Due nuovi cahier dell’Ecomuseo Colombano Romean dedicati a cave e miniere del’Alta Valsusa I libri presentati sabato 25 presso la sede del Parco Alpi Cozie

Gli autori dei cahier, Zeno Vangelista, Ferruccio Rey, Renato Sibille, Piero BrizioGli autori dei cahier, Zeno Vangelista, Ferruccio Rey, Renato Sibille, Piero Brizio

SALBERTRANDL’Ecomuseo Colombano Romean ha presentato sabato 25 febbraio, presso la Sede del Parco Alpi Cozie di Salbertrand i due nuovi cahier sulle Cave e miniere dell’Alta Valsusa.

In sintesi la storia dell’estrazione di pietre e minerali nell’Alta Valle di Susa dal V sec. a.C. ai giorni nostri.

La presentazione

Di fronte alla sala gremita di uditori, con purtroppo pochi giovani, e attenti spettattori, quasi tutti, di una certa età e per la maggior parte attori negli eventi descritti nei cahiers, si sono alternati Piero Brizio dell’Associazione Piemontese di Mineralogia e Paleontologia, Renato Sibille  che con piglio teatrale ha letto alcune testimonianze contenute  facendo emozionare non poco alcuni presenti.

Zeno Vangelista geologo del Consorzio Forestale Alta Valsusa che ha curato l’elaborazione cartografica e ha spiegato, al pubblico, le difficoltà di estrazione dovute alla particolare orogenesi della Valle e la conseguente chiusura dei siti di estrazione per antieconomicità.

Particolarmente toccante è stata l’esposizione di Ferruccio Rey, figlio di un minatore e  tecnico minatore a sua volta che involontariamente è stato la “causa” della stampa di due sostanziosi volumi invece che di uno solo come previsto, in quanto in possesso di una incredibile documentazione riguardante l’argomento.

La produzione di queste due opere ha richiesto decenni di lavoro tra ricerche bibliografiche e sul campo e confermano l’impegno profuso dall’Ecomuseo Colombano Romean nel recuperare e rendere disponibili a tutti fatti ed eventi che altrimenti andrebbero perduti.

A fare gli onori di casa, il Sindaco di Salbertrand Riccardo Joannas, il Presidente del CFAVS, Massimo Garavelli, il Presidente dell’Unione montana Alta Valsusa, Piero Nurisso e  Enzo Vayr del CeSDoMeO (Centro Studi e Documentazione della Memoria Orale) di Giaglione. Con loro il direttore del CFAVS Alberto Dotta nella vestevperò di suonatore di ghironda.

I cahier


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l Cahier n 26 “Cave e miniere dell’Alta Valle Dora” è stato pubblicato a fine 2016 ed è curato da Piero Brizio dell’Associazione Piemontese di Mineralogia e Paleontologia con il contributo di Zeno Vangelista, geologo del COnsorzio Forestale dell’Alta Valsusa, per l’elaborazione cartografica. Consiste in una minuziosa ricerca bibliografica che ricostruisce la storia delle miniere, delle cave, degli assaggi e delle ricerche minerarie in Alta Valle di Susa dal XII secolo al Novecento, quando l’antieconomicità dei giacimenti e dei metodi di estrazione ne hanno decretato la fine.

Il Cahier n. 27, “Viaure come un ours din quellou precipice! Cave e miniere nell’Alta Valle della Dora”, fresco di stampa, è opera di Renato Sibille e rappresenta la seconda parte della ricerca mineraria e mineralogica in Alta Valle di Susa. Il lavoro va ad approfondire quanto introdotto dal cahier precedente e a trattare l’aspetto sociale e economico dell’attività di sfruttamento delle risorse del territorio, con particolare riguardo alle miniere della Fiat di Valle Stretta e Salbertrand (Seguret e Himbert), alle cave del gesso di Signols e della Baume e al “Marmo verde Alpi” di Cesana. Al termine del Cahier le conclusioni e la cartografia a cura di Zeno Vangelista ci illustrano gli aspetti prettamente geologici.

Come afferma Massimo Garavelli nella presentazione del Cahier, “La disponibilità degli archivi familiari di Ferruccio Rey, il cui padre Edoardo fu il responsabile del cantiere Fiat del Banchet in Valle Stretta e poi di quello di Traversella, ci ha permesso di far rivivere gli anni dell’autarchia, la sua durezza nella vita di un paese comunque povero dove i minatori vivevano in condizioni limite, oggi immaginabili solo nei paesi del terzo mondo. Altra vera chicca di questa pubblicazione è rappresentata dai documenti messi a disposizione dalla famiglia Pozzallo relativi alle cave e alla fabbrica del gesso di Signols con planimetrie, progetti e disegni introvabili e tecnicamente invidiabili ancora oggi”.

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