“Forever young”: il sogno dei babyboomer

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Restare giovani per sempre, non invecchiare mai sono sogni, chimere inseguiti da sempre, lanciando radici fino ai miti della classicità. Tema, topos letterario e sociale con cui si cimenta Fausto Brizzi, nel suo nuovo film, nelle sale in questi giorni, dallo scorso week-end. Un’interpretazione, quella di Brizzi, come suggerisce il titolo all’inglese, tutt’altro che paludata, attualizzandolo e portando sullo schermo proprio chi, in questi anni, si trova a fare i conti con le prime rughe, i primi fiatoni, i primi cali dovuti al fisiologico invecchiamento. Si tratta della generazione di chi era giovane nei ruggenti anni ’80 e che ora affronta la mezz’età, spesso cercando di fuggirla, di osteggiarla, invece che accettarla e assecondarla. I protagonisti di “Forever young”, novelli Peter Pan, sono legati dalla spasmodica fuga dall’inesorabile invecchiamento. Giorgio e Angela cercano l’amore con ventenni, Diego è un dj che deve lottare contro gli Youtuber, Franco frequenta ossessivamente palestre. Personaggi dipinti dal regista-sceneggiatore con un mix di comico e di grottesco. Un mix che, nelle intenzioni dichiarate di Brizzi, vuol essere crudele, sarcastico, per mettere a nudo quella società dell’eterna giovinezza, finta con la cosmetica, la chirurgia, il fitness; quella società che costringe però chi ha superato i quaranta a reinventarsi in lavori nuovi, rapporti sentimentali nuovi, rimettendosi alla pari con chi, come i propri figli, è alla icerca del primo impiego o della prima relazione importante. In realtà, dalla visione della pellicola, la vena “cattiva” cercata da Brizzi viene superata da quella più comica, quasi per pudore di infierire su questi maturi goffamente travestiti da giovani.

Interessanti  spunti proposti da un film dai toni piacevoli che fa ridere delle ingenuità dei protagonisti, ma allo stesso tempo fa riflettere soprattutto la generazione dei genitori. Generazione che può ritrovarsi nelle storie dei personaggi anche grazie alla colonna sonora che pesca tra i grandi successi degli anni ’80 e ’90. Una visione interessante soprattutto per chi può identificarsi con Diego, Giorgio, Angela o Franco, per chi oggi deve ad appendere al chiodo i fasti di una gioventù vissuta negli anni del boom economico, guadagnandosi la rutilante etichetta di “baby boomer”. Necessità di lasciarsi alle spalle ricordi luminosi proprio nel frangente in cui la società accompagna, con la lunga e disorientante crisi economica, il disorientamento di dover affrontare la propria decadenza fisica. Insomma: una bella serata di buon cinema che, come tutte le commedie all’italiana, è efficace proprio perché ci fa ridere di noi stessi e dei nostri difetti.

Interessante anche il cast di Brizzi, che si affida ad alcuni dei volti più celebri per il grande pubblico: da Fabrizio Bentivoglio a Sabrina Ferilli, da Teo Teocoli a Lilo, fino a un bel cameo di Nino Frassica.