Duro attacco del movimento No Tav…contro i Cinque Stelle L'Appendino dichiara e la Frediani scrive

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TORINO- Sarà che i comuni della valle, una volta uniti almeno in due Comunità Montane, ora sono divisi in cinque, sarà che che la Città Metropolitana si è mangiata in un boccone le valli, sarà anche che non esistono più i partiti (che un collante organizzativo l’avevano) ma oggi la politica la detta Torino; in valle neppure un sospiro. Così al primo consiglio comunale “metropolitano” il nuovo sindaco dice ciò che è ovvio, o dovrebbe esserlo. Che un rappresentate delle istituzioni, che porta la fascia tricolore ed ha giurato sulla Costituzione e dietro le spalle ha il ritratto del Presidente della Repubblica, affermi di essere solidale con le forse dell’ordine è da paese civile. Tutto i resto è repubblica delle banane o poco più. Apriti cielo!!! Sullo sfondo sono rimaste cinque stelle, quelle grilline e per terra i No Tav che pensavano di aver trovato in Sala Rossa un alleato e si ritrovano quello che hanno definito un consiglio come tutti i precedenti.

La cosa inconsueta, almeno in quegli ambienti, che ha stupito molto è stato l’attacco diretto ai Cinque Stelle valsusini che adesso si trovano  in una posizione particolare. Più Cinquestelle e dunque istituzionali o più Notav e quindi contro se stessi: roba da Pirandello. Chi pare avere le idee chiare anche se non ha espresso una posizione chiara sul partito, ops movimento, è Francesca Frediani. Donna intelligente e colta ha usato il suo profilo Facebook per rispondere più di clava che di fioretto. “Vivo in Valsusa da oltre 30 anni. Qui ho scelto di comprare casa, con un mutuo che mi impegnerà per i prossimi 30 anni. Qui ho scelto di fare nascere i miei 3 figli. E pretendo che questa valle sia un posto in cui crescere è bello e sicuro. Non un cantiere a cielo aperto.Sono sempre stata presente alle manifestazioni. Ho respirato lacrimogeni come tutti voi. Ero presente nelle aule dei tribunali, nelle assemblee, nei presidi. Da quando sono Consigliere ho cercato di intervenire ogni volta che si è resa necessaria un’attività di mediazione durante le manifestazioni, ogni volta che servivano informazioni su persone fermate dalle Fdo e portate non si sa dove, ogni volta che era necessario fare un sopralluogo. Nel corso della mia attività nelle istituzioni ho presentato esposti, depositato decine di interrogazioni e atti d’indirizzo, segnalato l’incompatibilità di Virano e presentato opposizione al suo ricorso. Ho chiesto e ottenuto tonnellate di dati e documenti. Letto ed esaminato pagine e pagine di delibere”. Già ma il movimento torinese non sembra seguire la sua posizione e viceversa.

Sempre nel consiglio torinese siede Osvaldo Napoli, e che piaccia o no ha una tale esperienza politica che neppure tutti gli altri insieme hanno. L’Osvaldo lancia un messaggio: “Il movimento No-Tav ha espresso il proprio risentimento per la solidarietà manifestata dal sindaco Appendino alle forze dell’ordine colpite durante i disordini al cantiere di Chiomonte. I No-Tav, molti dei quali lavorano con l’attuale giunta comunale, stanno scoprendo come cambia la prospettiva, e quindi l’atteggiamento mentale, quando lo stesso problema è visto dal lato delle istituzioni. Si tratta ora di capire se il sindaco e la giunta comunale di Torino pensano di continuare a essere fieri avversari dell’opera e, nello stesso tempo, criticare e condannare i manifestanti No-Tav. L’attacco dei centri sociali alla giunta Appendino dimostra come una parte dei NO TAV preferisca la violenza alla dialettica, al confronto e al rapporto istituzionale. Mi auguro che l’Appendino sappia fare sintesi rispetto all’attacco ricevuto. Governare nell’ambiguità è difficile per chiunque. Per i Cinquestelle è addirittura vietato perché hanno fatto della trasparenza e dell’onestà i loro cavalli di battaglia. E al sindaco chiediamo, appunto, di essere trasparente sulla TAV“.