Forza Italia discute a Giaveno del Programma di Sviluppo Rurale 2014- 2020 Fra i relatori, Daniela Ruffino, Alberto Cirio e Antonio Tajani

Da sinistra, Napoli, Pichetto, Malan, Rizzotti, Tajani, Ruffino, Cirio, CavalleraDa sinistra, Napoli, Pichetto, Malan, Rizzotti, Tajani, Ruffino, Cirio, Cavallera

GIAVENO- È finalmente giunta dalla Commissione Europea, seppure con un non trascurabile ritardo, l’approvazione del Programma di Sviluppo Rurale (P.S.R.) 2014- 2020 riferito alla Regione Piemonte. Si tratta di circa un miliardo di euro di finanziamenti pubblici da spalmare su sette anni che avranno il compito di stimolare la competitività all’interno del comparto agricolo della regione, garantire la gestione sostenibile delle risorse ambientali e realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali. Della fondamentale importanza del Programma hanno discusso, venerdì 6 novembre, presso la sede del Gruppo Alpini Giaveno- Valgioie di via Caduti sul Lavoro, alcune personalità di spicco del Partito Popolare Europeo, raggruppate sotto le insegne di Forza Italia. A fare gli onori di casa sono stati la vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino, e il sindaco di Valgioie, nonché presidente della Commissione Politiche Comunitarie dell’Anci, Osvaldo Napoli, che hanno introdotto gli interventi dei senatori Lucio Malan e Maria Rizzotti, di Gilberto Pichetto, presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia in Regione, dell’eurodeputato Alberto Cirio e di Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento Europeo. In particolare, l’intervento di Daniela Ruffino si è soffermato sullo sviluppo della cosiddetta “Blue Economy”, un’evoluzione rispetto alla Green Economy: “In quest’epoca di globalizzazione matura dobbiamo interloquire in un ottica Glocal (cioè globale e al contempo locale)” ha affermato la Ruffino, facendo riferimento al recente studio svolto da Luigi Bistagnino, docente presso il Politecnico di Torino, sulle immense potenzialità della Val Sangone, le cui attività economiche (produzione, commercio e servizi) potrebbero, se adeguatamente messe in relazione fra loro, generare una ricchezza superiore di quasi dieci volte a quella attualmente prodotta. “Bisogna, dunque trovare la volontà di creare un contenitore di visioni singole che, messe in relazione alle necessità del territorio e alle linee di sviluppo tracciate dall’ Unione Europea e processate con un approccio sistemico, producano una progettualità di valore aderente alle misure dei bandi europei, e che generi un’economia territoriale in grado di sostenersi con le proprie forze” ha concluso la vicepresidente Ruffino.