Gemma Amprino: “Plano chiami come vuole le compensazioni, ma se le attiva per salvare il Teatro Civico avrà il nostro appoggio” L'ex Sindaca rivendica la scelta di ridare a Susa il suo Teatro con un recupero pienamente funzionale

gemma giorio

SUSA –  Mentre Sandro Plano è alle prese con le polemiche dei “duri e puri” Notav, 5Stelle in testa, per la sua scelta di cercare di recuperare e attivare le risorse già destinate a Susa dal CIPE, come acconto delle compensazioni per Nuova Linea Torino Lione, indispensabili a salvare il Teatro Civico, nella polemica fra alleati scomodi, si inserisce Gemma Amprino, portando un ramoscello d’ulivo di real politik pasquale a Plano.

L’ex sindaca  a nome anche della minoranza dei cittadini – quella degli 8 voti in meno – rappresentata in consiglio dalla lista “La Nuova Susa” è molto chiara: “Appoggio senza alcun dubbio la volontà di Sandro Plano di chiedere al Governo l’importo che serve per realizzare il progetto di recupero del Teatro Civico, che la nostra Amministrazione gli ha lasciato in eredità. Non ci interessa  come l’attuale sindaco chiami i soldi che arrivano dal Ministero delle Infrastrutture o meglio dal CIPE; se lo mette in difficoltà chiamarle “compensazioni” per noi può usare i termini che meglio gli consentano di farle “digerire” ai suoi alleati Notav”.

Sul progetto però la Amprino mette i puntini sulle “i” rivendicando a pieno titolo la possibilità, nonostante il degrado attuale, di recuperare pienamente alla Città il suo Teatro Storico:

“Il progetto di recupero per cui si chiedono fondi CIPE non ha nulla a che vedere con quello elaborato dalla Provincia di Torino nel precedente mandato del sindaco Plano: quel progetto, fortemente demolitivo rispetto all’esistente, prevedeva una sala con 150 posti, spazi espositivi al posto della storica galleria e l’assenza di una sala proiezioni, con conseguente limitazione di un suo uso polifunzionale. La mia aministrazione ha verificato la possibilità di finanziamento del progetto in questione, nel 2010 si è tentato di trovare la copertura economica a livello statale, regionale e presso le fondazioni bancarie, come è agli atti, senza riuscire ad ottenere alcun risultato, ritenendo tutti i Soggetti interpellati eccessivamente limitato e limitante il numero di posti previsti in progetto e lo stesso stravolgente la struttura originale ottocentesca.”

Sul recupero del Teatro, fiore all’occhiello del suo lavoro La Amprino è un fiume in piena: “Abbandonato dunque questo percorso, si è ritenuto indispensabile e più premiante per Susa predisporre un nuovo progetto, che fosse conservativo del teatro storico, basato sui disegni originari ottocenteschi, in grado di intercettare i finanziamenti europei relativi alla conservazione e valorizzazione dei beni storici. E così è stato: il 29 marzo 2012 la delibera regionale ha assegnato 3.200.000 euro di fondi FERS al Comune (DGR n.3-3659) e ad inizio 2013 un bando internazionale ha individuato il soggetto a cui affidare il progetto, che manteneva l’impostazione originaria dell’immobile, con 326 posti complessivi, di cui 208 in platea, 110 in galleria e 8 nelle quattro logge a fianco del palco.”

E le risorse erano state trovate nell’anticipo dei fondi CIPE? Sono i famosi 8 milioni lasciati in eredità alla Giunta Plano ter?

“Si, il recupero del Teatro fa parte, come tutti sanno, delle numerose opere in programma alla fine del nostro mandato, per le quali avevamo già ottenuto i fondi compensativi CIPE iscritti nel bilancio comunale 2014; segnalo in proposito l’intervento per risolvere la criticità del ponte di via Montello (900.000 €) gli interventi a favore delle scuole di Susa (250.000 €) e quelli previsti per il Salone Polisportivo Area Priorale ( 800.000 €).

A proposito, i lavori fatti dalla Città Metropolitana sui marciapiedi di Corso Couvert e della Statale 24 di fronte al Cimitero, son ben parte di quel pacchetto, seppur eseguiti da un altro Ente?

“Certo che si.  Non ci mette assolutamente in difficoltà che sia un Ente diverso dal Comune ad eseguire le opere utili a Susa. Per altro questa è stata la strada già scelta a suo tempo per quanto riguardava gli interventi compensativi di Chiomonte il cui importo era pari a 4.030.000 di euro. Questa soluzione facilita sicuramente, sotto molti punti di vista, il raggiungimento di risultati che sbocchino la situazione di stallo in cui si trova la Città di Susa, la cui attuale Amministrazione – si sente dire – deve dichiararsi “ Notav / No Compensazioni” negli incontri pubblici e “Si Opere Dovute” finanziate dal Ministero delle Infrastrutture, nelle sedi istituzionali statali, regionali e metropolitane.”

Chissà se qualche ultras Notav che considera i fondi CIPE “sterco del demonio” preferisce usare i marciapiedi o farsi metter sotto da qualche auto in transito? E comunque, ribadisco, oltre i marciapiedi c’è di più…