Fulgido Tabone per la millesima volta sul Rocciamelone Gli auguri del generale Blais

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MOMPANTERO – E domani saranno 1000. Fulgido Tabone, il Cavaliere, farà la sua millesima salita verso la vetta, verso la Madonna del Rocciamelone. La montagna cara a tutti i valsusini e non solo, la vetta degli alpinisti, la montagna degli Alpini. Per festeggiare questo traguardo è bello rileggere cosa scrisse di Fulgido il generale Giorgio Blais su “Lo Scarpone Valsusino”.

Per venire a Fulgido Tabone, meriterebbe non solo qualche frase, ma un intero volume. Ha dell’incredibile quello che lui e la sua impareggiabile moglie Angiolina fanno. Non so da quanti anni Fulgido sia il gestore di Ca’ d’Asti, non meno di una trentina, forse trentacinque. Già in prima linea durante i lavori per la ricostruzione del rifugio e la sistemazione del Santuario in vetta, ne assunse la responsabilità gestionale da quando il rifugio iniziò a funzionare e da allora è sempre là in prima linea, alternando la sua presenza fra la sua abitazione e normale attività a Caprie e la nostra montagna. Fulgido non è solo il custode del rifugio e del Santuario in vetta. E’ l’amorevole custode del Rocciamelone, colui che traccia e mantiene i sentieri, che fissa e controlla le corde che aiutano la salita nell’impervio ultimo tratto sotto la vetta, che va su e giù fra Ca’ d’Asti e la vetta (ha tenuto il conto: è salito in vetta 859 volte!!!, un primato che non potrà mai essere uguagliato… e che sarà superato quando il giornale uscirà). È lui che si è accorto che l’ultimo nubifragio di giugno e la tempesta avevano danneggiato la Croce di Ferro, facendola precipitare fra i dirupi. L’ha cercata, l’ha trovata, l’ha nuovamente installata, l’ha riportata nelle condizioni precedenti, e tutto in silenzio, senza clamori, senza attendersi un grazie, ma solo per la straordinaria coscienza di gran galantuomo e per l’amore che porta verso il nostro monte, di cui conosce pietra su pietra.

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