Francesca Frediani, M5S, attacca TELT: “Lo sciopero dei lavoratori a Chiomonte lascia in eredità un inutile fortino militarizzato” La consigliera regionale pentastellata interviene sulla sospensione dei lavori alla Maddalena all'origine della protesta del personale

Francesca Frediani e il Cantiere TELT a ChiomonteFrancesca Frediani e il Cantiere TELT a Chiomonte

TORINO – Sullo sciopero ancora in atto dei dipendenti della Venaus Scarl del cantiere TELT della Maddalena di Chiomonte della cosiddetta TAV, ovvero della Nuova LInea Torino-Lione interviene anche il  Consigliere Regionale del M5S, Francesca Frediani, condovese, le cui posizioni politiche sulla questione sono arcinote per le sua stretta vicinanza con il Movimento Notav.

Per la verità la Frediani, cui comunque ogni tanto non manca un po’ di humour prima ci scherza sul suo profilo personale di facebook: #Solidarietà ai lavoratori del cant… no, non ce la faccio proprio!”. Ma poi rilascia una nota stampa pungente sull’argomento: “Il blocco del lavoro di tamponatura del tunnel geognostico di Chiomonte, conseguente allo sciopero ad oltranza di 50 lavoratori, lascia in eredità un inutile fortino militarizzato voluto da chi ha imposto un’opera osteggiata dal territorio e pagata dai cittadini. Questa ennesima complicazione mette ancora una volta in evidenza che il Tav non porta lavoro e nemmeno crescita, soprattutto non porta lo sviluppo di cui la Valsusa, la Regione e il Paese in generale avrebbero bisogno. Ora vogliamo sapere quanto durerà ancora la militarizzazione di un cantiere fermo? Quanti soldi dei cittadini verranno ancora spesi per fare la guardia a un’opera, ad oggi, bloccata?”

Molto più pesanti sono i commenti invece dei suoi “fan”sul social network, che dimenticano come – se è vero che il cantiere a Chiomonte è di fatto quasi fermo in attesa di dare il via alla variante che avvierà anche sul lato Italia lo scavo del tunnel di base che invece in Francia è già partito con una canna direzione Italia a Saint Martin de la Porte.

“C’è lavoro e lavoro” è uno dei più morbidi, passando per No, mi dispiace. Anche quello del boia era un lavoro…ma solidarietà, non e’ che sono santa in vita…” per arrivare ai vari “vaff…!” per arrivare all’epigrammatico “raffinato” e icastico: “Anche perché avranno avuto il posto di lavoro grazie a qualche ras pidiota piemontese!”.
Nulla di nuovo sotto il tunnel…