Dimmi il tuo cognome e ti dirò da che paese arrivi

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Chiamarsi Marzo o Marzolino nel comune di Venaus non è certo cosa inusuale. Anzi è quasi la regola. Stessa sorte vale per Borello, Bar, Allais, Vota, Tomassone e Cantore dalla pianura fino alle zone montuose confinanti con la Francia. Di persone con questi cognomi se ne trovavano a svariate centinaia. Bisogna però fermare l’orologio del tempo al primo ventennio del Novecento per avere un quadro piuttosto preciso dei cognomi delle nostre valli.

LA STORIA– L’uso del cognome come identificativo di una famiglia si fa risalire all’antica Roma, anche se per lungo tempo le persone furono designate dal signum o nomen singolare, ossia da un solo nome. Già negli ultimi secoli della Repubblica romana però, le persone libere cominciarono ad adottare la formula con tre nomi. C’era il  praenomen che distingueva l’individuo ed era paragonabile al nome proprio di persona contemporaneo; poi il nomen che denotava la gens d’appartenenza e infine il cognomen che era usato per distinguere le famiglie all’interno delle gentes.

ORIGINE DEI COGNOMI – Bisogna premettere che le investigazioni sui cognomi risultano assai difficili e incerte; nel campo degli studi onomastici come la toponomastica o l’antroponimia. Non mancano studi ed esplorazioni archivistiche ma lo strumento più efficace rimane il cimitero con le sue lapidi e le targhe a ricordo dei caduti delle guerre.

SVARIONI – Tra le varie diversificazioni ci sono anche quelle legate alla scrittura sbagliata presso le anagrafi dei comuni. Ecco che Pellissero diventa Pelissero oppure Pellisero. Quando governò il Duce e si decise di italianizzare tutto ecco i cognomi cambiare ancora. Braja diventò Braida, Rej in Rei e Jannon in Giannon; pensare che di colpo nacquero Salabertano e Venalzio!

AD OGNUNO IL SUO – Ogni frazione, paese, borgata ha i suoi cognomi che si ripetevano con frequenza e immutata ripetitiva frequenza. C’è poi il caso tutto giavenese dei GIAI ai quali seguiva una seconda parte caratterizzante come Arcota, Bastet…

OGGI– L’ondata d’immigrazione meridionale prima, quella europea oggi hanno inesorabilmente mutato il panorama toponomastico. Le nuove leggi con nomi della madre attribuibili ai figli e chissà cosa d’altro in futuro daranno maggior impulso al cambiamento. E dunque addio Pautasso e addio Ostorero.