Gemellaggio dei Granatieri di Sardegna con la “Acqui”

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di GIANCARLO SIBILLE

BUSSOLENO – CHIANOCCO – Una cerimonia partecipata e solenne, quella di domenica mattina 9 ottobre. Un momento dedicato al ricordo di tutti caduti delle divisioni “Acqui”, a Cefalonia e Corfù, e “Granatieri di Sardegna” a Roma, nel settembre del 1943. La manifestazione ha visto la partecipazione dei gonfaloni comunali con i sindaci Anna Maria Allasio di Bussoleno, Giuseppe Galliano e il vice Mauro Russo di Chianocco; vessilli e labari dell’Anpi sezioni Foresto-Bussoleno- Chianocco con il presidente Giulia Casel e Massimo Bachetti, Condove-Caprie; degli ex deportati civili, dei gruppi locali dell’Ana, dell’Anmi Val Susa “Enea Picchio”, della Società militare mandamentale di Susa, della Fondazione europea “Cefalonia e Corfù” con il consigliere Mario Gelera, le colonnelle dell’Associazione nazionale Granatieri di Sardegna di Torino, valle di Susa e Pinerolo, rispettivamente con i loro rappresentanti Valter Costamagna ed Enrico Tenivella, Giancarlo Sibille, Claudio Gariglio, coordinati dal presidente regionale Pierandrea Ferro. Hanno qualificato la ricorrenza il servizio musicale della Società filarmonica di Bussoleno e la presenza dei figuranti Ferro e Oliveri in uniforme storica dei granatieri “1918-1943”. La cerimonia è iniziata con l’omaggio floreale a Foresto, nel piccolo cimitero dove è stato eretto un sacello in ricordo del granatiere Eldo Parile, il primo caduto valsusino per la liberazione dell’Italia. Di lui, valoroso sconosciuto ai più, è stata letta dal sindaco Allasio la memoria realizzata dal compianto Mario Solara, recentemente scomparso, nella pubblicazione “C’era una volta…Foresto”. In suffragio di Eldo, rimasto sepolto a Roma, città che ha difeso fino al sacrificio della propria vita, don Enzo Calliero, assistente spirituale delle associazioni d’arma Val Susa, ha celebrato il rito della benedizione. Commovente la lettura di Costamagna dei nomi dei granatieri di Sardegna che si immolarono per la difesa della capitale, scandita dalle vibrate note del Silenzio intonate dal trombettiere Gabriele Bianco Dolino. La mattinata è poi proseguita alla borgata Argiassera con la posa di fiori al monumento intitolato ai martiri di Cefalonia e Corfù, la lettura della preghiera da parte del diacono Enrico Amprimo, il ricordo dei compianti reduci Michele Giai e Pasquale Nicco. A rendere omaggio al cippo, riposizionato all’ombra del suggestivo castagno nella piazza con la rosa dei venti, erano presenti anche i familiari dei caduti e dei reduci. Qui il professor Carlo Palumbo ha ripercorso i tragici avvenimenti del settembre 1943. Quindi il ritrovo a Chianocco per ricordare i Martiri di Cefalonia e Corfù nell’omonima piazza e conclusione conviviale con la regia di Tenivella e il suo collaudato team.

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