Distruggete lo Chaberton!!! Viaggio nella fortezza Le opere difensive del Colle dello Chaberton, il Centro 111

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Fotoreportage di OTTAVIO ZETTA

CESANA – Il Centro 111 era presidiato da 15 soldati e armato con due mitragliatrici che battevano il versante occidentale del colle. Presso l’ingresso, percorso un breve tratto del corridoio, si trovava il locale che ospitava il gruppo elettrogeno, che garantiva il funzionamento della ventilazione e dell’illuminazione. Era costituito da un piccolo motore a scoppio alimentato a benzina e da un generatore elettrico in corrente continua di bassa potenza. Il generatore di serie impiegato era il Tipo Condor U.1620, prodotto dalla Costruzioni Meccaniche Fratelli Guidetti di Milano: dotato di un motore monocilindrico di 247 cc, accoppiato ad una dinamo,poteva produrre 1,62 Kw. Superata una porta blindata a tenuta stagna, si accedeva all’interno del locale logistico dove convivevano i soldati per gran parte della giornata. Il ricovero, di circa 25 metri quadrati,era dotato di tutto quanto era indispensabile alla sopravvivenza in caso di isolamento forzato causato delle frequenti condizioni meteorologiche avverse: riserve d’acqua potabile, viveri, gruppo di filtrazione e ventilazione dell’aria, cucina. Dalla camerata si staccava il corridoio di servizio che portava alle diramazioni per le postazioni armate. Entrambe erano dotate di una mitragliatrice protetta da uno scudo corazzato composto da tre parti in grado di resistere a proietti di medio calibro. Al di sotto della corazzatura, attraverso un distributore, venivano collegate le maschere antigas che i militari dovevano indossare per non respirare le esalazioni nocive prodotte dalla polvere da sparo. La prima postazione ospitava la stazione fotoelettrica comunicante con il dirimpettaio Centro 112. Le diramazioni che conducevano alle postazioni armate comprendevano la riserva munizioni ed avevano un andamento spezzato in modo da diminuire l’onda d’urto verso il ricovero generata da eventuali esplosioni interne. Il Centro 111 era un’opera ad un solo livello, ovvero corridoi, ricovero epostazioni armate erano situati allo stesso livello.

Per maggiori informazioni consultare il libro: “IL MITO DELLO CHABERTON – storia ed escursioni” di Mauro Minola e Ottavio Zetta, edizioni “Susa Libri”.