Due escursionisti rivolesi perdono la vita sulla montagna sopra Rubiana Ritrovati in mattinata in fondo a un canalone i corpi due amici dati ieri sera per dispersi

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RUBIANA – Sono precipitati in un canalone attorno ai 2000 metri i due escursionisti di Rivoli  che ieri pomeriggio non avevano fatto ritorno a casa e per cui dalla tarda serata si era attivato il disposivo di ricerca e soccorso con l’impegno sul campo, coordinati dai Carabinieri,  dal Soccorso Alpino della Finanza, di diverse unità del Soccorso Alpino e dei Vigili del Fuoco. Con “campo base” in Borgata Favella dove erano presenti anche volontari della Croce Rossa. Le squadre hanno battuto la zona anche a tarda notte, coadiuvati anche dai cani da ricerca e stamattina è intervenuto anche l’elicottero dei Vigili del Fuoco, ma la neve che stava cadendo in quota ne ha reso inefficace l’operatività.

Stamani all’alba i soccorritori si sono rimessi a battere la zona più intensamente  e attorno alle 8,45 sono stati individuati i corpi dei due amici. Entrambi precipitati da un lungo canalone sulle rocce sottostanti nella zona  fra il Collombardo ed il Civrari a circa 2.000 metri di quota lungo il sentiero che dalla Borgatsa Tavella porta al Colle della Croce a 2.234 metri. La morte risalirebbe al pomeriggio di ieri, e i due sarebbero caduti per cause ancora da accertare, forse a causa di uno scivolamento durante la discesa affrontata di corsa.  Si tratta di un settantenne, Fiorenzo Praturlon, originario di San Vito al Tagliamento e un sessantenne, Roberto Rolfini tutti e due residenti a Rivoli e appassionati soprattutto di running. Entrambi erano infatti molto noti negli ambienti della corsa in montagna e ritenuti escursionisti esperti.

Ma in questa stagione con erba e terreno gelato, la montagna è particolarmente pericolosa anche sui sentieri, dove basta un piede messo male per scivolare e ancora peggio sui piani erbosi. Cosa che forse i due sfortunati amici hanno sottovalutato. E l’escursione intrapresa ieri è sconsigliata con neve e ghiaccio, nella prima parte perché non è facile individuare il sentiero, e proprio nella parte finale dopo la Costafiorita si rischia di scivolare sui pendii laterali sono molto ripidi.