Forte di Exilles: ancora non si sa la data dell’apertura 2017 La gestione anche per quest'anno assegnata al Circolo dei Lettori dalla Regione Piemonte

Il Forte di Exilles (foto aerea www.menatworkstudio.to)Il Forte di Exilles (foto aerea www.menatworkstudio.to)

EXILLES –  Il Forte di Exilles è in attesa di passare dal demanio al patrimonio di Piazza Castello. La Regione ha avviato da quasi un anno l’iter che potrebbe concludersi entro l’estate con  la “sdemanializzazione”.  Lo stesso passaggio di proprietà, che dovrebbe riguardare in un futuro molto prossimo anche la Sacra di San Michele.

Anche quest’anno la sua gestione è stata  affidata dall’Assessore allla Cultura e Turismo Antonella Parigi gestione al Circolo dei Lettori – “salotto buono” della cultura torinese da cui si è sviluppata la carriera politica della Parigi, che però ha avuto modo di ricordare come “il Circolo dei Lettori, oltre ad essere il mio precedente lavoro, è un ente in house della Regione Piemonte. Possiamo discutere se chiuderlo o meno ma, al momento attuale, è un ente in house della Regione Piemonte. Non ho quindi scelto un privato, un amico personale, ma un ente regionaleche, nella trasformazione che stiamo dando, ha lo scopo di fornire contenuti per la valorizzazione culturale di edifici e di luoghi.” 

Secondo la Parigi, “la gestione attuale è una gestione provvisoria, nell’attesa di costruire un piano di valorizzazione approvato dal demanio, che porti il bene alla Regione Piemonte. Essendo il bene in carico alla Regione Piemonte, noi potremmo anche affidare, con un contratto di 30-50 anni, parte del Forte a dei servizi turistici. Questa è una gestione provvisoria in attesa della desmanializzazione. Naturalmente ci siamo confrontato con il Comune di Exilles e con le Unioni Montane e abbiamo capito che la strada migliore sarebbe stata quella di dare la gestione al Comune di Exilles e la gestione, chiamiamola di attività, al Circolo dei Lettori.”

Sarà, ma a Bard – dove il progetto di recupero complessivo è stato attuato grazie al contributo finanziario del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo di Rotazione Statale nell’ambito della riconversione delle aree in declino industriale – e la programmazione continua – che è sostenuta dalla Regione e dalle fondazioni bancarie piemontesi – ogni week- end c’è la coda. Mentre a Exilles chi telefona in Comune ancora non s a quando potrà organizzare visite guidate per gruppi al Forte.

E non sarà – con tutto il rispetto – il programma 2017 stilato sulla falsariga di quelli precedenti a portare le folle al Forte per i due mesi di apertura. Sicuramente l’ascensore poteva essere risparmiato (e con esso alcuni milioni di euro), per poi aprire due mesi/anno e lasciare il Comune a far da parafulmine in attesa anche del rimborso delle spese sostenute sempre fuori tempo massimo. (Il sito: http://www.exillesilforte.it)

In Valle il Forte Bramafan, gestito da una associazione di esperti, e sostenuto soprattutto da fondazioni e privati, ogni anno aumenta i visitatori e già ha organizzato le aperture la permanente per il 2017, dedicata alla Battaglia delel Alpi fra 1940 e 1945. A Cesana un’altra associazione sogna il Museo dello Chaberton e il Comune un intervento italo-francese con fondi Interreg in vetta per valorizzare ciò che resta del Forte più alto d’Europa.

Una candidatura Unesco di tutti forti delle Alti Valli Susa e Chisone, Moncenisio compreso, sarebbe possibile, insieme al recupero delle strade, su cui stanno lavorando le Unioni e il Parco Alpi Cozie, ma anche l’Ascom. Un sogno. Può essere. Ma i dati di Forte Bramafan sono chiari: un questionario diffuso ai visitatori ha dimostrato che ogni anno gran parte degli appassionati torna. E gli appassionati di storia militare sono milioni in tutta Europa, che già da soli offrono un immenso bacino turistico.

Nel frattempo  che si sogna è possibile che non venga almeno pensato e offerto un pacchetto comune di visite a Exilles, Bramafan e Fenestrelle?

Poi si può pensare a come utilizzare il contenitore. Una proposta informale all’Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero per pensare ad esempio ad un ecomuseo della viticoltura eroica è già stata fatta ed apprezzata. Ma servono un progetto di ampio respiro e – ovviamente le risorse. I concertini e i reading letterari sono anche benemeriti, ma come si dice nella lingua piemontese sono come   “Buté ‘n papin s’na gamba ‘d bòsch”. O meglio “ad pèra”.

Il Forte di Exilles (LA FOTO aerea di www.menatworkstudio.to)

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