Quant’è il gettito delle slot machine in Valsusa e Valsangone? Le cosiddette “mangiasoldi” spesso incassano quanto il bilancio comunale Viaggio nel mondo del gioco d'azzardo: i dati sulla spesa annua pro capite nei Comuni delle Valli e il numero degli apparecchi installati

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Nel 2016 gli italiani hanno speso 95 miliardi di euro, il 4,7% del Pil, per giocare alle slot machine.

Su questa somma il ricavo per gli operatori è stato 8,5 miliardi di euro, le vincite redistribuite sono state 76,5 miliardi di euro e le imposte allo Stato 10 miliardi di euro

La nuova legge di stabilità alza il prelievo fiscale e diminuisce il numero delle licenze che verranno rinnovate. Intanto, molte regioni approvano norme per ostacolare l’apertura di sale gioco e corner. Le somme giocate rimarranno le stesse anche nei prossimi anni come prevede il governo? Abbiamo voluto approfondire la questione.

Cominciamo questa nostra inchiesta in due puntate sul tanto contestato mondo delle slot machine con una domanda, che molti vorrebbero porre. Abbiamo chiesto ad un “cliente abituale” delle famigerate “macchinette”perché spende i suoi soldi in quel modo.

Intervista ad un giocatore

Luca, nome di fantasia, trentacinque anni di bell’aspetto e ben vestito, non certo trasandato o dall’aria del disperato; ogni giorno, finito il lavoro da dipendente, entra nella sala slot di un bel locale da gioco e trascorre almeno un’ora, a volte due, a inserire e a volte ritirare, monetine da un apparecchio, il suo preferito, quello che ha scelto per i colori, per i soggetti che girano ad ogni clic sul pulsante, per quei simboli che lo fanno emozionare quando sono tutti uguali e uno vicino all’altro.

Infilo la prima moneta da due euro nella fessura e al tintinnio del ferro che cade il mondo, i problemi, i pensieri e le preoccupazioni quotidiane escono da quella sala, in cui nessuno mi critica o mi dà suggerimenti. – dice “Luca” – Posso vincere o perdere, lo sò bene, ma sono in grado di gestire il mio denaro e quando ho superato il mio budget giornaliero finisco e vado a casa, in vincita o in perdita. Domani è un altro giorno e io sarò ancora qui“.

Ti senti in qualche modo di fare qualcosa di sbagliato, di mettere in gioco del denaro che potresti utilizzare in altro modo?

(Luca ci guarda, un pò stranito, probabilmente pensando “Ecco qua, altri che pensano male)

No, per me è un passatempo come un altro. C’è chi spende soldi fumando costosi sigari o bevendo vini pregiati, chi va  caccia e spende soldi in attrezzature e armi, chi va alla Spa per cercare di rilassarsi, chi gioca a golf e spende milioni all’anno di tessera associativa, io ho scelto di spendere il mio denaro così per rilassarmi e uscire per qualche ora dalla quotidianità“.

Siamo consapevoli che Luca è solo un tipo di giocatore, esistono anche quelli compulsivi, i malati di ludopatia, ma non posso non chiedermi: la ludopatia, le grandi perdite, sono realmente da imputare agli apparecchi e allo stato che li gestisce o sono solo allettanti vizi messi in bella mostra, come molti altri, e si tratta solo di avere una buona capacità di controllo per non eccedere?

Restiamo con parecchi dubbi, ma analizziamo informazioni e dati prima di tirare le somme.

Newslot e Vlt

Gli apparecchi con vincita in denaro , meglio noti come Newslot, hanno le seguenti caratteristiche:

  • il costo per partita è di massimo 1 Euro e la vincita massima per singola partita può arrivare a 100 Euro.
  • insieme con l’elemento aleatorio sono presenti anche elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco;
  • ciascun apparecchio di gioco può funzionare unicamente se collegato alla rete telematica dell’agenzia delle dogane e dei monopoli.
  • la durata della partita non può essere inferiore a 4 secondi;
  • la distribuzione di vincite in denaro, ciascuna di valore non superiore a 100 Euro, avviene subito dopo la conclusione della partita esclusivamente in monete;
  • le vincite, computate dall’apparecchio, in modo non predeterminabile, su un ciclo complessivo di non più di 140 mila partite, non devono risultare inferiori al 70% delle somme giocate;
  • gli apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o, comunque, anche in parte, le sue regole fondamentali.
  • la percentuale minima di restituzione in vincite della raccolta, originariamente prevista al 75%, è stata ridotta al 74 % per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 10, comma 9, del Decreto legge 2 marzo 2012 n. 16 convertito in legge 26 aprile 2012, n. 44, che ha assorbito in norma primaria il decreto direttoriale 12 ottobre 2011, attuativo del Decreto legge 13 agosto 2011, n° 138, convertito in legge 14 settembre 2011, n.148. .Trattandosi di percentuali minime, verificate dagli organismi di certificazione sull’esemplare di modello, non è possibile indicare l’effettiva probabilità di vincita di ogni apparecchio, che deve risultare non inferiore a quella normativamente prevista.
  • il prelievo dello Stato, il Preu è pari al 19% .

Vlt o videolottery

  • si possono installare in locali dedicati aventi caratteristiche ben specifiche
  • offrono sullo stesso apparecchio più giochi e di modalità più evolute
  • L’importo della puntata può variare da un minimo di 10 centesimi ad un massimo di 10 Euro.
  • permettono la vincita del Jackpot nazionale che arriva fino a 500.000 euro e del Jackpot di sala fino a 100.000 Euro euro; i valori in tempo reale dei jackpot sono continuamente visualizzati sugli apparecchi e sui giochi ove disponibili
  • gli apparecchi sono gestiti in maniera accentrata e contemporanea da un server centrale che elabora l’Rng e da cui viene estratta una combinazione che verrà poi recepita da ogni terminale connesso. E’ altresì presente il terminale necessario per la gestione di tutte le operazione finanziarie, pagamenti e vincite in genere tramite ticket, il quale trasmette al server le informazioni necessarie per vagliare e risolvere la vincita appena erogata.
  • la normativa prevede la restituzione in vincita di una percentuale minima pari all’85% per ogni sistema di gioco e per ogni gioco sul medesimo installato. In sede di verifica di conformità operata su ogni sistema di gioco e su ogni singolo gioco, il partner tecnologico Sogei s.p.a verifica la percentuale di restituzione teorica.
  • il prelievo dello Stato, il Preu è pari al 6%
  • il pagamento della vincita viene effettuato mediante voucher che ha valore di titolo a portatore. Non è nominativo dunque e per la sua riscossione è sufficiente la consegna del biglietto senza l’identificazione del portatore. Inoltre, essendo dotato di codice di serie della location, esso non può essere utilizzato fuori dal circuito in cui è stato emesso.

La nuova legge regionale

In Piemonte prima della nuova legge regionale che prevede la stretta sul numero di apparecchi, c’erano 29 mila macchine. Si vorrebbe arrivare a 9 mila.

Il Presidente Chiamparino ha fortemente voluto la più restrittiva legge in Italia che prevede nuove norme, più restrittive di quelle nazionali, entrate in vigore il 20 novembre:

  • gli esercizi pubblici dove sono presenti apparecchiature per il gioco devono rispettare la distanza in base al percorso pedonale più breve, non inferiore ai 300 metri per i piccoli Comuni e ai 500 metri per quelli oltre i 5 mila abitanti dai cosiddetti “luoghi sensibili”, come ad esempio scuole di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, movicentro e stazioni ferroviarie.
  • Chi non rispetta la legge, può incorrere in sanzioni fino a 6mila euro,  l’incasso di un mese con tre macchine, più o meno.

Tra i detrattori, Astro, l’associazione gestori slot e il Sottosegretario all’economia Baretta, del Partito Democratico, che sostengono che le nuove normative creino un danno erariale di 240 milioni di euro l’anno a favore della criminalità organizzata che certamente, gestirebbe il gioco illegale con maggiori introiti.

I dati in Valsusa e Valsangone

Abbiamo voluto analizzare i dati di alcuni comuni della Valsusa, un territorio che conosciamo e che presenta notevoli differenze da bassa a alta valle di numero di abitanti, clima, dati occupazionali e confrontarli con quelli di Rivoli e Torino.

Le giocate pro capite nell’anno 2016

  • Oulx € 759
  • Chiomonte € 381
  • Susa € 689
  • Bussoleno € 521
  • Borgone € 429
  • Avigliana € 276
  • Rivoli € 2.600
  • Giaveno € 256
  • Sant’Ambrogio € 1.527

Le giocate complessive annue del 2016                              Entrate dei comuni anno 2016

  • Oulx 2,530 milioni di euro
  • Chiomonte 276.000,99
  • Susa 4,420 milioni di euro                                          6,967  milioni incassi  totali
  • Bussoleno 3,150 milioni di euro                                3,859 milioni entrate tributarie
  • Borgone 948.000,03                                                      901.203 entrate tributarie
  • Avigliana 3,450 milioni di euro                                 4,409 milioni entrate tributarie
  • Giaveno 4,230 milioni di euro                                   2,946 milioni entrate tributarie
  • Rivoli 126,89 milioni di euro
  • Sant’Ambrogio 7,23 milioni di euro                          5,237 milioni incassi totali

A Borgone le giocate complessive hanno superato le entrate tributarie così come a Giaveno  e a Sant’Ambrogio e negli altri comuni analizzati il denaro investito in gioco raggiunge comunque cifre importanti.

Le conclusioni

Analizzando i dati emerge che non esistono tante regole in questo settore, non ci sono degli indicatori precisi per stabilire dove si giochi di più ma si può affermare che i giocatori ci sono e sono più di quanti si dichiarano tali. Non è vero che nei piccoli paesi ci sia più timore a mostrarsi giocare, perchè ci si conosce un pò tutti, l’attitudine al gioco dipende dall’offerta: più slot più giocatori.

La nuova legge limiterà il gioco in proporzione alla riduzione di apparecchi? O succederà solo che il nostro Luca attenderà il suo turno per intrattenersi ad un altro apparecchio che quindi incasserà il vecchio incasso moltiplicato per tot “nuovi giocatori”? Se così fosse il tanto temuto danno erariale non ci sarebbe, e verrebbero penalizzati solo i gestori di sala che molte volte usano gli introiti delle slot machines per pagare gli affitti dei locali.

Qui l’unico vero vincitore è lo Stato e questo è un dato di fatto. Per il resto, giocare per puro divertimento con un certo giudizio, ponendosi dei limiti credo si possa, così come si può fare con le lotterie, i gratta e vinci, il lotto, le carte o durante una serata al casino. La ludopatia è una malattia che conta 800 mila malati in Italia, ma chi da anni osserva i giocatori sa bene che il ludopatico non gioca solo alle slot, ma a qualunque cosa possa dargli sbalzi adrenalinici, siano scommesse, gratta e vinci, o qualsiasi altro gioco.

L’ultimo dato dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano:  Il valore del mercato dei giochi online regolamentati con vincita in denaro nel 2016 è stato pari a 1,03 miliardi di euro, con una crescita del 25% rispetto al 2015.