Fora l’Ours! nel week end a Mompantero Torna la tradizionale rappresentazione del "ballo con l'orso" selvatico

L'Orso di Mompantero (Foto Pro Loco Mompantero)L'Orso di Mompantero (Foto Pro Loco Mompantero)

MOMPANTERO – Come ogni anni a cavallo tra gennaio e febbraio si ripete a Mompantero, o meglio a Urbiano – per la precisione – Frazione “semiautonoma” ai piedi della strada per il Rocciamelone va in scena in piazza il  “Ballo dell’Orso”, rituale unico, ma che trova posto fra le diverse rappresentazioni che su tutte le Alpi vari fanno riferimento al “Salvaj” l’uomo selvatico e accompagnano il passaggio fra inverno e stagione che segue. Che poi il cristianesimo farà coincidere con la Candelora.  Qui la data è quella di Santa Brigida, che segue peraltro il 31 gennaio, giorno dedicato a Sant’Orso.

La sera precedente la festa si svolge un corteo notturno alla ricerca dell’orso cui prendono parte gli abitanti del paese, alcuni dei quali, raffiguranti i cacciatori, armati di fucile, hanno corde legate in vita e portano un bastone e una fiaccola e partono per la montagna. I bambini invece girano per la frazione Urbiano bussando alle porte delle case e gridando “Fòra l’OrsI”: gli abitanti, ovvero gli orsi in letargo, dovrebbero ricompensarli con dolcetti o uscire a festeggiare con loro. Il giorno dopo mentre tutto il paese aspetta in piazza, l’“Orso”, ovviamente un uomo mascherato,  vestito di pelli di capra, viene condotto incatenato lungo le strade del paese dai bambini che lo trascinano con le corde e lo sbeffeggiano. Lo accompagnano i cacciatori che tentano di placarlo, un po’ a bastonate, ma soprattutto dandogli da bere del vino per mezzo di un grande imbuto che l’animale si tiene con la…zampa e che usa anche come megafono, oltre che per amplificare le sue urla beluine.

Bersagliato da insulti e dispetti, l’orso che nel frattempo tracanna sul serio, arriva in piazza ormai quasi addomesticato e sceglie la ragazza più bella e con lei inizia a ballare accompagnato dalla musica. Al termine del ballo con la fanciulla, ormai domato, innocuo e decisamente alticcio,  l’Orso viene scacciato dal paese e condotto dai cacciatori in un luogo nascosto e liberato.  La vera identità della persona che veste i panni dell’orso è tenuta segreta: solo i cacciatori ne sono a conoscenza e scoprirne il travestimento è argomento  di discussione, mai svelata dai figuranti.

C’è anche da  augurarsi che il tempo non sia troppo clemente: il  proverbio pantrén infatti dice che se “l’ours fai secha soun ni, per caranto dzuern a sort papì” , cioè  “se l’orso fa seccare la sua paglia, non esce più per 40 giorni”. Il che vuol dire che se il giorno della festa fa bel tempo, l’ inverno torna indientro di  altri 40 giorni, mentre se il giorno della festa fa brutto tempo e quindi la paglia non “secca”, la bella stagione è ormai in arrivo.

 Il Programma
Sabato 30 gennaio – Nel pomeriggio distribuzione dei Sonetti della Banda di Mompantero per le vie di Urbiano
Alle ore 20.30: ‘‘Mingia e beiva” passeggiata enogastronomica per le vie di Urbiano e caccia all’Orso. con la partecipazione dei Giovani  Musicanti di Mompantero: percorso in 8 tappe con degustazione  prodotti tipici a 13 € gli adulti e gratis per i ragazzi sino a 1o anni (si consiglia di  prenotare al 349.8053424)
Domenica 31 gennaio – “Fora l’Ours” in Frazione Urbiano
Alle ore  10,30 S. Messa nella Chiesa di Santa Brigida
Alle ore 14,30 Sfilata dell’Orso aperta dal Gruppo folkloristico di Novalesa seguiti dai bimbi in costume e dalla Banda Musicale di Mompantero, Banco di Beneficenza e Vin Brulè per tutti.
Al termine merenda sinoira in compagnia degli ospiti.