A Susa Forza Nuova porta le sue idee, ma solo per i giornalisti (LE FOTO) Nella piazza delle Scuole di Corso Couvert organizzata una conferenza stampa

Forza Nuova a Susa, il sindaco Sandro Plano ascolta i manifestantiForza Nuova a Susa, il sindaco Sandro Plano ascolta i manifestanti

SUSA – Sabato 8 aprile. Forza Nuova, il partito di estrema destra è in piazza. I militanti sono protetti dalla Questura che blocca tutti gli accessi a Piazza Adele Banda con due cordoni di protezione di Polizia e Carabinieri. Sono una decina, magliette nere e logo di FN sul petto. Una rappresentanza che ha voluto portare la voce del partito nel giorno in cui avrebbero voluto raccogliere gli iscritti  e portare la loro voce nella Città di Adelaide e magari tesserare qualche simpatizzante. Cosa che non è stata possibile per le proteste annunciate dall’ANPI e dal Movimento NoTav, che ha fatto decidere i responsabili dell’ordine pubblico di spostare l’evento dalla centrale Via Roma ad un parcheggio cieco. Contestazione comunque presente in Piazza della Stazione con una cinquantina di attivisti, qualche foulard Notav al collo e uno striscione con scritto  “Fuori i fascisti e i razzisti dalla Valle” . 

L’arrivo del Sindaco Plano 

C’è però il Sindaco di Susa Sandro Plano ad ascoltare. Ci sono Roberto Usseglio, che di Forza Nuova è uno dei leader nelle nostre valli, Carlo Branca, responsabile regionale di FN, e l’addetto stampa Luigi Cortese. Hanno spiegato il pensiero e l’azione del partito: “Forza Nuova è un partito italiano e nazionalista, nazional popolare. Abbiamo una linea politica con posizioni precise su temi come l’immigrazione, la sicurezza dei cittadini e la famiglia. A Susa volevamo soltanto fare quello che fanno tutti i partiti politici, come abbiamo fatto ad esempio a Giaveno. Nessuna manifestazione, un semplice gazebo come la Costituzione garantisce a chi esercita attività politica.

“Non nego – ha detto Plano al gruppo di attivisti relegati nel la piazzetta retro ferrovia delle Scuole elementari di Corso Couvert – di essere politicamente lontanissimo dalle vostre idee, ma pienamente convinto che i diritti costituzionali vadano rispettati e garantiti. Visto però il clima che si stava creando mi sono permesso di contattare la Questura, per prudenza. La scelta quindi non è stata mia.”

Lo scambio di battute con Branca è chiaro e il sindaco e il gruppo si salutano con una stretta di mano e una promessa. “La inviteremo ad un incontro pubblico dove parleremo di problemi della gente, di lavoro, di sicurezza, immigrazione e anche di Torino-Lione. Ci verrà?” “Io vado dove mi invitano,  non ci vedo nulla di precluso”.

La conferenza stampa

Mentre qualche slogan viene urlato dalla non lontana piazzetta camper e il “circo mediatico” della stampa locale è al completo Carta e Cortese illustrano le loro ragioni e si prestano a qualche tranquillo scambio di battute.

“Noi siamo qui in Valle dove abbiamo militanti e attivisti. Non saremo tanti, ma comunque alle politiche del 2013 abbiamo preso lo 0,4%. E’ vero che guardiamo al passato con quella ch e si può definire un po’ di nostalgia. Ma noi la politica la facciamo ora e qui. E vogliamo occuparci di tutela dei diritti delle persone: lavoro, sicurezza prima di tutto. Se pensare che parlare di politiche sociali, agricoltura, difesa del Paese da banche, speculazioni, cattiva politica, corruzione,diidentità e Nazione sia essere nostalgici, va bene allora lo siamo”.

Però tutto o quasi dove andate succede qualche “casino” e finite per essere relegati come oggi. Forse qualche problema c’è?

“Non certo da parte nostra. Lo vedete scritto sulle magliette. Noi siamo per l’ordine e contro il caos attuale di un Paese, e di un’Europa, che così non ci piace per niente, sull’orlo della catastrofe sociale ed economica. Mai nessuno in nostre manifestazioni o cortei ha assalito – ad esempio le Forze di Polizia. Siamo i primi a controllare che nessuna testa calda compia gesti stupidi o pericolosi. Il guaio è che – come è accaduto oggi – chi si dichiara “democratico” usa contro di noi metodi tutt’altro che tali.

Per cui veniamo regolarmente fatti bersaglio da parte di gruppetti di antagonisti. Sia chiaro però che noi non scappiamo, né l’abbiamo mai fatto. Vogliamo fare politica, abbiamo diritto di farlo e torneremo anche in Valle. Siamo i primi a parlare dei popoli e dei territori e della loro difesa. Della situazione di oggi è stato informato anche il nostro leader nazionale Roberto Fiore e il nostro rappresentante all’europarlamento sotto la sigla  Alliance for Peace and Freedom (APF).

La anomalia della Valsusa è quella di essere da troppo tempo ostaggio di una parte del Movimento Notav, radicalizzato ed estremista di ultrasinistra, che di fatto sta occupando il ruolo dello Stato e decide chi possa e non possa parlare da queste parti. Della TAV a loro importa poco. Conducono una “battaglia” – ci metta le virgolette, politica, non di merito ormai. E anche l’ANPI, dove di veri partigiani ne sono rimasti pochissimi, è diventato qui uno strumento politico e non di conservazione della memoria di un periodo finito 72 anni fa. Noi a Giaveno abbiamo messo il gazebo e non è successo nulla”. 

Adesso non mi dica che siete anche voi Notav…

“Perché no? Molti di noi sono contrari a quest’opera, sia per  la preoccupazione che ne deriva in termini di impatto sul territorio, sia perché non la ritengono prioritaria. Personalmente io credo che la Torino-Lione possa anche essere un’opera utile, ma se serve a connetterci di più con l’Europa deve portare dei benefici veri al territorio attraversato. Noi siamo per l’Europa però dei popoli, delle genti, delle identità. Dei confini nazionali tutelati da immigrazione incontrollata. Non di questa Europa dove nessuno difende le persone in nome dei grandi interessi economici che ci stanno schiacciando.”

Resta il fatto che per voi in Valsusa fare politica attiva in piazza non è molto semplice

“Abbiamo voluto venire oggi lo stesso a Susa solo con il gruppo dirigente per parlare con la stampa – dice Luigi Cortese, l’addetto stampa provinciale di Forza Nuova, per testimoniare di come ci sia stato impedito di fare politica nel modo che ci è consueto: parlare con la gente. E ho apprezzato il gesto del sindaco che ci ha incontrato, nonostante tutto, sapendo che questa cosa non lo renderà simpatico ad altri. Questa è la democrazia.

I tempo degli scontri di massa nelle strade fra destra e sinistra sono per fortuna finiti decenni fa. Purtroppo, ci si accorge di quanto succede a noi adesso quando ci incappano altri partiti, dalla Lega, a Forza Italia e adesso capita persino al PD. Piccole minoranze di violenti impediscono ai partiti di andare fra le gente. Non è normale che le Forze dell’Ordine debbano blindare un paese per mettere su un gazebo. Noi continueremo però a fare politica, perché di politiche hanno bisogno i cittadini e per farle i cittadini vanno ascoltati. Questo è necessario fare e questo vogliamo fare.”

L’adunata – ci consentiranno la battuta gli attivisti di Forza Nuova – viene sciolta pacificamente  intorno alle undici, sotto il controllo delle Forze dell’Ordine. A parte il colore nostalgico delle magliette e delle felpe, chiacchierando con loro ed estrapolando dal contesto alcune frasi, quelli di FN fanno discorsi di politica non poi coì distanti da una certa sinistra sociale. Ma questo non glielo diciamo.

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