Dal Governo torna il “Fondo integrativo per la montagna”. Sarà destinato a combattere la desertificazione commerciale nei piccoli Comuni Il provvedimento prevede 20 milioni di euro per i piccoli comuni interamente montani. I bandi saranno gestiti dalle Regioni

Exilles - Il centro storicoExilles - Il centro storico

Non saranno cifre enormi una volta calate sui territori, ma intanto torna a disposizione dei Comuni della Montagna italiana un fondo che era sparito dai bilanci dello Stato degli ultimi anni. Il reintegro del “Fondo integrativo per la montagna”  è stato approvato in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni la scorsa settimana, e va a coprire anche le annualità di mancata erogazione.

La dichiarazione del Ministro Enrico Costa

E’ stato lo stesso Ministro degli Affari Regionali Enrico Costa con delega alla Montagna a illustrarne la destinazione:  “Una delle cause principali dello spopolamento delle zone di montagna è determinato dalla carenza o dalla assoluta mancanza di attività commerciali. Infatti, mantenere un piccolo negozio in aree montane marginali è difficile, in quanto il bacino d’utenza è oggettivamente ridotto. Proprio per questo, abbiamo pensato di destinare le risorse del Fondo nazionale per i Comuni montani per sostenere le attività commerciali dove siano carenti o assenti. 

Si tratta di un intervento molto concreto – ha concluso il Ministro cuneese – che produrrà effetti tangibili sulla quotidianità delle persone, garantendo servizi sia tradizionali che innovativi ai cittadini. Confidiamo che l’importanza della misura possa contribuire a invertire la tendenza allo spopolamento di vaste zone delle nostre montagne”.

Il bando nazionale per i Comuni

La Conferenza Unificata ha così approvato il bando relativo al Fondo nazionale integrativo per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro (14.728.870 euro disponibili per il triennio 2014-2016 e 4.324.717  di euro per il 2017). La cifra  è destinato ai comuni totalmente montani, in cui gli esercizi commerciali non siano presenti o siano carenti.

I Comuni interessati potranno richiedere il finanziamento da destinare per le seguenti finalità:

  • incentivazione agli esercizi commerciali per l’avvio, il mantenimento o l’ampliamento dell’offerta commerciale anche in forma di multiservizi (tra cui, acquisto di arredamento, realizzazione o partecipazione a siti di e-commerce, acquisto o noleggio di strumenti per la realizzazione di internet point);
  • servizi di consegna su ordinazione delle merci a domicilio;
  • servizi di trasporto, ove mancanti o non sufficienti a rispondere alle esigenze della popolazione locale con particolare riferimento a quella residente nelle frazioni, per il raggiungimento delle sedi dei mercati nell’ambito dei territori montani.

Solo in Piemonte sono 80 i Comuni senza un’esercizio commericiale, 300 quelli dove il rischio di non avere più un bar o un negozio è forte. E almeno 600 i Comuni senza esercizi commerciali in Italia.

Il Bando nazionale, che si aprirà a breve, prevede il finanziamento di:

  • 57 progetti di durata pluriennale (3 per Regione) da 100.000 euro ciascuno, per un importo totale di 5,7 milioni di euro;
  • 57 progetti di durata pluriennale (3 per Regione) da 100.ooo euro ciascuno, per un importo totale di 5,7 milioni di euro;
  • 534 progetti annuali da 25.000 euro ciascuno, ai quali sono destinati complessivamente 13.350.000 euro.

Queste quote sono attribuite a ciascuna Regione sulla base di coefficienti individuati dall’Istat.

Complessivamente i Comuni del Piemonte  avranno a disposizione quindi oltre un milione di euro
Alla valutazione dei progetti provvede ciascuna regione, che stilerà una graduatoria finale tenendo conto dei seguenti criteri sulla base delle richieste presentate dai comuni:

  • assenza o carenza di esercizi commerciali nel territorio comunale;
  • destinazione del finanziamento ad attività commerciali che funzionino anche come dispensatrici di servizi utili per la popolazione;
  • incremento dell’occupazione della popolazione locale;
  • destinazione del finanziamento alla creazione di centri multiservizi in cui sia inclusa la vendita di prodotti locali.

La dichiarazione di Lido Riba Presidente dell’Uncem

Ovviamente da parte di Uncem c’è soddisfazione per il provvedimento: “Con il rifinanziamento del fondo nazionale per troppi anni rimasto senza copertura si dà una boccata di ossigeno ai piccoli comuni di montagna. Di questro dobbiamo ringraziare il Ministro Costa per il suo impegno – ha detto Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte – Lo abbiamo condiviso in diverse occasioni. Questo tassello, nelle politiche nazionali e locali, è molto importante. Dare alla montagna nuovi strumenti per generare impresa e valore è fondamentale.

Il fondo di 20 milioni di euro può certamente aiutarci a proseguire un intenso lavoro che stiamo facendo anche verso la ‘fiscalità di vantaggio’, che deve essere presto introdotta nelle aree montane. Oggi i sindaci più che mai hanno bisogno di strumenti per garantire servizi e pari opportunità di crescita socio-economica nelle Terre Alte. E’ però indispensabile che si attivino per pensare alla progettazione. Solo chi ha idee e progetti cantierabili riesce poi a beneficiare dei vari bandi, compreso questo”. 

L’approccio corretto infatti è quello espresso da Riba. Calare le idee in pre-progetti e ricercare canali di finanziamento su cui appoggiarli e non viceversa.