Giornata torinese per Delrio: “La Torino-Lione è un pezzo fondamentale della nostra cura del ferro per il Paese” Il Ministro a Porta Susa per presentare il libro dell'ANSA "“Torino-Lione 1990-2016” e l'avvio dei lavori su SFM5 della tratta nazionale dell'opera

Foietta, Delrio e ViranoFoietta, Delrio e Virano

TORINO – In una Porta Susa con un unico varco su dieci presidiato dalle FF.OO. la “calda” giornata del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio è stata conseguenza della temperatura quasi estiva: a Torino per la presentazione del libro di ANSA e TELT  sui  primi’ 26 anni della Torino-Lione” e dell’avvio dei lavori sulla tratta nazionale della Nuova Linea che interessano il Sistema Ferroviario Metropolitano – in particolare SFM5 – il Ministro Delrio, giunto in Frecciarossa da Reggio Emilia – non ha visto nemmeno una bandiera trenocrociata.

Un segnale che il clima è cambiato, forse perché il progetto dell’opera è ormai una realtà.

La mattinata si è svolta nel salone rialzata della Stazione di Porta Susa davanti ad un pubblico di amministratori, parlamentari, tecnici, operai, esponenti del mondo economico e accademico, con la presenza del Prefetto Saccone, dei vertici delle Forze dell’Ordine e naturalmente di RFI e TELT.

Le parole del Ministro Delrio

“Non esistono grandi opere o piccole opere: esistono opere utili o inutili. E questa opera – ha esordito il Ministro – è una di quelle fondamentali per la “cura del ferro” cui stiamo sottoponendo il Paese. Con investimenti per oltre 90 miliardi, la maggior parte dei quali sulle ferrovie ordinarie. Il sistema Italia deve colmare un gap infrastrutturale di anni e il nostro obiettivo è di spostare quanto più possibile i traffici dalla gomma al ferro. Come qui nel quadrante nord-ovest dove Torino-Lione e Terzo Valico sono le chiavi di volte per ribaltare il rapporto attuale fra TIR e treni. A questo serve l’Alta Capacità merci. Così come l’integrazione delle reti del trasporto locale come si è fatto e si farà a Torino con il nuovo tyratto del Sistema Ferroviario Metropolitano, l’SFM5, per consentire alle persone di muoversi senza usare l’auto. Tutto ciò renderà la Città più attrattiva e contribuirà a ridurre la produzione di Co2 e di inquinanti. Che è l’altro nostro grande obiettivo.

Nei suoi due interventi, il Ministro ha ribadito che la Torino-Lione “Oggi è una realtà ed è un’opera dietro la quale non c’è solo visione di velocità, ma di qualità : che farà bene all’economia, alla logistica, alle persone, insomma all’Italia che diventerà più centrale nello sviluppo. Intanto oggi l’Italia è prima al mondo nei tempi di sdoganamento.

Il nostro Paese ha un deficit di logistica, di 20 anni rispetto all’Europa. Finalmente però ci stiamo muovendo come gli altri Paesi europei.  La direttrice Ovest, in particolare – ha aggiunto il ministro – ha bisogno di più ferrovia per spostare su rotaia le merci. La nostra ambizione è di diventare come la Svizzera, dove il 70-80% delle merci sono trasportate alle ferrovie ambizione e togliere 1 milione di mezzi pesanti  dalle strade.  E’ un anno storico per i corridoi europei quello che stiamo vivendo tutto asse italiano è programmato e in cantiere e su Brennero siamo più avanti degli austriaci”.

Delrio ha anche annunciato che a  breve sarà approvato il nuovo decreto per il dibattito pubblico delle opere più importanti, sul modello francese del dèbat e enquête publique, affermando che occorrono buoni progetti e non bisogna aver paura di discuterli con le popolazioni, ma che non si può poi dire no a tutto affossando l’economia della nazione.

Il libro dell’ANSA: “Torino – Lione 1990-2016”

A presentare il volume, 120 pagine soprattutto di fotografie, che l’Agenzia ANSA – in collaborazione con TELT – ha raccolto in sette capitoli, corredati da foto storiche, lanci di agenzia e riproduzioni di prime pagine di giornali, con testi che raccontano le vicende dell’opera dal 1990 al 2016, sono stati Mario Virano, oggi Direttore Generale della società binazionale e Luigi Contu Direttore generale dell’Agenzia, introdotto dal direttore torinese, Alessandro Galavotti.

Questo libro ha detto Contu “ripercorre la crescita e l’evoluzione di un progetto maturato in oltre vent’anni di valutazioni, elaborazioni e opere preliminari – proprio mentre sta  per tradursi in cantieri e lavoro. E’ stata una storia contrastata, complicata, che però ci proietta nel futuro con ottimismo. Siamo orgogliosi di aver contribuito con il lavora di tanti colleghi come ANSA, a raccontare questa storia. Noi come Agenzia giornalistica siamo una infrastruttura, come quest’opera, che si offre al Paese e alle istituzioni per raccontare nella sintesi e modernità, atraverso storie come questa, quello che deve essere oggi il lavoro del giornalismo nel mondo marcato dalla rete”:

Mario Virano ha voluto rimarcare a sua volta i 3 punti fermi di questa storia: l’accordo di Prà Catinat con le istituzioni locali del giugno 2008, la svolta dell’estate 2011, con la scelta del cosiddetto “Movimento Notav” di accogliere soggetti violenti nel suo interno e di alternare e associare gli assalti al cantiere alle altre forme di protesta, fatti che hanno dovuto impegnare lo Stato in una forma mai vista prima, per garantire la legalità e consentire di rendere operativa l’apertura del cantiere di Chiomonte. E infine il vertice Italia-Francia di Venezia che ha dato il via alle ratifiche parlamentari dei due Paesi per cui oggi la Nuova Linea Torino-Lione è legge.

“Questo libro – ha ancora detto Virano –  non è ancora  la storia che bisognerà scrivere  per dare  un senso compiuto a una delle avventure  tecnico-politico-sociali  più importanti a livello internazionale, ma è una prima storicizzazione della cronaca che delinea  un percorso cronologico e tematico con i volti, i nomi e i fatti che hanno accompagnato e fatto crescere tre idee semplici alla base della Torino-Lione: unire Francia e Italia per contribuire a fare l’Europa, rilanciare  la ferrovia per salvare le Alpi dal traffico su gomma, fare il tunnel di base perché i treni sono competitivi  se viaggiano in pianura e se c’è una montagna bisogna attraversarla con una galleria alla sua base. 

Con una battutsa ha poi detto ancora che “nessuno potrà mai dire che la Torino – Lione non è un’opera ben radicata, visto che nella  sua storia lunga e complicata, vanta 26 anni di lavori per un’opera che si deve realizzare in 13 anni”.

SFM5: l’inizio della realizzazione della tratta nazionale dell’Asse Ferroviario Torino- Lione

 Lo stesso Delrio, insieme al Commissario di Governo Paolo Foietta, al Presidente della Regione Sergio Chiamparino,  ai Sindaci Roberto Montà e Eugenio Gambetta di Grugliasco e Orbassano  e l’Amministratore Delegato di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) Maurizio Gentile hanno illustrato gli interventi per la nuova linea ferroviaria SFM5, la nuova stazione San Luigi di Orbassano, comprensiva del Movicentro, le fermate Quaglia Le Gru a Grugliasco e San Paolo a Torino.

Il progetto come ormai è noto estenderà i Servizi Ferroviari Metropolitani alla zona a Sud Est di Torino, dai quartieri di San Paolo e Mirafiori Nord fino ai comuni limitrofi, rappresentati all’incontro di oggi dai sindaci. Saranno così collegati in modo più agevole anche l’Ospedale San Luigi, il polo commerciale Le Gru e l’area di Parco Ruffini, utilizzata per grandi eventi e spettacoli, con investimento economico complessivo è di circa 60 milioni di euro.

Gentile ha descritto l’intervento principale, che comprende i lavori per l’attraversamento dello scalo merci di Orbassano e la stazione San Luigi, già  finanziato per 40 milioni di euro attraverso il Contratto di Programma 2012-2016, parte Investimenti, sottoscritto tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana.

“Grazie al riassetto di Orbassano e il collegamento fino alla fermata San Luigi concertato attraverso i lavori dell’Osservatorio per la Torino-Lione queste opere sono previste nella tratta nazionale della Torino- Lione, di cui costituiscono quindi una anticipazione rispetto alla realizzazione completa. L’Accordo di Programma, promosso dalla Regione Piemonte, modificato nel maggio 2016 e finanziato per 18,5 milioni, consente quindi di completare l’intervento con le fermate Quaglia Le Gru e San Paolo. 

L’attivazione della linea è prevista nel 2021, in anticipo di quasi 10 anni rispetto alla conclusione dei lavori della Torino – Lione. L’iter autorizzativo del progetto definitivo in Conferenza dei Servizi partirà a breve”.

Il progetto SFM5

Questa importante linea contribuirà sensibilmente alla riduzione dell’inquinamento atmosferico nell’area metropolitana torinese, permettendo di estendere i servizi ferroviari metropolitani ad un ampio bacino ad oggi privo di collegamenti sostenibili, composto dai Comuni del settore Sud Est della conurbazione torinese (Orbassano, Beinasco, Rivalta, Grugliasco, Piossasco, Bruino) e da interi  quartieri della Città di Torino (San Paolo e Mirafiori Nord) e di aggregare grandi poli attrattori di traffico quali:

  • l’Ospedale San Luigi – anche sede universitaria;
  • Il polo commerciale Le Gru – con 12 milioni di utenti l’anno, tra i principali del Piemonte;
  • L’area torinese del Parco Ruffini, sede di importanti eventi e manifestazioni

Sia Gambetta che Montà hanno voluto ricordare che questa modifica, è stata fortemente discussa con le amministrazioni e che “costituirà un elemento fondamentale per il riassetto della mobilità urbana della cintura ovest di Torino, con la creazione di grandi opportunità per i territori dei due comuni: dall’Università del Polo scientifico, al San Luigi, migliorando la qualità della vita dei residenti.” “Chi dice che queste opera, e intendo la fermata alle Gru – ha detto Montà  segue gli interessi di un polo privato dice una sciocchezza enorme. Perché questa fermata toglierà almeno un milione e mezzo di spostamenti auto da e per un’area che già esiste, senza contare le altre opportunità che offre”.

Sulla stessa linea Chiamparino sottilmente polemico con la grande assente nella sua doppie veste di Sindaco di Torino e Sindaco Metropolitano, alias Chiara Appendino. Il Presidente della Regione infatti ha voluto ricordare il lungo lavoro di tante amministrazioni che ha portato a rendere Torino una Città fortemente attrattitiva e anche a quest’ultimo risultato. Partendo proprio dal passante di Torino e dalla metro.

“Chi non siede ai tavoli istituzionali a discutere dei progetti e della qualità della vita delle persone e dell’economia dei propri territori sbaglia sempre. Se dobbiamo guardare ai finanziamenti concessi dal Governo a Torino anche in questi ultimi  mesi non mi pare proprio che la Città sia penalizzata dell’esecutivo. E comunque la strada da seguire piu’ produttiva e’ la trattativa e non la contrapposizione frontale”.

Le conclusioni le ha tratte Paolo Foietta, Commissario di Governo: “Obiettivo comune assunto dall’Italia e dalla Francia negli accordi internazionali e mio personale, per il mandato che mi è stato assegnato come Commissario Straordinario del Governo e Presidente dell’Osservatorio è la modernizzazione dell’asse ferroviario Torino- Lione, per renderlo compatibile con l’efficienza e la sostenibilità della rete europea e dei suoi standard tecnici. Un obiettivo che si sta realizzando anche attraverso interventi sulle linee esistenti e attraverso varianti, come il tunnel di Base del Moncenisio, laddove l’intervento sulla rete esistente non ne consenta l’efficienza.

 Sono davvero orgoglioso del risultato raggiunto: 58,5 milioni di Euro di investimento completamente finanziati, un progetto definitivo approvato, le fasi autorizzative avviate, la previsione di entrata in esercizio nel 2021.

Frutto di una governance unitaria portata avanti nell’ambito dell’Osservatorio sin dal 2008: siamo di fronte ad un esempio di buona amministrazione, di collaborazione tra Governo, Regione ed Enti Locali, di lavoro condiviso nell’interesse delle comunità” ha concluso Foietta “un lavoro semplificato dall’approccio innovativo e costruttivo del Ministero delle Infrastrutture che ha dimostrato di voler investire sul futuro sostenibile del Piemonte, che passa attraverso la “cura del ferro” ben raccontata oggi dal Ministro Delrio”.

 

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