Diffamazione aggravata alla Polizia Locale, denunciato Orbassanese.

ORBASSANO – Sono state immagini di rom intenti ad asportare  indumenti da alcuni appositi cassonetti di raccolta, scattate da un cittadino e postate su Facebook, a innescare gli eventi. Ma ad accendere la scintilla della discussione che ha infine portato alla denuncia per diffamazione aggravata sono stati i commenti inspiegabili di un altro cittadino orbassanese che, nella discussione seguita alla pubblicazione, ha accusato gli agenti della Polizia Locale di “voltarsi dall’altra parte”,  aggiungendo anche illazioni e commenti ironici. A questo punto nella discussione on line, fra lamentele sui rom, inviti a non donare più nulla ed esortazioni a rivolgersi alle forze dell’ordine, ha fatto capolino un altro intollerante orbassanese che letteralmente e inspiegabilmente si è accanito  in modo sarcastico contro il corpo della Polizia Locale, definita “la vera vergogna di Orbassano”, impegnata a “fare  cassa x pagarsi gli stipendi”  e quindi non in grado di “guardare gli zingari”, finendo poi col dire che ” gli stipendi della Polizia Municipale sono soldi buttati nel gabinetto”. L’insofferente Orbassanese è stato quindo convocato presso  il Comando della Polizia Locale e informato che sarebbe stato deferito all’Autorità Giudiziaria per diffamazione aggravata a mezzo web. È stata sottoposta al vaglio dell’Autorità Giudiziaria anche la posizione degli Amministratori del Gruppo Facebook in questione per non aver vigilato sulla condotta e natura diffamatoria della discussione, così come la posizione di coloro che con il tradizionale “mi piace” potrebbero essersi resi correi nel reato. A commentare l’accaduto, con amarezza è dispiacere, è il Comandante della Polizia Locale Domenico Santarcangelo: “Ora il mio personale commento, a parte l’amarezza per tutti gli sforzi che vengono fatti per cercare di fare il meglio per  la città, oltre agli incresciosi fatti che sono stati doverosamente rimessi al vaglio della Magistratura, è l’uso distorto di Facebook, che da strumento intelligente di segnalazione quale potrebbe essere, è diventato uno sfogo personale di molti, i quali dietro una tastiera e uno schermo, pensano di poter giudicare, sapere tutto, infangare, diffamare e offendere. Ebbene per tutto esiste un limite e se si va oltre, se ne risponde anche penalmente e civilmente”.