Disabilità come risorsa: le esperienze in Valle di Susa della Cooperativa Il Sogno di Una Cosa Progetti di impegno civico e volontariato che coinvolgono disabili, associazioni, istituzioni e altre realtà del territorio

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Manutenzione di aree verdi, pittura dell’arredo urbano, apertura al pubblico di una biblioteca. Sono solo alcuni dei progetti di impegno civico portati avanti dalla Cooperativa sociale “Il Sogno di una Cosa”, realtà che opera in Valle di Susa dal 2002. La Cooperativa nel tempo ha attivato per conto del Consorzio Con.I.S.A. e dell’ASL TO3 quattro servizi semiresidenziali e residenziale a favore di persone disabili psicofisici adulti. “I nostri servizi si confrontano ogni giorno con una domanda di vita dignitosa e di inclusione che proviene dagli utenti e dalle loro famiglie sapendo che, per realizzare progetti di inclusione sociale, occorre creare delle alleanze e delle reciprocità con la cittadinanza, essere percepiti come risorsa, contribuendo quindi a generare valore sociale sul territorio“: spiegano dalla Cooperativa Il Sogno di Una Cosa.

La mission della Cooperativa Il Sogno di Una Cosa
I nostri servizi  hanno l’esigenza vitale di alleanze progettuali con le realtà circostanti, hanno bisogno di un approccio sociale evoluto, sensibile, solidale, aperto alle differenze e disponibile a rapportarsi con soggettività particolari come quelle rappresentate dalle persone con disabilità psicofisica – continuano dalla Cooperativa Il Sogno di Una Cosa – Ma la sensibilità sociale non si matura a prescindere, va coltivata, è frutto dell’azione congiunta di persone, gruppi, organizzazioni, istituzioni che mirano a un fine comune: rendere più vivibile il territorio, migliorando la qualità di vita di tutti“. I servizi presenti in Valle di Susa sono una delle parti in gioco nella costruzione del sociale e vogliono dare il loro contributo dimostrando che le persone disabili possono essere una risorsa reale per il proprio territorio, assumendo un ruolo attivo nel portare avanti progetti di impegno civico e di volontariato a vantaggio della collettività.

Le esperienze di impegno civico in Valle di Susa
Da un paio di anni, il servizio diurno (C.A.D.) “Per filo e per segno” di Sant’Antonino di Susa ha creato un punto rete al centro polivalente la “Fabrica” di Avigliana. In passato un gruppo di ospiti e operatori hanno collaborato con l’Ente Aree Protette Alpi Cozie per la manutenzione di una piccola area verde nel parco naturale dei laghi di Avigliana. Analogamente è in corso un progetto con il Comune di Avigliana per ridipingere degli arredi urbani per i giardini pubblici.
Il C.S.T. “Filarete” di Sant’Antonino è invece diventato una sede del progetto “Percorsi formativi alternativi alle sanzioni disciplinari” a favore degli studenti dell’Istituto Des Ambrois di Oulx che ricevono una sospensione dalle lezioni. In tal caso si strutturano attività socialmente utili da svolgere con gli operatori e i frequentanti presso il centro diurno.
Anche il servizio diurno C.S.T. “Il filo di Arianna” di Coldimosso ha aperto un punto rete presso l’ex biblioteca comunale di San Giorio. Ospiti e operatori hanno lavorato per riordinare, foderare i libri, catalogarli e sistemarli sugli scaffali al fine di riaprire (dopo anni di chiusura) la biblioteca a novembre 2016. Il progetto è portato avanti in collaborazione con il Comune, per quattro ore alla settimana in sede e con un servizio di consegna e restituzione dei libri a domicilio dedicato a persone con scarsa autonomia.
I progetti di impegno civico possono anche riguardare azioni più piccole, come l’aiuto di un ospite e di un operatore ai volontari del progetto “Salviamo il Cibo”, che si occupano di distribuire il cibo proveniente dalle mense scolastiche ad alcune famiglie in difficoltà. Oppure l’intervento di un altro ospite e un operatore del CST di Coldimosso che, in collaborazione con il Comune di Susa, prestano il loro aiuto nella raccolta differenziata a una vicina di casa invalida.

Gli esempi riportati, insieme ad altre collaborazioni con associazioni e cooperative impegnate socialmente nel territorio della Valle di Susa, sono il modello di servizio aperto perseguito dalla Cooperativa che, aderendo all’orientamento culturale e alle scelte operative del network di Immaginabili Risorse (che riunisce in rete alcune realtà Pubbliche e del Terzo Settore del nord e centro Italia che si occupano di questi temi), intende cercare alleanze e reciprocità progettuali con partners del territorio interessati a progetti che tengano connessi la qualità della vita delle persone disabili con la qualità della convivenza sociale della collettività. Per chi fosse interessato a contattare la Cooperativa Il Sogno di Una Cosa il recapito telefonico è 011 9640496.