Due spaghetti con il Papa Il racconto di Carlo Vayr a cena con Bergoglio

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CONDOVE- Indovina chi viene a cena? Così s’erano rivolti a Carlo, in viaggio a Buenos Aires, a casa di un amico. Era il 2011 e il nostro amico si trovava dall’ingegner Aldo Carretti, un italiano emigrato in Argentina, con altri italiani per una cena di piacere, tra ricordi della Patria e progetti in Sud America. “Mi dicono che arriverà un cardinale a cena e io rimango sorpreso e dichiaro che non ho giacca né cravatta e non so come presentarmi” ricorda Vayr “scoppia una risata e io rimango sbigottito!”. “La cravatta, mi dice il mio amico, non è affatto necessaria, anzi il cardinale è una persona assolutamente posata e senza cerimoniali” racconta Vayr. Così, puntualissimo, all’ora di cena, ecco arrivare padre Jorge Mario Bergoglio. “Un uomo coltissimo con una grande semplicità; abbiamo parlato della scuola salesiana e delle sue origini italiane”. Poi accade che nel 2013 si affaccia dal balcone vaticano il nuovo papa, dichiara di prendere il nome di Francesco e  Carlo, che sta guardando in Tv l’elezione pontificia, pensa tra sé e sé: “Io quell’uomo l’ho già visto…”.