Dopo la “marcia Notav” di Rivalta Foietta invita Marinari ad un confronto sul progetto della Torino-Lione "Il Comune si sta opponendo ideologicamente ad un progetto che non conosce. Sarebbe meglio per i rivaltesi se potessero partecipare alla sua sua definizione."

Paolo Foietta (Foto MC)Paolo Foietta (Foto MC)

TORINO  – Dopo la manifestazione “Notav” di sabato a Rivalta, che per la verità ha avuto un grande rilievo mediatico, soprattutto per la presenza (senza fascia) del neo Vice Sindaco torinese Guido Montanari, passato dal ruolo di assessore all’urbanistica rivaltese a quello ben più pesante all’ombra della Mole, Paolo Foietta, il Commissario di Governo della Torino – Lione, ha inviato una nota al sindaco “ultrà” Mauro Marinari, nella quale ribadisce la sua disponibilità ad un confronto diretto con l’amministrazione della cittadina.

La cosiddetta TAV, è una vera ossessione per il sindaco, che evidentemente su questo tema gioca molto della sua possibile rielezione nel 2017, comunque sabato ha coinvolto, al netto di addetti ai lavori della politica, sindaci della Bassa Valle Susa, esponenti del M5S, attivisti Notav e dei centri sociali, non più di una settantina di residenti. Una percentuale da prefisso telefonico marziano, rispetto ai 17.000 e oltre abitanti. Ma si sa, contano i voti nell’urna e non le teste ai cortei.

Foietta nella sua nota richiama ancora una volta l’invito ad un confronto istituzionale : “Rinnovo, la mia disponibilità ad un confronto, con l’ Amministrazione, sul progetto della tratta nazionale della nuova linea Torino-Lione attualmente in corso di verifica, valutazione ed approfondimento; parlarsi e discutere è sempre utile, anche con chi, come l’Amministrazione di Rivalta, esprime posizioni assolutamente distanti da quelle del Governo. Non ritengo invece utile partecipare ad un confronto pubblico: la pratica del confronto tra posizioni differenti e anche lontane, richiede la possibilità per tutti di esprimersi liberamente e senza condizionamenti, intimidazioni e contestazioni. Questo naturalmente non può avvenire in una sede organizzata, come spesso è in uso, attraverso “comitati di accoglienza”. Se l’ Amministrazione lo riterrò opportuno, potremo in quella sede valutare se esistono le condizioni e le garanzie per organizzare un confronto pubblico.”

 Architetto, che fa? Si sfila dalla fossa dei leoni?

  “Per niente. E che non mi sembra  utile usare l’arena per confrontarci con le Amministrazioni Comunali. Preferiamo ricercare il confronto  di merito sul  progetto anche con  Rivalta, così  come si è fatto con tutti gli altri Comuni , Rosta, Buttigliera, Rivoli, Grugliasco,  Orbassano,  e dove si è portato a termine un ottimo lavoro di progettazione condivisa che ha portato al miglioramento del progetto preliminare. Quello che proponiamo ancora  una volta a  Rivalta è “il confronto” sul progetto, che non è un totem ideologico e si  può modificare e migliorare.

Visto che Sindaco e Movimento Notav parlano di 7 anni di cantieri, devastazioni di aree agricole per 1 milioni di metri quadrati e addirittura di una nuova orografia, la “duna” di terra, con compromissione di beni culturali, come San Vittore, la vedo dura che si siedano a discutere

“Se si sedessero  ad un tavolo tecnico, intanto verrebbe fuori che stanno protestando contro un progetto preliminare oramai  superato che l’osservatorio sta migliorando, anche sulla base delle osservazioni e prescrizione fatte sul progetto preliminare dal parere della Commissione nazionale VIA e dalla proficua interlocuzione che abbiamo con le associazioni degli agricoltori (che partecipano all’Osservatorio)  Certo se invece si parla di opposizione ideologica al tunnel di base ed alle grandi opere, che non mi pare interessino il Comune di Rivalta, diventa  difficile dialogare. Oggi  stiamo definendo gli interventi sulle tratte di adduzione al tunnel del Moncenisio; ovvero come al 2030, data di esercizio del tunnel  di base, sarà possibile connetterlo al la rete ferroviaria italiana, adeguata a standard europei,  e quindi  ai poli produttivi delle grandi aree metropolitane; Torino, Milano, Genova .

I  primi cantieri su questa sezione partiranno non prima del 2021-22. Abbiamo  tutto il tempo per definire al meglio, insieme alle amministrazioni comunali, il progetto migliore delle tratte di adduzione  dal punto di vista ambientale e economico.”

 Quindi, dal suo punto di vista altre bufale Notav?

“Possiamo anche chiamarle   informazioni  vecchie e superate o informazioni non aggiornate, se le piace di più. Che non tengono conto che c’è un project review in corso e che si stanno considerando alternative ed opzioni differenti;  chi partecipa all’osservatorio queste cose le sa. Le recenti prospezioni geologiche servono proprio a progettare e valutare con tutti gli elementi tecnici necessari.”

  Faccia degli esempi concreti. Magari qualcuno li capirà

“Il racconto che viene presentato è vecchio di almeno 5 anni e  sembra costruito apposta  per allarmare  la cittadinanza;  la galleria  realizzata tra la provinciale per Rivoli e strada San Luigi è un modellino scala 1:4 , del passante ferroviario di Torino, realizzato nei primi anni del XXI secolo  in pieno centro di Torino,  che oggi, ospita case, strade, ma anche parchi e giardini. Questa galleria , che  è fatta di due scatole affiancate  di 10 metri di lato,  è diventata nel racconto  dell’Amministrazione e dei suoi “ esperti”  una trincea che è per definizione  “aperta” ed è rappresentata come  una sorta si linea rossa che taglia in due il paese.  

In Osservatorio stiamo  progettando di  affiancare le due canne; l’occupazione di suolo e la larghezza non sarà  quindi di 50 metri, ma di circa 20 metri; la larghezza ridotta dell’infrastruttura consente inoltre di distanziarsi di più dalle case e dalla Cappella di San Vittore.  Stiamo  valutando soluzioni per allontanarsi ulteriormente  dalla Cappella e dalle case.  E questo vale già per la Cascina Violino,  e per la zona dell’Ombelico dove, la soluzione condivisa con l’Amministrazione di Rivoli, consente di allontanarsi e non interferire con le abitazioni e neppure con le pertinenze dell’esercizio ricettivo.

 Nessuno pensa poi ad un megacantiere di 7 anni, ma a cantieri strutturati per lotti costruttivi della durata massima di 3 anni l’uno. Finito i primo cantiere avviene il ripristino, e quindi viene ricostruito, il campo, il prato che avrà le stesse funzionalità e caratteristiche paesaggistiche di prima del cantiere.

Sono  stati ridotti al massimo gli impatti da cantiere sul San Luigi e sull’ospedale di Rivoli. Stiamo valutando soluzioni alternative per  le piste di cantiere e le aree di accumulo del materiale, ricercando e condividendo soluzioni meno impattanti. Ci piacerebbe che l’amministrazione condividesse con noi  queste ipotesi progettuali e contribuisse a migliorare il progetto, se possibile producendo anche benefici ai residenti, Come è successo per le nuove  stazioni di Ferriere, Le Gru e  San Luigi, di cui beneficeranno dal 2021 gli utenti delle ferrovie metropolitane.”

Non ci ha detto nulla della “Duna” da materiale di scavo. Una montagna, secondo quanto ribadito sabato alla manifestazione.

“Le uniche montagne  sono il materiale di risulta delle cave già collocato in quell’area. La duna non è una montagna ma una rimodellazione del contesto morfologico  agricolo tra Strada San Luigi  ed il Tronchetto di Orbassano, vicino alle cave del Sangone. Consideriamo  questo ambito agricolo importante e da valorizzare;  per questo  avvieremo un lavoro con  le Associazioni Agricole proprio per definire una soluzione condivisa e migliorativa, anche per migliorare la qualità dei terreni e della loro irrigabilità. Non abbiamo totem, c’è il tempo per studiare e approfondire  e  siamo disponibili a valutare e discutere anche opzioni differenti.”