“Ma la democrazia è una causa persa?” A Susa ne discute l’Associazione Segno venerdì 31 da Panassi Ospite il professor Alfio Mastropaolo direttore del Dipartimento di Studi politici dell'Università di Torino

Il Professor Alfio MastropaoloIl Professor Alfio Mastropaolo

SUSA – L‘Associazione Segno prosegue il suo programma di incontri e stavolta il tema è Ma la democrazia è una causa persa?.  Il relatore sarà il docente universitario Alfio Mastropaolo. Introdurrà l’incontro, con inizio alle 21.00 Marco Dori.

Argomentazione a cui di questi tempi verrebbe voglia di rispondere “pericolosa” visto che le democrazie rischiano di essere poco adatte, sia per via di chi rappresenta la politica, sia perché le regole democratiche paiono poco effocaci a rispondere, in tempi di guerra strisciante, al nemico fanatico delle democrazie stesse. Se è vero che Hitler andò al potere nel 1933 votato dai tedeschi e anche vero che a sconfiggerlo almeno sul fronte occidentale furono le grandi democrazie.

Secondo l’immagine edificante tanto in voga, la democrazia è il regime in cui culmina la storia umana. Impossibile, in tale prospettiva, figurarsela come una tecnologia del potere fra tante, che serve a governare – rivestita di nobilissimi principi – il pluralismo delle società complesse. Per dirla alla Churchill “È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora”. Il rischio è che si torni a (finte)  forme assembleari – magari via web – di democrazia in stile ateniese, dove però invece striscia una forma di manipolazione e propaganda dell’informazione in perfetto stile goebbelsiano.

Il Professor Alfio Mastropaolo guarda in modo realistico a questa invenzione straordinaria. Con lo sguardo del grande politologo per distinguere versioni restrittive o estensive, alte o basse, oligarchiche o egualitarie della democrazia, e fornisce il più accurato bilancio delle trasformazioni che negli ultimi decenni hanno interessato il suo funzionamento e la maniera stessa di pensarla. Paradossi, incertezze, svuotamenti, immunizzazioni: dopo la lunga stagione postbellica, durante la quale erano state intensificate le misure per coinvolgere i cittadini nella vita pubblica e alleviare le diseguaglianze sociali, i regimi democratici sono stati ricongegnati in modo da rendere problematiche le politiche inclusive, indebolire le forze che potrebbero sostenerle e ridurre gli ambiti di applicazione delle regole.

Chi è Alfio Mastropaolo?

Laureato in scienze politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze, dal 1991-92 è Professore ordinario di Scienza politica presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino.

E’ direttore del Dipartimento di Studi politici e coordinatore della Scuola di dottorato in Scienza politica e Relazioni internazionali dell’Università.
Fa parte del Comitato editoriale di “Teoria politica” e della redazione di “Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali”, nonché dei comitati scientifici di “Raisons Politiques”, “Rivista italiana di scienza politica”, “Politix” ed è corrispondente per l’Italia di “Sciences de la società”.

E stato anche co-editor della collana di politica comparata presso Oxford University Press. Dal 1999 al 2003 è stato Segretario generale per l’Italia dell’Università italo-francese ed ha fatto parte del Comitato esecutivo dell’European Consortium of Political Research. Già presidente della giuria del Premio Stein Rokkan del Socila Science Research Concil dell’Unesco, è stato membro della giuria dello Johan Skytte Prize for Political Science dell’Università di Uppsala. Attualmente fa parte del comitato scientifico dell’Osservatorio politico-elettorale del Canton Ticino.
E’ stato professore in visita presso gli Instituts d’Études Politiques di Parigi e di Bordeaux, presso il Département de science politique di Paris I – Sorbonne e presso il Birbeck College di Londra.

Al suo attivo una decina di libri fra cui appunto l’ultimo dal titolo “Ma la democrazia è una causa persa? Paradossi di un’invenzione imperfetta” edito da Bollati e Boringhieri.