definitivo, approvato dal CIPE nel 2015, e studi di analisi costi e benefici confermati, valutati e validati da Italia, Francia ed Unione Europea. E nel “fare bene” c’è anche l’applicazione transnazionale della Normativa Antimafia ai cantieri della sezione transfrontaliera, contenuta nel regolamento contratti recentemente definito da Italia e Francia, e di cui il Governo proporrà senza indugi la ratifica al Parlamento, insieme agli ultimi atti di accordo Italia-Francia relativi all’opera”.

Ricordando che l’Osservatorio sulla Nuova Linea Torino-Lione è un osservatorio tecnico, nel quale le istituzioni partecipano con il loro tecnici, e non vi siedono sindaci, Paolo Foietta, Commisssario di Governo che lo presiede, ha scritto direttamente alla Appendino: “Dopo aver letto le sue diverse dichiarazioni riportate dai media, in ordine alla cosiddetta “questione TAV”, cioè la Nuova Linea Torino Lione e alla presenza o meno di Torino nell’Osservatorio Tecnico ho ritenuto di invitarla ad un primo confronto di conoscenza, ma la ho anche informata della piena disponibilità a convocare di convocare una riunione straordinaria dell’Osservatorio estesa anche ai Sindaci ed al Presidente della Regione Piemonte.

Nel frattempo i leader Notav definiscono la Torino Lione come un progetto in avanzato stato di decomposizione, poieno di bugie, e  una rande opera di cartapesta che non convince più nessuno. Con i saldi di fine stagione e le ipotesi di ridimensionamento.”

“Contenti loro – risponde Foietta – a breve entrerà in funzione la prima talpa che scava il tunnel di base in Francia.  Perché come ampiamente noto e dimostrato le merci viaggiano su TIR perché il tunnel Bardonecchia-Modane del 1861 è il più obsoleto e fuori mercato di tutte le Alpi.”

Intanto i Notav, compresa la Appendino insistono sui costi enormi e l’inutilità  della Torino Lione. E parlano di  “buffonata” sulla riduzione di spesa della tratta Bussoleno-Buttigliera.

“Il documento approvato il 20 giugno in Osservatorio è il risultato di un anno di lavoro di approfondimenti tecnici e progettuali per la realizzazione concreta degli interventi previsti per le tratte di adduzione nazionali e quindi  per definire cosa è indispensabile allo scenario 2030 di apertura del tunnel di base. Sono state studiate ed individuate, con RFI e tutti gli Enti che partecipano all’Osservatorio, le diverse soluzioni possibili, sostenibili ambientalmente ed economicamente, definendo quindi anche i relativi costi; questo lavoro è stato concertato e condiviso con  la Struttura Tecnica di Missione del Ministero. Il resto sono supposizioni e/o invenzioni che non hanno alcun rapporto con la realtà; è sempre il progetto che determina i costi e la revisione progettuale si sta facendo ora  in sede di Osservatorio. E’ questa la sede dove si sta definendo nei dettagli, con il contributo di tutti quelli che hanno scelto di  confrontarsi e di parteciparvi,  la soluzione operativa  al 2030, praticabile dal punto di vista economico e ambientale.”

Però adesso che la fase progettuale della tratta fra Torino/Orbassano e Bussoleno non prevede più il tunnel dell’Orsiera, ma prevede l’utilizzo, con i relativi adeguamenti, della linea in esercizio, tutti i Comuni  con Sindaci Notav saranno toccati direttamente dai lavori. Se erano di traverso prima che il prgetto non li toccava, non penso domani saranno entusiasti. Quindi?

“Da inguaribile ottimista continuo a sperare che i Comuni che si oppongono alla linea accettino, senza pregiudiziali e a prescindere dalle proprie posizioni, il confronto sui contenuti del progetto che rappresenta l’unica alternativa ferroviaria possibile sull’asse Italia-Francia. Che – per inciso –  ricordo continua ad avere un carico di merci trasportate maggiore di quello Italia-Svizzera, dove i tunnel di base saranno 3 e le linee storiche sono già più efficenti del Frejus. Per il resto mi viene una battuata: ma l’utilizzo della linea storica non è quello che chiedono da sempre gli amministratori Notav? Dovrebbero essere contenti, no?”.