Ernesto Gallo

Ernesto GalloErnesto Gallo

SANT’AMBROGIO. E’ mancato Ernesto Gallo, classe 1919, novantesei anni portati in piena forma con lucidità e grande memoria. Santambrogese Doc nato e vissuto nella casa di famiglia nel centro storico del paese sotto la Sacra. Passo la gioventù negli anni del regime tra parate in divisa e adunata del sabato, poi dopo aver passato la visita medica a diciotto anni eccolo alle prese con la naja. Nel Paese c’era la grande esortazione alla conquista, l’Italia dopo la guerra in Africa Orientale era un Impero; le fabbriche producevano e anche in valle si respirava un’aria di fiducia. Ernesto fu inquadrato nelle truppe alpine, battaglione di servizio ad Exilles dentro la fortezza utilizzata come centro di vestiario e approvvigionamento. Siamo negli anni Quaranta e da li passarono centinaia e centinai di giovani appena arruolati. Ricordo di quando il signor Ernesto mi raccontava di quel periodo, era li a dare le divise ai suoi coetanei, ad armarli e vestirli. Nessuno sapere fare lo zaino e così al costo si una cena in trattoria lui faceva da maestro! Un anno in occasione della festa sezionale ad Exilles mi prese sotto braccio e mi accompagnò su e giù per i prati sotto il forte. Alzava il dito, indicava delle rocce e mi spiegava quali erano i passaggi per scappare di notte senza essere visti per una bevuta in paese. Terminata la guerra eccolo alle prese con i macchinari della Moncenisio a Condove. Passò lunghi anni di lavoro sempre con dedizione, volontà e precisione nel fare guadagnandosi anni dopo la qualifica di “anziano della Moncenisio”. Il sorriso sempre bonario, una lucidità fresca e consapevole erano le sue caratteristiche oltre la sua alpinità manifestata in tante occasioni come decano del Gruppo di alpini di Sant’Ambrogio. Con il signor Ernesto scompare una generazione che rappresentava la storia e le avventure di una comunità, la gioventù nell’essenziale, le pene della guerra, la fatica della ricostruzione e la serenità del ricordo.