Giaglione : un weekend con gli Spadonari Per la Festa patronale di S.Vincenzo 3 giorni con Priore, "Bran" e la danza con le spade

I 4 Spadonari di Giaglione (Foto M.Cicchelli)I 4 Spadonari di Giaglione (Foto M.Cicchelli)

GIAGLIONE – Per San Vincenzo, o meglio Sein Viseun in franco-provenzale, il 22 gennaio, Patrono del paese balcone della Valle di Susa, l’unico che spazia con il suo panorama che va dallo Chaberton a Superga, passando per la Sacra di S.Michele, tornano in piazza gli Spadonari, insieme ai tradizionali riti di passaggio dell’inverno.

La colorata danza delle spade, con esibizione dei 4 Spadonari, coi loro copricapi fioriti,  (lou tsapèl) da cui partono lunghi nastri colorati (le livrèieus) che ricadono sulla schiena, sarà quindi sulla piazza della parrocchiale, dopo la messa delle 10,30 di venerdì con la distribuzione del pane benedetto, insieme alla sfilata della reliquia del Santo e alla faticaccia della Priora, che si metterà in testa il pesante “Bran”, accompagnata dalle altre donne in costume a rappresentare tutte le generazioni del paese.

La danza rituale col “sabro”, lo spadone con l’impugnatura grossa di legno decorata con borchie in metallo che facilitano la presa ai danzatori, presenta diverse coreografie accompagnate dalla  banda musicale di Giaglione; è eseguita in onore delle priore su schemi tradizionali come lou salutil, il  saluto che è una sorta di preludio che si lega alle altre danze ed è eseguito in due occasioni, la prima volta che gli Spadoné incontrano le nuove Priore cioè a San Vincenzo e alla fine del loro mandato alla Madonna del Rosario (il 7 ottobre). Il primo movimento di danza sul sagrato della chiesa è sempre rivolto alle priore schierate. Altre danze di accompagnamento sono: La nourmal utilizzata per accompagnare le priore, i parenti e amici riuniti dalla casa della festeggiata alla chiesa; la basoulein, per accompagnare le autorità dal municipio verso la chiesa, la stoccata, la stecâ che si alterna con le prime due. E ancora la leivrî (aprire) al termine delle danze per farsi largo tra la folla e ricomporre il corteo che riaccompagna le priore, le autorità e i presenti.

Durante le marce sono disposti in fila indiana e la spada è brandita con la mano destra. Le danze che sono eseguite sul sagrato della chiesa dopo la funzione della messa sono la carâ una figura eseguita in quadrato, lou cor an din, lou cor an fora. Sono movimenti che precedono lo spettacolare scambio delle spade fra di loro e il lancio delle spade in alto.

Si replica domenica 24, dopo la messa celebrata dal Vescovo di Susa, Badini Confalonieri, alle 10,30 e poi alle 16 ,00 con lo spettacolo degli Spadonari e della Banda al Salone Polivalente.