“Fora L’Ours!” questo weekend ad Urbiano Sabato 4 e domenica 5 febbraio torna la tanto attesa caccia all'orso

Fora L'Ours 2016. Foto: Dimitri LombardiFora L'Ours 2016. Foto: Dimitri Lombardi

MOMPANTERO – Si terrà questo weekend ad Urbiano, frazione di Mompantero, la tradizionale festa del “Fora L’Ours”. La manifestazione affonda le sue radici in tradizioni antichissime che risalgono ai romani e ai celti che hanno popolato le valli piemontesi nei secoli passati; proprio qui, ai piedi del Rocciamelone, va in scena in piazza il  “Ballo dell’Orso” che fa riferimento alla figura del “Salvaj”, l’uomo selvatico, simbolo del passaggio da inverno a stagione primaverile.  L’evento, organizzato in concomitanza con i festeggiamenti per Santa Brigida che è celebrata dal calendario cristiano il 1° febbraio, per comodità si svolge ogni anno il primo weekend di febbraio.

Sabato 4 febbraio, alle ore 20.30, è organizzata per le vie di Urbiano la camminata enogastronomica “Mingia e beiva” con la quale si apre la ricerca dell’Orso; il percorso si sviluppa in 8 tappe e propone un menù a base di prodotti locali e tanto buon vino (costo €13; prenotazione obbligatoria al 3498053424). La serata sarà intrattenuta dai cacciatori e da alcuni giovani musicanti.

Domenica 5 febbraio alle ore 9.30 verrà celebrata la Messa nella Chiesa di Santa Brigida. Nel pomeriggio, alle ore 14.30, i bimbi in costume accompagneranno la sfilata dell’Orso, incatenato, insieme ai cacciatori che, per le strade del paese, tenteranno di placarlo a bastonate e gli daranno da bere del vino per mezzo di un grande imbuto.
Bersagliato da insulti e dispetti, l’orso arriva in piazza ormai quasi addomesticato e sceglie la ragazza più bella con cui ballare, accompagnato dalla musica suonata in occasione dalla Banda Musicale di Mompantero. Al termine del ballo con la fanciulla, ormai domato, innocuo e decisamente alticcio,  l’Orso viene scacciato dal paese e condotto dai cacciatori in un luogo nascosto dove, si dice, sarà liberato. La vera identità della persona che veste i panni dell’orso è tenuta segreta: solo i cacciatori ne sono a conoscenza e scoprirne il travestimento è argomento  di discussione, e non viene mai svelata dai figuranti.

C’è anche da  augurarsi che il tempo non sia troppo clemente: il  proverbio infatti dice che se “l’ours fai secha soun ni, per caranto dzuern a sort papì” , cioè  “se l’orso fa seccare la sua paglia, non esce più per 40 giorni”. Il che vuol dire che se il giorno della festa fa bel tempo, l’ inverno torna indietro di  altri 40 giorni, mentre se il giorno della festa fa brutto tempo e quindi la paglia non “secca”, la bella stagione è ormai in arrivo.