Frediani e Foietta: due opinioni La consigliera regionale e il presidente a confronto

Francesca Frediani e Paolo FoiettaFrancesca Frediani e Paolo Foietta

TORINO – In Regione si è svolta una lunga audizione che ha avuto per oggetto la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità. L’architetto Paolo Foietta, nato nel 1956, è laureato in architettura ed è Commissario Straordinario del Governo per l’asse ferroviario Torino-Lione; è stato chiamato a rispondere alle domande poste dai consiglieri regionali. Francesca Frediani, nata nel 1973, è laureata in Scienze della comunicazione ed è consigliera del Movimento 5 Stelle. Dopo l’audizione, la consigliera ha riproposto i suoi interrogativi in due comunicati stampa ai quali ha risposto Foietta con una lettera. Ecco le due opinioni a confronto.

Frediani. In commissione trasporti abbiamo ascoltato per un paio di ore le solite favolette di Foietta, neo commissario governativo del Tav. All’ormai vastissimo repertorio di bugie Sì Tav, Foietta ha dato un significativo contributo aggiuntivo. L’ultima riguarda la saturazione della linea storica, prerequisito necessario per l’avvio della grande opera inutile. Secondo Foietta la saturazione sarebbe inutile e addirittura non richiesta dall’ultimo accordo del 2012 in quanto la linea storica sarebbe un oggetto anacronistico.

Foietta. Ci sono infrastrutture che non arrivano mai alla saturazione; sono quelle superate, oramai sostituite da altre, tecnologicamente più moderne. Ad esempio quando al Moncenisio la “mulattiera” è stata sostituita dalla “carrozzabile”. Napoleone realizzò all’inizio del 1800 la strada “Napoleonica”; allora la mulattiera, la “strada reale”, vecchia di mille anni, diventò un deserto. Così è anche oggi per il tunnel ferroviario del Frejus, e questo non lo decide Foietta o Frediani, ma il mercato, che utilizza, nonostante la grande consistenza dell’interscambio economico sull’asse Ovest, sempre di meno la vecchia linea, per i costi di esercizio ed i problemi strutturali della linea (seppur ammodernata), e cerca altre strade.

Frediani. Nell’art. 1 del protocollo d’intesa del 2012 si dice che “il presente accordo è addizionale a quello del 2001”, non sostitutivo o modificativo. E nel 2001 la saturazione era proprio un prerequisito fondamentale. Dunque i dati non tornano.

Foietta. L’impegno alla preliminare saturazione del vecchio Frejus stava scritto nel trattato di Torino del 2001 che rappresenta oramai la preistoria. Oggi, a quindici anni di distanza, i numerosi vertici, trattati, addendum susseguitisi in questi anni hanno rimosso e dimenticato tale impegno; nessuno pensa più di saturare il Frejus. Oggi l’asse ovest che rappresenta più di un terzo dell’interscambio economico Italiano, proprio per le carenze dell’infrastruttura ferroviaria, ha la quota di merci trasferita su strada più alta dell’arco alpino (solo l’8 % è trasportato per ferrovia), mentre per l’asse svizzero dove il tunnel del Loeschberg è oramai in funzione da anni ed il Gottardo è quasi pronto, il trasporto ferroviario è superiore al 65%.

Frediani. Un’altra assurda dichiarazione rilasciata nel corso dell’audizione riguarda l’impossibilità e la non necessarietà di un serio piano di costi/benefici. “Tanto nemmeno Cavour o Napoleone la fecero, altrimenti non avrebbero mai costruito la carrareccia prima e poi la linea ferroviaria attuale”, questa la surreale spiegazione del Commissario governativo. Quindi, secondo Foietta, l’analisi costi/benefici diventa inutile se i soldi spesi sono quelli dei cittadini. È doveroso sottolineare come nessun soggetto privato sosterrebbe una posizione del genere a riprova di come l’opera interessi solo i partiti che immaginano un forte ritorno di consensi elettorali.

Foietta. lo credo che l’analisi Costi/Benefici (ACB) sia uno strumento di valutazione utile, che diventa sempre più incerto man mano che si allunga lo scenario di previsione. Non è quindi la Bibbia e non è un algoritmo che sostituisce il decisore e la decisione, che è sempre strategica e quindi “politica”. Una decisione su investimenti con cicli di vita di un secolo, non è una formula di excel ma, com’è stato per la Torino- Lione, l’esito di un lungo percorso di decisioni che ha interessato l’Europa, due nazioni, e che è fatto di progettazione, valutazioni economiche e anche esercizio di previsione (che è alla base dell’ACB). L’esercizio delle previsioni su tempi lunghi è imponderabile e quindi incerto. È per questa ragione che oggi in Europa non c’è nessuna grande infrastruttura ferroviaria in corso di realizzazione da Privati utilizzando lo strumento del Project Financing; gli investimenti, che piaccia o no, in tutti i paesi europei sono sempre pubblici.

Frediani. L’Osservatorio ormai è uno strumento vuoto ed inutile. A maggior ragione dopo l’imbarazzante audizione in Commissione regionale trasporti del commissario. In questa occasione ha dimostrato di non conoscere nemmeno i presupposti alla base della grande opera (saturazione della linea storica e una seria valutazione costi – benefici). Delle sue affermazioni chiederemo conto nelle sedi opportune.

Foietta. Queste sono le mie “opinioni”; mi rendo conto che imbarazzino molti perché presuppongono studio, approfondimento, curiosità, onestà intellettuale e disponibilità al confronto. Magari, anche la convinzione che non esiste una sola opinione e che nessuno è mai il depositario della verità.