Dopo Elena muore anche Cesare Favro. Una vita dedicata all’arte bianca Panificio Favro, laboriosità, concretezza e valori: la loro focaccia è diventa il simbolo di Susa

Cesare Favro nel suo laboratorio (Foto Famiglia Favro)Cesare Favro nel suo laboratorio (Foto Famiglia Favro)

SUSA – Se dici Susa dici Focaccia. Se dici Focaccia di Susa dici Favro. Una famiglia che da più generazioni rende felici i palati di segusini e turisti avendo donato alla Città un prodotto, anzi il prodotto, Doc per eccellenza, si potesse applicare la denomionazione ai prodotti da forno. In pochi mesi se ne sono andati i fratelli Favro, prima Elena adesso Cesare, classe 1936. La loro attività si perde negli anni, sulla facciata del loro storico negozio di Via Francesco Rolando, già Via dei Mercanti, c’è una lapide che ricorda il loro secolare impegno, iniziato per la famiglia nel 1870. Commercianti attenti seppero comprendere l’espansione dell’abitato, e quando sorse il quartiere “Dallas”, diversificare l’offerta con un nuovo negozio. Erano persone carismatiche,  di tempra e solide nei principi. Molto religiosi sapevano vedere prima le persone e poi i clienti, con un pensiero sempre ai loro dipendenti. Ora tocca ai suoi figli continuare la tradizione, Maria, Chiara e Davide, che da con la certezza che i prodotti Favro non deluderanno mai. “Fare le cose per bene e con tanta buona volontà”  era il suo segreto. Un altro pezzo di storia di Susa che ci lascia. Non la sua dolcezza.