Fabrizio Borgesa, il sindaco della Chiusa "Il chiusino sa darsi da fare ed ha un cuore grande e generoso"

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CHIUSA S.MICHELE. Ecco i fatti salienti. Una laurea in Giurisprudenza, una vita nelle assicurazioni, un matrimonio e due figli. Un cognome che non è come i Cantore che riempe la rubrica telefonica ma è molto conosciuto alla Chiusa: Borgesa. Fabrizio è al primo mandato da sindaco ma ha l’aspetto talmente sicuro e pacato con l’autorevolezza che ne segue, che sembra li da sempre. Non credo che abbia molto tempo libero è notte e pure domenica; chiedo scusa e comincio.

Parliamo prima di Chiusa San Michele. Quanti abitanti ha? Qual’è il bilancio del comune?

Chiusa ha circa 1700 abitanti, di cui circa il 10% sono di origine straniera e quasi tutti molto ben integrati. Il bilancio del Comune è di circa 2.300.000 euro.

Descrivimi il chiusino.

E’ sempre difficile generalizzare, posso comunque dire che la nostra gente ha una spiccata attitudine all’aggregazione: in paese ci sono una quindicina di Associazioni attive negli ambiti più svariati. Ci sono poi molti volontari che si rendono disponibili per dare una mano a chi ha più bisogno e per rendere più bello e vivace il paese.

Quali prospettive ha il comune?

Le prospettive del Comune dipendono principalmente delle risorse che lo Stato ci metterà a disposizione. In questi anni abbiamo assistito ad un progressivo e continuo taglio di fondi, costringendoci a fare i ragionieri, più che gli amministratori. Togliere risorse all’istituzione pubblica più vicina ai cittadini è per me una scelta politica miope e grave per la tenuta del Paese.

Ritieni che l’accorpamento con altri comuni, non solo di funzioni, potrebbe essere una soluzione per fornire maggiori servizi?

L’accorpamento di funzioni è una strada utile per migliorare la qualità del lavoro del personale e i servizi ai cittadini. E’ una strada che stiamo percorrendo con i comuni di Caprie e Vaie, con gradualità ma con molta convinzione : non mancano le difficoltà ma sono certo che i risultati si vedranno. Vedo però che tutti i provvedimenti statali vanno nella direzione di spingere i Comuni alla fusione e su questo non sono d’accordo. In cambio di risparmi minimi si cancellerebbero identità importanti e, in fondo, si ridurrebbe ancora la partecipazione democratica e la rappresentanza.

Una cosa che ti ha dato soddisfazione nel tuo amministrare e un sogno che hai.

La soddisfazione più grande è stata incontrare tante persone che amano il proprio paese e hanno voglia di rimboccarsi le maniche: non mi sono mai sentito solo, anche perché con tutto il gruppo di maggioranza c’é un rapporto di totale fiducia ed amicizia. Il sogno è di poter realizzare alcune opere che, grazie anche alla vicinanza con la Sacra di San Michele e a percorsi come la Via Francigena, possano fare di Chiusa una tappa significativa di un percorso turistico sostenibile, con un’offerta culturale, naturalistica e sportiva che possa anche creare opportunità lavorative. Ci stiamo lavorando…

E adesso tocca a te. Riavvolgi il nastro della tua vita alla Chiusa e descrivimi i tuoi fatti salienti in paese.

Io vivo a Chiusa da sempre e davvero sento che qui ci sono le mie radici. Ripenso, ad esempio, alle fondamentali esperienze nel gruppo giovani della Parrocchia, nell’Azione Cattolica, le attività con i ragazzi dell’Oratorio e i campi estivi a Bessen Haut : in quegli anni si sono formati i valori più importanti e sono nate quelle amicizie vere che ti accompagnano per tutta la vita. Sono davvero fiero del mio paese ed essere stato chiamato ad esserne il Sindaco è stato motivo di grande orgoglio e responsabilità.

La prima volta che hai votato dove hai messo la croce? E l’ultima?

I miei riferimenti politici sono sempre stati nell’area del centro-sinistra. Il mio primo voto andò alla Democrazia Cristiana, nella sua componente di sinistra. L’ultima volta, alle Europee, ho votato il Partito Democratico. Devo però confessare che, in questo momento, mi sento un pò un “profugo politico”, senza riferimenti convincenti. E questo non mi piace.

Risposte di cuore, sicure e… aperte che per arrivare dal primo cittadino della Chiusa potrebbero sembrare un paradosso. Comunque qui in paese mi sembrano testoni il giusto, se arrivato fin qui Carlo Magno dovette cercarsi un sentiero in montagna per non entrare in paese, un motivo ci sarà pure stato.