La Diocesi di Susa ha un futuro? L’ultimo ad averla chiusa è stato Napoleone Parroci e parrocchie della Valsusa

La Cattedrale di San Giusto a SusaLa Cattedrale di San Giusto a Susa

SUSA – Argomento spinoso, a volte discusso e mai applicato davvero. Bisogna ridurre le diocesi italiane? La gigliottina cadrà su quella di Susa? Facciamo un passo indetro, anzi due, e andiamo al 1929. L’uomo della provvidenza, come lo definì il Papa, cioè il Cavalier Benito Mussolini lo fece scrivere anche nel Condordato Stato-Chiesa. L’idea del duce era plasmare le diocesi sulle provincie. Le seconde non ci sono più, o quasi, le prime sono sane e salve. Amen.

Una drastica diminuzione

Giovanni Battista Montini, Paolo VI, ci riprovò nel 1964. Fu anche composta una commissione detta “dei Quaranta”, che elaborò un progetto di riduzione tra le 118 e le 122. E’ uno studio di 2.800 pagine (che pochi in verità hanno mai letto), che il 1° luglio del 1968 fu consegnato alla Congregazione dei vescovi. Il progetto finì chiuso a chiave negli archivi anche se i vescovi italiani, chiamati a dare un parere erano per la maggior parte favorevoli. Altro Amen.

Proteste dei fedeli

Nel 1986 venne fatta una fusione di piccole diocesi attraverso accorpamenti. Ci furono proteste e manifestazioni, l’idea era arrivare a  119; il numero delle diocesi italiane possibili. Voci da sacrestia, che ormai s’inseguono da anni, disegnano per il futuro della Diocesi segusina tre possibilità. La prima, la meno scontata, è il suo mantenimento così com’è. La seconda una fusione con quella di Pinerolo, due valli di confine sotto la stessa Eccellenza Reverendissima. La terza, forse la più possibile è l’accorpamento con l’Arcidiocesi di Torino, che già a oggi, arriva fino ad Avigliana.

Com’è composta la Diocesi di Susa oggi?

Da Sant’Ambrorgio al Sestriere, dal 1772 ad oggi, con una breve pausa tra il 1803 al 1817 causa vicende napoleoniche, contava nel 2014, così dicono i numeri del sito della Diocesi 71 mila battezzati su 78 mila abitanti. Le parrocchie sono molte i parroci meno e con tante primavere sulle spalle. Vediamo la situazione.

Alta Valsusa

don Franco Tonda a Bardonecchia.

don Paolo Di Pascale a Les Arneaux, Melezet, Millaures e Rochemolles.

mons. Luciano Vindrola tra alta e bassa valle a Beaulard, Puy Beaulard, Milanere e Rivera.

don Gaetano Bellissima a Champlas du Col.

don Giorgio Nervo a Chateau Beaulard, Sauze d’Oulx, Savoulx e Sestriere.

don Andrea Gallizio a Bousson, Cesana, Fenils e Thures.

don Angelo Bettoni a Claviere.

don Gianluca Popolla Chiomonte, Gravere, Ramats.

don Remigio Borello a Exilles e Mompantero.

don Alessandro Federici a Oulx.

don Paolo Molteni a Rollieres, San Sicario e Sauze di Cesana.

don Giulio Michele a Salbetrand.

Media Valsusa

can. Pietro Guiffrey a Borgone e San Didero.

don Luigi Chiampo a Bruzolo, Bussoleno, Chianocco e Foresto.

don Daniele Giglioli a Giaglione.

don Enzo Calliero a Mattie e Meana.

can. Ettore de Faveri a Susa, Moncenisio e Venaus.

don Luigi Crepaldi a Novalesa.

Bassa Valsusa

don Franco Davì a Caprie e Novaretto.

padre Sergio Merlo a Celle, Favella, Mompellato e Rubiana.

don Pier Luigi Cordola ad Almese e Villar Dora.

don Romeo Zuppa a Chiusa San Michele e Sant’Ambrogio.

mons. Claudio Iovine Condove a Frassinere e Mocchie.

don Roberto Bertolo al Layetto e Vaie.

don Sergio Blandino a Sant’Antonino.

don Antonello Taccori a San Giorio e Villar Focchiardo.