Frediani parla dei lavori in Commissione antimafia "La lotta alla mafia passa anche attraverso il sostegno a chi decide di parlare e di denunciare"

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Francesca Frediani, è consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ed è vice-presidente della Commissione regionale antimafia. Lei vive nel quotidiano, a livello istituzionale, il grave problema delle infiltrazioni mafiose nella vita produttiva piemontese.

Cosa fa la Commissione?

Nel nostro piccolo ambito d’azione, in Consiglio regionale, con impegno siamo riusciti ad ottenere risultati importanti. Come ad esempio la legge regionale a 5 stelle, approvata a gennaio, che prevede obbligatoriamente la costituzione di parte civile della Regione Piemonte in tutti i processi per mafia che si svolgono sul nostro territorio. Un obiettivo importante. Finora infatti la costituzione di parte civile della Regione Piemonte è sempre stata delegata alla sensibilità del politico di turno. Ricordiamo infatti come la costituzione di parte civile sia stata effettuata per il processo Minotauro ma non per il procedimento San Michele.

Qual’è il clima legato agli appalti in Piemonte?

Nell’ambito della Commissione regionale per la promozione della legalità, chiesta ed ottenuta dal Gruppo M5S, abbiamo coinvolto i sindaci della Valsusa, attraverso un’apposita audizione, con l’obiettivo di far emergere i pericoli di infiltrazioni sul territorio.

Mafia in Piemonte cos’è?

Anche da Torino e dal Piemonte deve partire una risposta ferma e decisa al Governo che ha bloccato il fondo per le vittime delle mafie, fondamentale per aiutare e proteggere chi è sotto ricatto della malavita organizzata. Parlamentari ed esponenti piemontesi dei partiti di governo non possono far finta di niente. La lotta alla mafia, in Piemonte come nelle regioni del sud, passa anche attraverso il sostegno a chi decide di parlare e di denunciare. Questo dovrebbe essere un obiettivo comune al di là degli schieramenti politici.