Per Frediani (MS5) le “compensazioni strumento per comprare silenzio del territorio. Regione subalterna a Foietta”. Il Commissario di Governo replica: “Toni inaccettabili e falsità per distorcere la realtà. Ma quello che conta che è che i fondi ci siano e che possano essere utilizzati per progetti di sviluppo del territorio”

Paolo Foietta - Francesca FredianiPaolo Foietta - Francesca Frediani

TORINO – Alla capogruppo regionale pentastellata, in quota Notav Francesca Frediani proprio non va giù che arrivi 100 milioni di investimenti per i territori  della Valsusa interessati dai lavori dalla Nuova Linea Torino Lione.

 A caldo, riferito al “patto per il territorio” che verrà discusso e sottoscritto nell’Osservatorio governativo   aveva twittato: “Foietta vuole fare un patto? Proposta: voi liberate subito la Valle dai vostri inutili cantieri, noi non vi chiediamo i danni”.

Dimenticando forse che la complessa – e ingegneristicamente anomala – variante di cantiere di Chiomonte è il risultato proprio delle condizioni “ambientali e di ordine pubblico” prodotte dal Movimento, che hanno fatto abbandonare la scelta di scavare il tunnel da Susa. Ma poi la Frediani in un comunicato a nome del M5S calca ancora la mano con bersaglio sempre il Commissario di Governo: “Il via libera del Cipe ai fondi per le compensazioni TAV prefigura ancora una volta un utilizzo discrezionale di soldi pubblici mirato a comprare il silenzio del territorio per un’opera folle. La conseguente assegnazione degli appalti in seno all’Osservatorio potrebbe trasformarsi in un pericoloso strumento per acquistare il consenso di qualche amministrazione locale. Chi vigilerà sulla correttezza della gestione dei fondi? Fino ad oggi l’Anac – Autorità anticorruzione –  non ha ancora fatto sentire la propria voce.

Il tutto sta avvenendo con la complicità della Regione Piemonte che in questa partita continua a svolgere il ruolo di spettatore. Anziché prendere atto della mancanza di rappresentatività dell’Osservatorio, ed uscirne come hanno già fatto quasi tutte le amministrazioni locali, gli assessori della Giunta Chiamparino continuano ad essere subalterni al Commissario di Governo Foietta che, di fatto, detta la linea su ogni aspetto del progetto. Dalle compensazioni del TAV fino alle opere realmente utili al territorio come l’SFM5.

Le compensazioni spacciate come “regalo” al territorio sono l’ennesima dimostrazione di come questo Governo e la vecchia classe politica di destra e sinistra non abbiano risposte né progetti da offrire ai cittadini a meno che il loro territorio non sia destinato ad ospitare la mangiatoia di una grande opera”.

Le compensazioni:

La delibera CIPE – bersaglio della Frediani e del Movimento Notav non è una novità.E’ già stata preannunciata nel settembre del 2015 dal Ministro Delrio a Torino e riconfermata nel giugno del 2017. I primi fondi  – 10 milioni sono arrivati ai Comuni di Susa e Chiomonte. Quest’ultimo provvedimento ripristina la somma dei fondi compensativi  come previsto originariamente  e  concordato con il territorio in sede di progettazione della sezione transfrontaliera.  Nel  comunicato stampa congiunto di Regione e Commissario di Governo del giugno 2017 era già stato stabilito precisamente il percorso di ripristino, che doveva trovare attuazione proprio con la delibera CIPE sui lotti costruttivi,  già programmata per dare corso ai due primi lotti costruttivi della Torino Lione – Sezione Transfrontaliera.

Tutto è andato come previsto. Dimostrazione che  il Governo ed il Ministro Delrio hanno rispettano gli impegni assunti su questo stanziamento. Cosa che in tempi di bilanci non floridi, come è noto in Valsusa – vedasi la difficoltà avuta nel mantenere integri i fondi del Tesoretto Olimpico – non è mai certa ed è sempre a rischio che qualche “manina” ministeriale romana provveda a spostare su qualche altro capitolo di bilancio. Con questa ultima delibera questo pericolo è definitivamente scongiurato.

La replica del Commissario di Governo Paolo Foietta

Alle accuse, anche  gravi,  replica direttamente il Commissario di Governo Foietta“È assolutamente  falso dire che gli “appalti siano gestiti in seno all’Osservatorio”.  L’Osservatorio è il luogo di confronto istituito dal Presidente della Repubblica e dal Governo, a cui partecipano il Governo, le strutture dello Stato e dei Ministeri, i  promotori del progetto, i rappresentanti di Regione ed Enti Locali. È  quindi la  sede istituzionale dove, tra l’altro, si condivide collegialmente come utilizzare le risorse e su quali progetti  in grado di creare “sviluppo durevole dei territori. E’ questa la  sede istituzionale  dove sarà discusso e condiviso il “patto per il territorio”.

Le risorse dei  fondi compensativi, saranno tutti gestiti dalla Regione Piemonte, direttamente o attraverso le proprie società partecipate. La Regione quindi  non è affatto subalterna  al “ Commissario”. La Regione partecipa in sede di Osservatorio  alla  decisione su come utilizzare le risorse, costruisce con TELT ed il Commissario di Governo,  il Patto del Territorio, e ne è  poi il soggetto attuatore e  la stazione appaltante per la realizzazione degli interventi che saranno rendicontati al Ministero Infrastrutture, CIPE e, se utile e necessario anche ad ANAC.

L’Osservatorio della Nuova linea Torino – Lione sarà ridefinito

Scrive ancora Foietta:  “Mi spiace davvero per la Consigliera Frediani, ma l’Osservatorio è oggi più vivo che mai  e sta lavorando molto e bene,  dimostrando tutta la sua utilità, riconosciuta oggi anche dai Francesi, che proveranno a copiare la project review  realizzata in Italia anche per la loro tratta nazionale.  Non comprendo poi  tutto questo livore nei confronti di un Osservatorio che secondo la Frediani non “conterebbe nulla”.  In genere si scatenano le guerre nei confronti di chi “dà fastidio”, con contro chi conta nulla.”

Il Commissario, nemmeno tanto fra le righe,  si riferisce  al recente rientro di Gravere e soprattutto di Rivalta di Torino, ex roccaforte Notav nella cintura metropolitana e che ha dato i natali “politici” al vicesindaco di Torino Montanari, ma anche e soprattutto alla revisione del progetto della Torino-Lione che modifica peso e rappresentanze dell’ Osservatorio .

La  maggioranza dei Comuni Notav che hanno scelto di uscire e non partecipare all’Osservatorio – con l’esclusione di Susa e Bussoleno – non sono più oggi coinvolti dalle nuove opere ferroviarie. Il che vale per la Bassa Valsusa dove è stato deciso il riutilizzo di oltre 24 kilometri della linea storica – peraltro come lo stesso Movimento Notav ha sempre richiesto – come pure per Torino, che con la scelta di non realizzare la “Gronda Merci”, non sarà toccata da nuovi interventi e il Comune di Venaria, in prima fila tra gli oppositori “ideologici”, che oggi nulla c’entra con l’opera.

Anche per questa ragione  l’Osservatorio sarà presto “riformato” con un nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio – che ridefinirà l’elenco dei Comuni partecipanti, limitandoli a quelli  direttamente interessati all’Asse Ferroviario.

“Ritengo– aggiunge ancora Foiettache  nonostante le derive ideologiche, le mistificazioni, la guerra di propaganda e gli appelli allo scontro,  il progetto di adeguamento dell’ Asse ferroviario Torino Lione stia andando avanti spedito, praticando sempre il confronto ed il dialogo  con tutti  – all’interno dell’ Osservatorio ed anche all’esterno – e sempre senza  richiedere a nessun comune alcuna dichiarazione preventiva di condivisione dell’opera  –  di dubbia esistenza  ed ora oggettivamente inutile, visto che la decisione definitiva  è diventata legge dello Stato.

Per  queste ragioni mi permetto di rilevare  che l’unica visione subalterna alla logica dello scontro  ed alle tesi vetero-Notav pare essere proprio quella  del comunicato della Consigliera Frediani, che continua strumentalmente ad ignorare i fatti:  la crescita dei dati di traffico ed interscambio sull’asse Ovest, lo squilibrio  modale tra trasporto merci su strada – oltre il 92% – e ferrovia , le  condizioni disastrose della  vecchia linea ferroviaria di valico ormai abbandonata dal trasporto merci ferroviario moderno e le rilevanti modifiche del progetto decise proprio in sede di Osservatorio. Vale a dire oltre 50 kilometri di riutilizzo di linee esistenti  con il dimezzamento della spesa prevista.

 Esprimo ancora una considerazione di metodo.  Ritengo inaccettabile che le differenze di opinioni politiche si traducano in modo sistematico in attacchi alla persona, con l’obiettivo di screditare ed infamare il “nemico”. Non avendo mai considerato gli avversari dei nemici considero questo un intollerabile segno di barbarie a cui non  intendo abituarmi e che contrasterò in ogni sede.”