Forse un medico di base temporaneo per Tetti Francesi

RIVALTA – Una raccolta firme per riavere un medico di base. È grave il disagio che alcuni residenti della frazione Tetti Francesi stanno vivendo, costretti a spostarsi a Piossasco Bruino e Volvera – non facilmente raggiungibili da chi è anziano o non dotato di mezzi di trasporto propri – per assicurarsi l’assistenza medica di base. Infatti Stefano Sapone, il medico che fino a domani 31 dicembre avrà in carico oltre 1200 pazienti nella frazione, dal prossimo lunedì non aprirà più lo studio di via I° Maggio 85 per raggiunti limiti di età. “Dall’Asl To3 alla quale ci siamo rivolti ci è stato spiegato che, viste le graduatorie, per l’assegnazione di un altro medico dovremo aspettare fino ad aprile o maggio – raccontano i residenti – Così ci siamo rivolti al nostro Sindaco per avere aiuto e supporto”. Dalla corrispondenza e dalle telefonate intercorse fra il primo cittadino rivaltese e la Dirigenza Generale Asl To3 non era però scaturita fino a oggi alcuna soluzione, vista che la possibilità di inserire un medico in via provvisoria in attesa delle graduatorie era stata rigettata dal Comitato Aziendale di Medicina Generale. “Si tratta di una difficoltà forte per i pazienti, di cui tanti sono avanti con l’età e che si trovano dirottati verso altri Comuni, non facilmente raggiungibili per tutti. – spiega il Sindaco Mauro Marinari – Perciò esistono motivi validi per richiedere una sostituzione temporanea, che abbiamo cercato di facilitare anche mettendo a disposizione i locali ove ha la sede Fidas Adsp Tetti Francesi, con il gentile consenso del Presidente Vincenzo D’Anna”.  Ma ora l’attesa di un risultato positivo dei contatti intercorsi fra Sindaco e Dirigenza Generale potrebbe essere finita. Infatti, di fronte al duro “no” all’inserimento di una figura temporanea espresso dai Comitati Aziendali di Medicina Generale – composti da medici e sindacati – sta prendendo una ferma posizione il Direttore generale dell’Asl To3 Flavio Boraso che lunedì prossimo scriverà in Regione per comunicare la decisione di provvedere a un incarico temporaneo. Il “no” espresso dai Comitati, spiega infatti Boraso, ha il suo motivo di esistere nel fatto che in zona – intesa nel senso più ampio del termine – compaiono ancora 2 o 3 medici che non hanno raggiunto il tetto massimo di pazienti assegnati: “Ma in attesa di una risposta positiva a quella che poteva essere una soluzione, cioè la rinuncia da parte dei 2 o 3 professionisti ad accogliere i  pazienti della frazione, si è deciso di agire  nell’ottica del buon senso e del rispetto per la persona, sempre nella considerazione della norma, ma dando la precedenza all’interesse dei pazienti”.